Dopo il PNRR, Camera dei deputati e Senato hanno approvato il decreto semplificazioni che, fra i principali obiettivi, prevede anche la velocizzazione della transizione energetica e della Green Economy. Grazie a questo provvedimento, l’Italia otterrà a breve un anticipo di 25 miliardi sui circa 200 miliardi di fondi Ue che spettano al nostro Paese.

Taglio dei tempi e snellimento di iter procedurali al centro di un percorso volto a concretizzare un cambiamento e a incrementare rapidamente la produzione di energia da fonti rinnovabili.

BIOGAS ANCORA PROTAGONISTA DELLA “GREEN ECONOMY”

Nel provvedimento gli impianti di biogas si confermano ancora cardini della Green Economy e alleati strategici per accelerare la corsa verso i target fissati dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. Fra le principali innovazioni: 

  • Lo snellimento delle procedure per la Valutazione ambientale e di autorizzazione per gli impianti di produzione di energie rinnovabili, oggi compresa fra 2 e 6 anni, attraverso il dimezzamento dei tempi per il rilascio della VIA (Valutazione Impatto Ambientale), che passeranno da 365 a 175 giorni.
  • La semplificazione delle pratiche autorizzative con riferimento alle fonti rinnovabili (tra cui rientrano gli impianti biogas), le infrastrutture energetiche e impianti di produzione e accumulo di energia elettrica.
  • La semplificazione dell’attività di repowering, ossia l’incremento dell’efficienza attraverso la sostituzione degli impianti esistenti in modo tale da garantire ulteriore e maggiore produzione di energia senza ulteriori effetti sul paesaggio e le aree circostanti.

IL RUOLO DEL BIOGAS IN ITALIA

L’Italia è oggi il terzo produttore europeo di biogas dietro Inghilterra e Germania e quinto nel mondo dopo Cina e USA, con un valore economico di 3,2 miliardi di euro, al netto degli incentivi.
Un comparto che grazie alla sinergia tra agricoltura e allevamento da un lato e agroindustria dall’altro ha registrato dal 2008 a oggi investimenti per circa 4,5 miliardi di euro consentendo all’Italia di raggiungere la Top 3 europea con circa 1.700 impianti di biogas in funzione (di cui, stando ai dati del CIB, 1200 in ambito agricolo).

QUALI OPPORTUNITÀ PUÒ OFFRIRE IL BIOMETANO?

Il biometano potrebbe rappresentare per il nostro Paese un risparmio di 1,6 miliardi di metri cubi di importazioni di biocarburanti e un potenziale produttivo al 2030 di 8 miliardi di metri cubi, pari al 10% del consumo nazionale di gas naturale.

Grazie alle numerose richieste di costruzione di nuovi impianti, o di revamping di impianti biogas esistenti, si prevede che l’Italia diventi leader europeo per la produzione di Bio-LNG con una capacità produttiva di 299 t/g entro il 2022. Non solo un enorme potenziale in termini di riduzione di emissioni nel settore della mobilità, ma anche una soluzione pronta e immediatamente utilizzabile per un trasporto carbon free. Il bio-LNG è infatti ottenuto attraverso il processo di liquefazione del biometano: per mezzo di apposite cisterne può essere così trasportato e impiegato come carburante nel trasporto stradale e marittimo.

Sara Orsenigo

sara.orsenigo@mediatyche.it