Nei primi otto mesi del 2021 a Dubai hanno aperto oltre 16mila nuove società, il 68,5% in più del 2020, e il numero complessivo delle persone giuridiche attive nel Paese emiratino raggiunge così le 275mila unità. Lo rileva Gold Trust in un report in cui analizza le dinamiche del mercato nel Paese Arabo. Secondo l’azienda attiva nell’internazionalizzazione delle imprese la pandemia esplosa nel 2020 ha inevitabilmente spinto molti imprenditori a attendere un periodo più favorevole prima di intraprendere una nuova attività, ma la crescita vertiginosa è dovuta principalmente a altri fattori. A inizio ottobre ha infatti preso il via l’Expo, inoltre nei mesi scorsi il Governo ha adottato una serie di misure per attrarre gli investimenti nei settori che ha ritenuto di maggiore interesse, come l’IT e il commercio.

Dubai ha da sempre cercato di sviluppare un clima favorevole all’imprenditoria e questo atteggiamento – insieme alla posizione geografica strategica – l’ha resa uno dei principali hub commerciali degli Emirati Arabi Uniti. Il Paese così ha attirato l’attenzione di grandi investitori internazionali lo dimostra il fatto che l’80% dei residenti sia nato all’estero. Gold Trust evidenzia che accanto ai settori che hanno fatto da volano per il mercato di Dubai – come il comparto petrolifero – nel corso degli anni si sono sviluppate anche altre industrie come quella automobilistica e quella aerospaziale. Nell’ultimo periodo poi sta crescendo vertiginosamente la domanda di servizi come marketing e pubblicità.

Con il diffondersi del benessere, poi, aumentano gli investimenti nell’entertainment, a iniziare dal food and beverage. Dal punto di vista economico, tuttavia, Dubai è divisa in tre giurisdizioni: la mainland, le freezone e l’offshore, e ciascuna di esse ha una regolamentazione a sé. La mainland è la fascia in cui si applicano le misure più rigide, a iniziare dal fatto che chi vuole costituire una società qui deve affidarsi necessariamente a un socio locale che abbia la cittadinanza emiratina. E quest’ultimo deve detenere il 51% del capitale sociale.

Sempre con l’intento di attrarre gli investitori internazionali, Dubai nel corso del tempo ha creato 48 freezone, in cui si applicano misure meno stringenti. Qui gli investitori stranieri non solo possono detenere il 100% del capitale di un’azienda, ma poi godono anche di una serie di vantaggi fiscali. Ad esempio non si applica nessuna forma di prelievo né sui redditi personali né su quelli aziendali; e non le importazioni e le esportazioni non sono soggette a dazi doganali. Il Governo sta cercando di attrarre gli investimenti in 13 settori – per un totale di 122 attività economiche – che ritiene strategici. Si va dalla produzione delle energie rinnovabili, alla logistica, dall’alberghiero ai servizi di ristorazione. In questi casi, a prescindere dalla giurisdizione in cui l’attività viene creata, gli imprenditori possono detenere il 100% dell’azienda.

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