IN OCCASIONE DELLA GIORNATA INTERNAZIONALE DELLE BAMBINE E DELLE RAGAZZE, BARBIE CELEBRA UN NUOVO MODELLO FEMMINILE – SAMANTHA CRISTOFORETTI – E LANCIA IL “DREAM GAP PROJECT”

 

Barbie continua nella sua missione e propone alle bambine italiane un altro grande modello femminile: Samantha Cristoforettipilota, ingegnera, astronauta, la prima donna italiana presente negli equipaggi dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) – per continuare a dimostrare alle bambine che possono essere tutto ciò che desiderano.

Barbie ha sempre mostrato alle bambine di poter essere tutto ciò che desiderano, dando loro la possibilità attraverso il gioco di ricoprire ruoli differenti e intraprendere carriere di ogni genere – più di 200! – incoraggiando l’immaginazione, l’espressione e la scoperta di sè stesse. La missione del brand è proprio quella di dare valore al potenziale illimitato delle bambine, affinchè siano consapevoli di poter raggiungere qualunque traguardo desiderino per il loro futuro.

Oggi, in occasione della Giornata Internazionale delle Bambine e delle Ragazze, Barbie ha deciso di puntare ancora una volta i riflettori su un modello femminile la cui storia possa incoraggiare la prossima generazione di donne a non arrendersi nell’inseguire grandi sogni. Attraverso il programma globale Shero, Barbie celebra le donne che hanno superato certi confini e sono andate oltre nei loro rispettivi settori, che sono di ispirazione per le future generazioni di ragazze, creando una bambola OOAK (One Of A Kind) con le loro sembianze.

SAMANTHA CRISTOFORETTI – PRIMA DONNA ITALIANA NEGLI EQUIPAGGI DELL’ESA

Con l’obiettivo di raccontare alle bambine le storie di nuovi modelli femminili a cui potersi ispirare, Barbie celebra Samantha Cristoforetti – pilota, ingegnera, astronauta, prima donna italiana negli equipaggi dell’Agenzia Spaziale Europea. Nata a Milano il 26 aprile 1977, ha conseguito la laurea magistrale in ingegneria meccanica all’Università Tecnica di Monaco di Baviera. Nell’ambito degli studi universitari ha trascorso quattro mesi alla “Ecole Nationale Supérieure de l’Aéronautique et de l’Espace” di Tolosa, lavorando ad un progetto sperimentale di aerodinamica, e ha scritto la sua tesi durante dieci mesi di soggiorno di ricerca presso l’Università di Tecnologie Chimiche Mendeleev di Mosca. Nel 2001, è entrata in Accademia Aeronautica come allieva ufficiale e ha conseguito nel 2005 una laurea in scienze aeronautiche presso l’Università Federico II di Napoli. Ha poi partecipato al programma di addestramento “Euro-NATO Joint Jet Pilot Training” alla Sheppard Air Force Base, negli Stati Uniti, ottenendo nel 2006 il brevetto di pilota militare. Samantha è stata selezionata come astronauta ESA nel maggio 2009, e terminato l’addestramento di base, è stata designata astronauta di riserva per ESA e, in questo ruolo, ha ottenuto le prime qualifiche per le attività extra veicolari e robotiche, nonché la certificazione come ingegnera di bordo del veicolo spaziale russo Soyuz. A marzo 2012 è stata assegnata alla spedizione 42/43 sulla Stazione Spaziale Internazionale e, contestualmente, è stata designata ingegnera di bordo della Soyuz TMA-15M. Il 23 novembre 2014 Samantha è partita per lo spazio dal cosmodromo di Baikonur, in Kazakhistan. È tornata sulla Terra l’11 giugno 2015, dopo aver trascorso 200 giorni nello spazio, ad oggi il volo spaziale più lungo di un astronauta europeo. La missione, chiamata Futura, è stata la seconda opportunità di volo di lunga durata dell’Agenzia Spaziale Italiana e l’ottava per un astronauta ESA. A luglio 2015 Samantha è stata insignita dal Presidente della Repubblica dell’onorificenza di Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine Al Merito della Repubblica Italiana. Al termine delle attività post-missione, in attesa dell’assegnazione a un secondo volo spaziale, a Samantha sono stati assegnati compiti tecnico-manageriali presso il Centro Europeo degli Astronauti (EAC), inclusa la partecipazione a commissioni tecniche per la valutazione di progetti legati all’esplorazione spaziale. Per diversi anni ha guidato l’iniziativa “Spaceship EAC”, un team di studenti e giovani professionisti che sviluppano tecnologie per future missioni lunari. Attualmente è rappresentante degli equipaggi ESA nel progetto “Lunar Orbital Platform -Gateway”.

 

Samantha fa anche parte di un gruppo di lavoro congiunto tra EAC e il Centro Cinese degli Astronauti (ACC), che ha il compito di definire e implementare attività di collaborazione. Nel 2017, insieme all’astronauta ESA Matthias Maurer, ha partecipato a un corso di sopravvivenza in mare, organizzato da ACC nel Mar Giallo. È stata la prima occasione in cui astronauti cinesi e non cinesi si sono addestrati insieme in Cina. Samantha ha commentato così l’onorificenza ricevuta da Barbie: “Sono molto felice che oggi le bambole Barbie non soltanto rappresentino l’aspetto fisico e le proporzioni delle donne reali, ma che offrano anche una panoramica completa dei loro traguardi professionali. Spero che questo aiuterà bambine e bambini a immaginare il loro futuro senza sentirsi vincolati da limiti artificiali che non hanno più senso di esistere nel nostro tempo”. Oltre all’impegno nel suo lavoro all’ESA, Samantha Cristoforetti è un’avida lettrice appassionata di scienza e tecnologia. Le piace imparare lingue straniere e la sua attuale sfida è il cinese. Talvolta trova il tempo per escursioni, immersioni subacquee o yoga.

IL “DREAM GAP PROJECT”: COSA SIGNIFICA E L’IMPEGNO DI BARBIE

La celebrazione di Samantha Cristoforetti e il proseguimento della campagna #MoreRoleModels, è solo una delle tante iniziative che Barbie perseguirà nel corso del prossimo anno in occasione del suo 60esimo anniversario. Proprio oggi viene lanciato a livello globale un nuovo progetto chiamato “Dream Gap Project”, il cui obiettivo sarà quello di accrescere la consapevolezza e l’attenzione sui fattori che ad oggi impediscono alle bambine di esprimere tutte le loro potenzialità.

Negli ultimi anni, diverse ricerche* hanno identificato che a partire dai 5 anni, le bambine sono meno propense rispetto ai maschi, a considerarsi brillanti e di successo e iniziano a perdere fiducia nelle proprie capacità. Stereotipi culturali, pregiudizi impliciti e le rappresentazioni a cui sono esposte attraverso i media rafforzano ulteriormente questa problematica. Negli Stati Uniti questo fenomeno è chiamato “Dream Gap”, ma situazioni simili si verificano in tutto il mondo.

Questi fattori limitanti hanno un impatto sulla capacità delle bambine di credere in se stesse e Barbie ha deciso di commissionare ricerche, accendere i riflettori su modelli positivi e chiamare a raccolta una vera e propria community a livello globale per supportare le bambine attraverso il Dream Gap Project.

Il concetto di Dream Gap è relativamente nuovo ed è indagato attraverso diversi studi, che coinvolgono specialmente le bambine fra i 5 e i 7 anni. In Italia Barbie ha deciso di fare la sua parte commissionando una ricerca al Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca, in collaborazione con il Centro di Ricerca Interuniversitario “Culture di Genere”.

“Cosa immaginano i bambini e le bambine rispetto al loro futuro? Di che colore sono i loro sogni? Questa ricerca si propone di indagare come bambine e bambini immaginano le loro professioni. La domanda principale e strategica è: i loro sogni, le loro aspirazioni, i loro desideri sono influenzati dagli stereotipi di genere? E in che modo?” affermano le ricercatrici Carmen Leccardi, Sveva Magaraggia e Tiziana Pirola. “Riconoscendo il ruolo attivo e creativo delle interpretazioni del mondo, coinvolgeremo bambini e bambine di diverse fasce di età in una riflessione corale sull’avvenire così come essi lo prefigurano. Caposaldo di questo progetto di ricerca è, infatti, l’ascolto delle loro voci, che emergeranno attraverso un’attività partecipata e interattiva. Con questa indagine vogliamo dunque osservare il concreto processo attraverso il quale bambini e bambine costruiscono le loro rappresentazioni del lavoro e della vita adulta, e discutono in merito alle idee ad esse associate. Oltre al momento collettivo, i nostri protagonisti potranno esprimere in modo più ampio e profondo le loro visioni grazie alla costruzione di un testo ad hoc.” L’obiettivo principale di questo studio sarà quello di identificare delle misure e azioni che possano combattere gli stereotipi ed espandere le possibilità che bambine e bambini percepiscono come accessibili per il loro futuro.

 

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