Consumi sostenibili
di Anita Lissona
I manager di Henkel si sono tolti giacca e cravatta e sono entrati nelle classi come ambasciatori di sostenibilità.
Accade nel progetto internazionale “Educare per un consumo più sostenibile” che coinvolgerà in tutto il mondo, entro la fine dell’anno, circa 1000 manager del gruppo impegnati con giochi e colori per un’iniziativa che ha come scopo finale stimolare nelle nuove generazioni uno stile di vita responsabile verso l’ambiente.
Il progetto è dedicato a bambini della scuola primaria di primo grado che possono diventare un importante modello di comportamento a casa – per i loro genitori, nonni e amici – innescando un effetto moltiplicatore di cui può beneficiare l’intera comunità.
Social networking
di Elisa Rattotti
Avanade, società globale di soluzioni tecnologiche e servizi informatici per le aziende, ha reso noti oggi i risultati di una ricerca globale sull’adozione delle tecnologie di Social Collaboration, che ha coinvolto 4.000 utenti e 1.000 decision-maker IT e business in 22 Paesi. I dati dello studio evidenziano un utilizzo molto diffuso delle tecnologie di social networking in azienda e, se a livello mondiale la percentuale è di circa il 77%, in Italia il dato di diffusione tocca quasi il 90%.
La ricerca di Avanade rivela alcuni luoghi comuni in tema di Social Collaboration. Tra le aziende che hanno già implementato tecnologie di social networking, la maggior parte ha dichiarato di utilizzare per la collaborazione in azienda strumenti come Facebook (74%), mentre solo la metà si avvale di Microsoft SharePoint (39%). La percentuale d’adozione diminuisce ancora con IBM Open Connections (17%) e Salesforce Chatter (12%). Anche in Italia, la situazione è la medesima: al primo posto vi è Facebook (68%), seguito da Twitter (53%) e Linkedin (47%). Tra le soluzioni a livello enterprise, Microsoft SharePoint raggiunge il 32%, Salesforce Chatter il 23% e IBM Open Connections il 18%.
Dai dati emerge che la situazione dovrebbe però subire un cambiamento nei prossimi 12 mesi. Secondo i decision-maker, Microsoft SharePoint (23%) e Salesforce Chatter (23%) diventeranno gli strumenti preferiti dalle aziende. Anche se Facebook è attualmente al primo posto nella classifica dei tool di Social Collaboration più utilizzati, alla domanda “quali strumenti social le aziende pensano di implementare il prossimo anno?”, Facebook scende all’ultimo posto registrando una percentuale dell’8%, che in Italia si attesta al 4%.
Buono a sapersi
di Carla Trigilia
Conclusosi l’anno scolastico è tempo di bilanci per le attività di formazione portate avanti dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni nelle scuole di tutta Italia nell’ambito del progetto “Buono a Sapersi” in collaborazione con Google. Importanti i numeri: 1.700 le scuole coinvolte in tutte le province italiane, oltre 420 mila gli studenti, e 20 mila gli adulti tra genitori e insegnanti.
L’obiettivo dei corsi formativi era quello di mettere in condizione gli studenti, ma anche i loro genitori e gli insegnanti, di sfruttare al massimo le potenzialità di Internet adottando comportamenti online corretti e rispettosi di sé e degli altri, ma anche come difendersi da eventuali comportamenti scorretti altrui: cyberbullismo, hate speech, stalking, adescamento, violazioni della privacy, ma anche phishing e malware.
Sicuri su Internet
di Pietro Pierangeli
Dopo un anno di laboratori svolti in 6 scuole tra Roma, Milano e Palermo, Telefono Azzurro e Google hanno presentato all’Istituto Superiore Margherita di Savoia di Roma i video prodotti dai ragazzi coinvolti nel progetto PlayTech, che forniscono, in modo originale e molto personale, la visione e i consigli di ragazzi e genitori su come navigare in sicurezza su Internet.
Il Progetto PlayTech è nato con lo scopo di coinvolgere due generazioni (ragazzi e genitori) in un confronto aperto e una formazione reciproca sulle nuove tecnologie. Tramite le conoscenze innovative dei ragazzi sui nuovi device e canali e l’esperienza di Telefono Azzurro, nonché i contenuti formativi forniti da Google, i genitori hanno potuto approfondire rischi e opportunità della Rete, al fine di promuoverne un uso più consapevole.
Da parte loro i ragazzi hanno creato delle vere e proprie “pillole digitali”: filmati esplicativi su temi quali privacy, prudenza online e cyberbullismo. Questi video sono anche il risultato dell’incontro intergenerazionale: i ragazzi hanno fatto delle video-interviste ai propri genitori dopo averli formati sugli argomenti trattati dal progetto. Tutti i video saranno poi caricati su YouTube e messi a disposizione di chiunque per la navigazione sicura su internet, con l’obiettivo di condivere con altri ragazzi e altri genitori contenuti predisposti appositamente da e per loro.
Cellulare, mon amour
di Alessia Brugora
Sono lontani i tempi in cui scherzavamo fingendo di utilizzare il telecomando come se fosse un telefonino. Quando erano solo pochi privilegiati a girare per la strada con un “comodissimo” portatile dalle dimensioni di una valigetta ventiquattrore. Nell’anno del suo quarantesimo compleanno, Kingston Technology, il più grande produttore indipendente di memorie al mondo, ha chiesto agli italiani tramite un sondaggio, com’è cambiato in questi ultimi anni l’utilizzo che viene fatto di questo oggetto assolutamente indispensabile.
Chissà se Martin Cooper, ingegnere americano di Motorola, quel 3 aprile del 1973, mentre entrava nella storia con la prima chiamata effettuata da un portatile da 1,5kg, si era immaginato che 8 lustri dopo, il suo gioiello sarebbe stato utilizzato solo dal 23,3% delle persone per effettuare chiamate. Oggi infatti, il 33,3% degli intervistati ammette di servirsi del cellulare principalmente per attività social su Facebook, Twitter, Instagram e via dicendo. Il 26,4% lo utilizza per chattare su Whatsapp, e solo il 9,7% si limita all’invio di sms.
E se un tempo lo smarrimento più temuto era quello del portafogli (oggi lo è ancora per il 26,3%), ai nostri tempi la maggior parte (32,9%) dichiara che la perdita più scioccante sarebbe quella del proprio smartphone. Al secondo posto troviamo la perdita di un dente (19,7%) e solo al quarto le chiavi (11,8%).
Cui prodest ?
Cui prodest
Non è mio costume saccheggiare quanto scritto da altri. Ma avevo letto (e ritagliato) su “L’impresa di comunicazione” un editoriale di Lorenzo Strona, Presidente di Unicom, che dice cose che condivido in pieno.
E le dice col tono giusto. E sono cose che possono. e grandemente, influire sul fatto che un evento sia "wow" o esattamente l'opposto.
Si tratta delle modalità con le quali i committenti, oggi, si rapportano con le imprese di comunicazione (forse il discorso si può estendere anche ad altri tipi di imprese, ma noi … parliamo delle cose nostre).
“Siamo costretti a registrare una vera e propria impennata del tasso di infedeltà della clientela” e in un contesto in cui si registrano sensibili “ricadute negative sul fatturato, sta emergendo una caduta anche nella voglia di sbattersi per la propria impresa”.
Si tratta di una situazione comune a molti che forse non giova a nessuno. “Vale la pena di domandarsi quale perversa valutazione abbia indotto imprese che per anni hanno intrattenuto veri e propri rapporti di partnership con i loro interlocutori, ricavandone riconosciuti benefici, ad inseguire una vaga illusione di realizzare chissà quale risparmio con la parcellizzazione delle commesse. Ci sono aziende, grandi e piccole, che indìcono gare per qualsivoglia iniziativa. Quasi sempre gare al ribasso. E molto spesso il ribasso, a prescindere da contenuti e qualità della proposta, è quasi sempre l’unico parametro di valutazione. Con quali risultati è presto detto.
Che sportivi !
di Arianna Beccaletto
Birra Moretti ha fatto svolgere il sondaggio “Italiani: tifosi da divano!”, condotto dall'istituto di ricerca Duepuntozero Doxa, che mette sotto la lente di ingrandimento gli aspetti più salienti e le tante sfaccettature della nostra irrefrenabile, genetica, viscerale e spesso parzialissima passione per il calcio.
1.000 le persone tra i 18 e i 64 anni (rappresentative di 37 milioni di italiani) coinvolte nel mese di aprile dal sondaggio, secondo quote rappresentative della popolazione di riferimento per area geografica, sesso ed età. Il risultato è una cartina al tornasole su come, quanto, quando e dove in Italia si vive (e si tifa) il calcio. È un microfono aperto sui riti scaramantici e sugli sfottò del pre-e del post partita. È un termometro del tifo che traccia l'identikit del fan più accanito o del disinteressato assoluto. È una nitida istantanea su coloro che in Italia, soprattutto la domenica, corrono col cuore, con gli occhi e con la mente dietro a un pallone ma anche su coloro che (pochi, pochissimi, a onor del vero) quel pallone, magari di nascosto, lo vorrebbero bucare.
Osserviamo gli italiani
di Arianna Beccaletto
Ha inizio nel 2007 il percorso di Birra Moretti finalizzato alla promozione di una nuova cultura della birra in Italia, coerentemente con gli stili e i gusti del nostro Paese.
Un progetto ad ampio raggio e in continua evoluzione che dà voce al Paese attraverso le attività di ricerca e divulgazione dell’Osservatorio Birra Moretti che, nelle sue varie tappe, ha analizzato le principali passioni degli italiani.
2007 - Italiani sinceri, ma non troppo
È la prima indagine sociale promossa dall’Osservatorio Birra Moretti – condotta da Astra Ricerche - che, scandagliando fra coscienza e interiorità, porta alla luce il livello di onestà intellettuale, di correttezza sociale, di autenticità relazionale che caratterizzano il nostro modo di pensare, di agire, di rapportarci con gli altri. Quello della sincerità rappresenta il primo di una serie di valori che, nelle intenzioni di Birra Moretti potranno essere indagati negli anni a venire con l’obiettivo di comprendere sempre meglio il modo di pensare e di comportarsi degli italiani.
2010 - Italiani a Raggi Eat
I risultati della seconda ricerca sociale alla scoperta di gusti e abitudini alimentari degli italiani. Con Marilena Colussi, sociologa dell’alimentazione, il campo di indagine si apre al rapporto che il nostro Paese ha con l’alimentazione in generale e con la birra in particolare, soffermandosi sul concetto di ‘identità nazionale gastronomica’. Dalla ricerca, emerge il profilo del Beer Lover italiano: quasi 4 milioni di persone che nutrono nei confronti della birra una vera e propria passione privilegiandola a tutte le altre bevande.
Chi legge di più?
di Marco Ferrario
Per la prima volta dal suo arrivo in Italia, Amazon.it rilascia le classifiche delle città italiane che leggono più libri, cartacei ed eBook Kindle, e con il dettaglio per genere letterario. Amazon.it ha stilato la lista delle città italiane più affezionate alla carta o convertite all’inchiostro elettronico, quelle che acquistano più libri di cucina, viaggi, scienza e tecnologia, romanzi rosa, manuali di self-help, saggi di business e volumi dedicati al benessere di corpo e mente.
L’analisi, che ha preso in esame le 48 città italiane aventi almeno 100mila abitanti e il rapporto pro capite dei libri acquistati dall' 1 giugno 2012 al 15 aprile 2013, tratteggia un'Italia piacevolmente frastagliata in fatto di gusti letterari:
•Milano si posiziona come leader incontrastata trasversalmente in tutte le categorie
•la classifica generale, che conta sia i libri cartacei sia gli eBook Kindle, vede Trento e Firenze subito dopo Milano. Cinquanta sfumature di Grigio è il libro più venduto in tutti e tre i capoluoghi
•per quanto riguarda la lettura digitale, spicca Cagliari al secondo posto
•altrettanto significativa è la performance di Torino che si distingue dalle altre città italiane per l’acquisto di libri di cucina con Se Vuoi Fare il Figo Usa lo Scalogno. Dalla Pratica alla Grammatica: Imparare a Cucinare in 60 Ricette e La Zona italiana: Il più efficace programma alimentare per dimagrire in salute ora in versione mediterranea in cima alla classifica
•Trieste è seconda per i romanzi di fantascienza, dove si segnala il successo della trilogia Hunger Games
•Piacenza rivela un lato romantico, visto il secondo piazzamento nella classifica relativa ai romanzi rosa, dove la trilogia Cinquanta Sfumature ha spopolato seguita da Sette Racconti Brevi per il Tuo Cuore
•Pescara ottiene la seconda posizione nei volumi di self-help e in quelli dedicati al benessere di corpo e mente, con i titoli Il Linguaggio Segreto del Volto e 101 Modi per Allenare la Memoria rispettivamente al primo e secondo posto dei libri più acquistati
•attenti al business gli abitanti di Trento, dove il loro particolare interesse per i volumi di economia ha posizionato The Three Worlds of Welfare Capitalism e Comunicare con Twitter: Creare relazioni, informarsi, lavorare (Web & marketing 2.0) tra i libri più venduti della categoria.
Rifiuti elettronici
di Marco Parotti
Il mondo della distribuzione in prima linea nella raccolta dei rifiuti elettronici. Grazie al progetto europeo Identis WEEE, promosso dalla multiutility Hera, dal consorzio Ecolight e dalla fondazione spagnola Ecolum, è stata avviata la sperimentazione per la raccolta dei rifiuti elettronici di piccole dimensioni attraverso dei cassonetti intelligenti nei centri commerciali.
Al parco commerciale Meraville di Bologna in via Tito Carnacini, il più grande Parco Commerciale della città e tra i primi della regione, è stato posizionato il RAEEparking, un cassonetto intelligente interamente automatizzato che permette il corretto conferimento di piccoli elettrodomestici, televisori e monitor, e pile. Dotato di un sistema di tracciabilità del rifiuto, il dispositivo è stato progettato sotto la supervisione di Ecolight, consorzio che si occupa della gestione dei RAEE, delle pile e degli accumulatori a fine vita, e vedrà coinvolti nei prossimi mesi altre realtà della grande distribuzione in Emilia Romagna.

