L’Italia è un paese in cui è difficile fare carriera, ci si trova spesso ad accontentarsi di ruoli non all’altezza delle proprie aspettative e, in generale, c’è poco ottimismo verso il futuro del lavoro. Sono i dati più importanti relativi al nostro Paese emersi dall’indagine European Work Voices 2022promossa da Kelly Services basata su un campione di oltre 5000 persone in 10 paesi europei. Obiettivo: ascoltare le voci dei lavoratori di quasi tutti i settori economici per comprenderne le aspettative e cogliere le linee di evoluzione del lavoro.

Il dato più evidente a livello europeo è che i lavoratori vogliono essere valorizzati nella loro globalità, in quanto persone, e ambiscono ad un lavoro gratificante: lo afferma il 45% degli intervistati (dato medio europeo), inclusi gli italiani. Che però per la maggior parte non trovano risposta a tale ambizione: il 65% dei nostri connazionali ritiene di non svolgere mansioni gratificanti o che questo accada solo a volte. Una condizione che, su questo specifico aspetto, pone l’Italia in coda ai Paesi europei davanti solo al Portogallo. 

Per quanto riguarda le prospettive professionali, i livelli medi di fiducia degli intervistati dalla ricerca Kelly sono piuttosto alti nei Paesi europei, soprattutto fra i giovani sotto i 24 anni e i liberi professionisti. Fa eccezione proprio l’Italia, i cui lavoratori non brillano per ottimismo rispetto ad esempio alla possibilità di fare carriera nei prossimi 5 anni, un indicatore significativo per fiducia vero il futuro del lavoro che colloca il nostro paese all’ultimo posto fra quelli dell’Unione

Un altro tema importante esplorato dalla ricerca riguarda il lavoro a distanza, una condizione che riguarda in media il 39% dei lavoratori nei Paesi interessati dall’indagine, il 41% quelli italiani. Con il lavoro da remoto, il 57% dei lavoratori dichiara di avere ottenuto un migliore equilibrio tra lavoro e vita privata e il 45% di sentirsi più riposato e più felice.  Ma il 28% dei lavoratori afferma di ritrovarsi a lavorare più ore di quante non ne farebbe in ufficio e il 14% di avere difficoltà a staccare la spina. 

Luci ed ombre dunque: l’European Work Voices 2022 ha rilevato che le opportunità di lavoro a distanza variano notevolmente da Paese a Paese, ma gli effetti positivi del lavoro a distanza superano quelli negativi. Con una costante attenzione ai vantaggi per ciascuna delle parti: “I datori di lavoro devono contribuire ai costi sostenuti per l’attività svolta in casa. Mentre io spendo, l’azienda risparmia”, afferma un intervistato italiano

E così per rendere il lavoro a distanza più efficace sono i lavoratori stessi che indicano la strada: per il 45% serve migliore accesso a strumenti e tecnologie a distanza, per il 32% migliori strumenti online per visualizzare e controllare i carichi di lavoro, ma anche linee guida più severe sugli orari di lavoro e sulle pratiche per garantire ai dipendenti tempi di riposo adeguati. E il 28% chiede supporto e risorse efficaci per la salute mentale insieme all’attenzione verso i feedback dei lavoratori. 

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