Wallapop, piattaforma leader nella compravendita di prodotti second hand, che promuove un modello di consumo responsabile e sostenibile, è sbarcata a settembre sul mercato italiano. L’app offre a 43 milionidi potenziali utenti del Paese, attraverso un servizio semplice e intuitivo, la possibilità di mettere in vendita oggetti in ottimo stato e ancora perfettamente funzionanti, ma che non utilizzano più da tempo.

Il servizio è arrivato a connettere una comunità di 15 milioni di utenti e ha dato una seconda vita ad oltre 180 milioni di articoli dalla sua nascita ad oggi.

Nonostante persone di tutte le età usino Wallapop, il modello di business della piattaforma è strettamente legato agli Zillennials, una generazione attenta alla sostenibilità come tema chiave anche quando si deve scegliere cosa acquistare. L’acquisto di oggetti usati è infatti ormai un fenomeno globale: il 90% degli under 40 lo pratica almeno occasionalmente e oltre la metà (52%) in modo regolare.

La “Second Hand” per GenZ e Millennials è una scelta sostenibile e che rispetta l’ambiente (93%), intelligente (92%), che rende accessibili anche prodotti di alta gamma (30%) e permette di “togliersi” qualche sfizio senza costi eccessivi (28%). “Ridare vita agli oggetti” (52%) diventa però il desiderio principale di entrambe le generazioni, nell’ottica di un’economia circolare che sembra ormai diventata parte integrante delle abitudini quotidiane.

“Comprare articoli di seconda mano”, commenta Giuseppe Montana, Head of Internationalization di Wallapop, “è il modo perfetto per acquistare quello di cui si ha bisogno a un prezzo più vantaggioso e assicurarsi un guadagno extra grazie agli oggetti che non si usano più. Ma è anche molto di più perché ogni acquisto su Wallapop alimenta un consumo responsabile, allungando la vita dei prodotti ed evitando la loro sovrapproduzione”.

La conferma arriva anche dalla survey “GenZ&Millennials: due generazioni a confronto” realizzata da BVA Doxa per Wallapop con l’obiettivo di indagare il tema della compravendita di oggetti usati mettendo a confronto le abitudini dei giovani dai 18 ai 40 anni.

Se sul tema della compravendita di oggetti usati entrambe le generazioni sembrano mantenere una linea comune, diversa invece la percezione del “possesso” e della “condivisione” dei propri oggetti: è infatti la GenZ ad essere più propensa a condividere (30%)[4]: gli oggetti non vanno tanto posseduti, quanto usati in condivisione, il che permette anche di abbassare i costi dell’utilizzo.

Se i giovani italiani amano circondarsi di oggetti dalla storia vissuta, anche nella musica sembra esserci un desiderio di “tuffarsi nel passato”: il 44% infatti apprezzerebbe riascoltare alcune hit della tradizione musicale italiana proposte in chiave moderna. Una passione, quella dei classici della musica italiana, che per entrambe le generazioni è sicuramente trasmessa dalle abitudini musicali dei propri genitori (48%)

Oggi quindi il mercato del “second hand” è tutt’altro che fuori moda, è anzi molto più vicino al concetto di sostenibilità intelligente che sembra mettere d’accordo due generazioni apparentemente così diverse come Millennials e GenZ.

Qualsiasi sia la motivazione che spinge i giovani ad acquistare e vendere oggetti usati, la Second Hand è sempre la scelta giusta, per noi stessi e per il Pianeta.

GIULIA CERIANI | Account Executive

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[4] Contro il 22% dei Millennials