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Una nuova ricerca commissionata da Amazon Business ha rivelato che, sebbene i dipendenti aziendali siano desiderosi di cambiare le proprie abitudini di acquisto per contribuire al raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità dell’azienda, questo non si traduce in azioni concrete a livello aziendale.

I risultati mostrano che la maggior parte dei dipendenti italiani (73%) hanno all’interno della propria organizzazione delle chiare policy per la promozione di acquisti socialmente responsabili e sostenibili, ma solo un terzo dei dipendenti (35%, percentuale comunque più alta della media europea che si attesta al 29) considera sempre la sostenibilità quando acquista prodotti per la propria azienda. Ciò è probabilmente dovuto al fatto che, mentre l’80% degli intervistati senior ha dichiarato di conoscere tali linee guida per gli acquisti sostenibili, solo il 33% dei dipendenti più giovani sa effettivamente di cosa si tratta. Un ulteriore dato rappresenta le motivazioni dei dipendenti a preferire tale genere di acquisti, principalmente volte a dare l’esempio per i senior, che dichiarano di scegliere certi articoli rispetto ad altri per “dare l’esempio”, rispetto allo staff più giovane, che invece è guidato da un reale desiderio di proteggere l’ambiente e il pianeta.

Nonostante la percezione che le generazioni più giovani siano più attente all’ambiente rispetto a quelle più anziane, la ricerca ha rilevato che i dipendenti di età pari o superiore ai 35 anni hanno lo stesso interesse degli intervistati della Gen Z nel ritenere che una maggiore sostenibilità dei beni dovrebbe essere un obiettivo chiave per il luogo di lavoro. È interessante notare che gli over 55, a livello europeo, sono più propensi a considerare sempre la sostenibilità quando prendono decisioni di acquisto (31%), rispetto a coloro che hanno tra i 18 e i 34 anni (26%). Si delinea quindi una maggiore preoccupazione per le sorti del pianeta da parte delle generazioni più giovani, ma questo ideale difficilmente si tramuta in un concreto comportamento quando si tratta di intraprendere delle azioni a riguardo, specialmente sul luogo di lavoro.

Come anticipato, mentre i decisori senior (79%) e il resto dell’azienda (75%) tengono conto della sostenibilità almeno occasionalmente nelle decisioni di acquisto, in Italia i dipendenti senior sono quelli più propensi a valutarla sempre (62%) rispetto ai colleghi junior (37%). Pertanto, si potrebbe ipotizzare che l’assenza di pratiche di acquisto più sostenibili sia dovuta alla gerarchia aziendale e alla mancanza di potere, piuttosto che all’età, con i colleghi più giovani che attualmente non hanno le responsabilità o la tecnologia giusta per guidare il cambiamento a tutti i livelli dell’azienda.

Per affrontare questo problema, i dipendenti hanno rivelato che una migliore tecnologia in grado di supportare pratiche di acquisto più sostenibili attraverso la guida e l’automazione (30% contro il 24% europeo) e forti linee guida aziendali sugli acquisti socialmente responsabili (27% contro il 26%) li farebbero sentire meglio equipaggiati nel prendere decisioni di acquisto più sostenibili nella loro vita lavorativa. Il miglioramento della tecnologia potrebbe anche aiutare a risolvere alcuni dei principali ostacoli che i dipendenti incontrano attualmente quando si tratta di acquistare prodotti per la propria azienda, tra cui la ricerca di prodotti più sostenibili e la conoscenza di quanto questi prodotti siano effettivamente sostenibili.

Gerardo di Filippo, Head of Amazon Business Italia afferma: “Gli acquisti sono una parte cruciale nel percorso di molte organizzazioni verso una maggiore responsabilità sociale, quindi è incoraggiante vedere un desiderio genuino da parte dei lavoratori, di tutte le età e a tutti i livelli dell’organizzazione, di acquistare in modo più sostenibile. É importante che la leadership esamini con attenzione come agevolare i propri collaboratori nel tradurre le intenzioni in azioni. Gli acquisti socialmente responsabili possono essere migliorati in modo rapido e semplice, a partire dalla digitalizzazione dei processi e degli strumenti alla comunicazione e alla formazione sugli obiettivi e sulle politiche di acquisto. Bastano pochi piccoli passi per trasformare i processi organizzativi, mettendo tutti in condizione di fare la differenza per la sostenibilità, in tutta l’azienda“.

Piccoli passi che però nello scenario italiano si configurano come indispensabili, aggravati dal fatto che il 55% degli acquisti sostenibili delle aziende si basa su prodotti di piccolo impatto, come articoli per le pulizie, carta igienica o cancelleria. Quando si tratta di spese più ingenti, e che hanno un maggiore impatto in ambito di sostenibilità, come i viaggi, è solo il 21% dei collaboratori italiani a prendere in considerazione la soluzione più green, rispetto alla più comoda o alla più veloce. È quindi necessario un percorso di awareness e di informazione riguardo a cosa significhi essere sostenibili in azienda, andando a toccare tutti gli aspetti che possono effettivamente fare la differenza nell’impatto ambientale di un’organizzazione. A questo va affiancato inoltre un percorso di introduzione al procurement, per andare a lavorare anche sulla percezione di queste mansioni fra i lavoratori italiani, in quanto al momento ben il 37% dei dipendenti afferma di non sapere chi se ne occupi, e quale sia il loro mandato.

La ricerca di mercato, condotta in collaborazione con la società Opinium, ha visto Amazon Business intervistare 5.000 dipendenti di aziende britanniche, francesi, tedesche, italiane e spagnole di diversi settori, tra cui il settore pubblico, l’istruzione, l’automotive, la vendita al dettaglio e i servizi finanziari, per capire se sono in grado di prendere decisioni di acquisto sostenibili mentre sono al lavoro.

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[1] Ricerca commissionata da Amazon Business e sviluppata da Opinium