Secondo un’indagine Isfort del settembre 2020, la percentuale di cittadini che hanno sentito parlare o conoscono la misura attivata dal Governo di stabilire l’obbligatorietà di nominare un Mobility Manager, per le aziende o Enti pubblici con almeno 100 dipendenti, è solo del 29%. 
Eppure, i benefici che possono derivare da un utilizzo virtuoso di questa figura sono molteplici, sia per le aziende e i dipendenti che per la collettività.

La figura del Mobility Manager è stata introdotta in Italia alla fine degli anni ‘90 ma l’emergenza pandemica legata al Covid-19 ha accelerato la sua affermazione per pianificare e rielaborare gli spostamenti casa-lavoro dei dipendenti in ottica di sostenibilità. Il Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili ha stanziato un fondo di 50 milioni per l’anno 2021 di cui 35 milioni destinati alle pubbliche amministrazioni e alle imprese e 15 milioni agli istituti scolastici che abbiano nominato il proprio Mobility Manager” afferma  Lorenzo Maria Paoli, Partner di Strategic Management Partners e Coordinatore Scientifico della 24 Ore Business School. 

“L’obbligo normativo non deve essere l’unica leva che deve spingere aziende o pubbliche amministrazioni a intraprendere un percorso virtuoso nella adozione di una mobilità integrata e sostenibile, va compreso che questa figura è la nuova frontiera del welfare aziendale con molte ricadute.” 

Soltanto per quanto riguarda la collettività, i benefici di una gestione della mobilità casa – lavoro si concretizzano in una riduzione dell’inquinamento atmosferico e acustico come conseguenza della riduzione del traffico, inoltre meno incidenti significano più sicurezza e meno costi alla sanità pubblica. A titolo esemplificativo, un’indagine condotta dalla Regione Emilia-Romagna sui Mobility Manager di imprese e enti in regione, nell’ambito delle attività dell’Osservatorio regionale della green economy GreenER, ha evidenziato che le misure introdotte per contrastare la diffusione del Covid-19 hanno comportato una drastica riduzione negli spostamenti casa-lavoro e quindi anche una riduzione delle emissioni di CO2: si è stimata una riduzione di 100 mila lavoratori negli spostamenti giornalieri rispetto al periodo pre pandemico, con circa 3,9 milioni di km percorrenze complessive evitate quotidianamente che equivalgono a 454 tonnellate di emissioni di CO2 non prodotte, che tradotto economicamente può significare un mancato acquisto di carburante di circa 247 mila euro al giorno.

Per le aziende, la figura di un Mobility Manager può garantire un miglioramento dell’accessibilità alla sede aziendale per dipendenti; grazie a un corretto uso dello smart working, un miglior utilizzo degli spazi e, quindi, riduzione di eventuali costi di affitto; meno problematiche e riduzione di costi anche per servizi di parcheggio o i rimborsi sui trasporti dei dipendenti. Non va dimenticato che la gestione della mobilità influisce sul miglioramento del welfare aziendale, dove dipendenti meno stressati riducono l’assenteismo e si dimostrano più efficienti e produttivi”  afferma  Lorenzo Maria Paoli, Partner di Strategic Management Partners e Coordinatore Scientifico della 24 Ore Business School“Mentre per i dipendenti, oltre a una riduzione dei tempi di spostamento e di costi di trasporto, c’è un tema di sicurezza sul percorso casa-lavoro, ma anche la possibilità di premi economici messi in campo per chi utilizza bici o veicoli aziendali sostenibili.”    


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