Per capire se un investimento è veramente conveniente sul fronte ambientale ci pensa Ener2Crowd grazie al suo Indicatore di sostenibilità d’investimento (ISI), il primo indicatore ad hoc di questo tipo. La piattaforma analizza diversi elementi: capitali raccolti e allocati, tipologia degli investimenti realizzati, ammontare dei flussi di cassa impiegati per acquistare, mantenere o implementare immobilizzazioni operative (capex progetti) e soprattutto benefici ambientali generati. In questo modo, dopo un lungo lavoro di ricerca, si è riusciti a individuare il valore ottimale per poter definire se un investimento effettivamente green.

Il parametro di riferimento per la creazione dell’indice è l’Intensità sostenibile d’investimento (Isi), declinata su base annuale come quantità ideale di emissioni di CO2 che ogni anno un euro investito in prodotti finanziari green deve contribuire a ridurre. Ne deriva l’Indicatore totale derivato (Isi totale), definito come quantità ideale totale di emissioni di CO2 che un’iniziativa green deve contribuire a ridurre per ogni euro ricevuto.

Lo scopo principale di Ener2Crowd è quello di coinvolgere le comunità locali delle aree interessate dove verranno di volta in volta sviluppati gli impianti di produzione di energia pulita, garantendo a ciascuna comunità di volta in volta coinvolta un tasso di rendimento maggiorato. Il nuovo modello è quello del CSV “Creating Shared Value”, la creazione di un valore condiviso in cui il beneficio per le aziende si accompagni costantemente ad un beneficio tangibile anche per le comunità locali e più in generale per l’intera collettività.

Il programma di inclusione e condivisione per conto delle grandi utility è destinato a velocizzare l’avanzamento delle costruzioni di nuovi impianti rinnovabili. «Vogliamo continuare a consolidare la nostra posizione di leadership sul mercato italiano non solo a favore della transizione sostenibile delle pmi ma anche come partner tecnologico strategico per le grandi utility che vogliano coinvolgere i territori e creare le prime comunità energetiche carbon neutral» – puntualizza Niccolò Sovico. Dopo un lungo lavoro di ricerca, è stato possibile individuare il valore ottimale per poter definire se un investimento sia effettivamente green. Il parametro di riferimento per la creazione dell’indice è l’«intensità sostenibile d’investimento» declinata su base annuale come quantità ideale di emissioni di CO2 che ogni anno un euro investito in prodotti finanziari green deve contribuire a ridurre.


  MEDIA NEVERMIND
media@nevermindweb.com>