La sostenibilità conquista le etichette dei prodotti a marca del distributore: le quasi 6.500 private label che riportano sulle loro confezioni almeno un claim relativo al mondo della sostenibilità hanno fatturato ben 1,7 miliardi di euro, segnando una crescita di +10,2% in 12 mesi.

A rilevare il fenomeno è l’ottava edizione dell’Osservatorio Immagino di GS1 Italy che, dopo aver analizzato le etichette di oltre 115 mila prodotti, alimentari e non, venduti in supermercati e ipermercati italiani, ha organizzato le “private label green” in quattro diversi panieri in base al tipo di claim presente sulle loro confezioni.

Il più rilevante è quello composto dai prodotti provenienti da agricoltura o allevamento sostenibili: 870 milioni di euro di vendite (+12,3% in un anno), grazie soprattutto alle performance dei prodotti dichiarati “senza antibiotici” (+198,9%).

Il secondo paniere per incidenza è quello dei prodotti ottenuti nel rispetto della responsabilità sociale, con i prodotti certificati FSC, Fairtrade e UTZ che hanno realizzato 572 milioni di euro di sell-out.

Di poco inferiore il fatturato del paniere dei prodotti che rimandano al management sostenibile delle risorse: 571 milioni di euro di vendite, con buone performance dei claim relativi al minor utilizzo della plastica nelle confezioni (+43,1%), “compostabile” (+35,1%) e “biodegradabile” (+26,5%).

L’ultimo paniere raccoglie i circa 80 prodotti a marca del distributore che riportano sulla confezione un claim relativo al rispetto degli animali (claim Friend of the sea e Cruelty free) e ha venduto per 30 milioni di euro, in crescita di +5,3%.




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