L’istituto di ricerche di mercato 2B ha svolto nel mese di marzo 2020 un’indagine riguardante l’emergenza Coranovirus, per esplorare e valutare i cambiamenti delle abitudini e degli atteggiamenti quotidiani in Italia.

LE CONCLUSIONI DELLA RICERCA

Mai come ora l’individuo della post-modernità si è trovato a fare i conti con spazi di vita limitati, relazioni estese con il nucleo familiare di prossimità (o solitudine per chi vive solo) e con forme di esperienza digitalizzata. Più che un cambiamento stiamo vivendo una rivoluzione che ridefinisce in modo forte alcuni aspetti cruciali nei nostri mondi di vita. Di seguito i più consistenti.

Cambiano il senso del tempo e la sua gestione c’è la percezione di un tempo da occupare e interpretare (VS un tempo da vivere, rincorrere, lasciar scorrere), spostando il fulcro della progettualità (più “contenuta”, quotidiana, immediata) e della cura (di sé e degli altri); emergono nuove ritualità, con un impatto molto forte sulla user experience e un possibile impatto permanente sulle abitudini e i consumi futuri.

Cambiano i confini fra scena e retroscena, che spingono a ripensare la casa e la rappresentazione di sé: lo smart working è diventato improvvisamente una realtà per molti (e lo sarà a lungo), ma le case non sempre sono adatte ad integrare una dimensione professionale, specie nei nuclei familiari numerosi (ricordiamo che lo smart working secondo il Ministero del Lavoro interessa potenzialmente 8,2 milioni di persone);

la proliferazione delle video chiamate (personali, professionali) lascia incerti sul confine pubblico/privato, generando una dialettica identitaria dal portato per ora imprevedibile.

Cambiano i confini fra reale e digitale, ma soprattutto il ruolo del digitale nelle nostre vite (meno ludico e più funzionale, specie per la Gen. Z e Millennial) e la modalità di acquisizione dell’esperienza, della conoscenza, delle relazioni: siamo di fronte a una forte accelerazione dell’innovazione digitale come risorsa articolata su più livelli, ma siamo anche chiamati a comprendere l’effetto di una riduzione drastica delle occasioni di socialità diretta, sull’identità individuale e collettiva.

Cambia l’approccio ai consumi: emergono nuovi parametri di desiderabilità (alla luce della modifica dei contesti d’uso e dei valori che orientano il consumo); la focalizzazione sull’online, spinge a ripensare il ruolo dei touch point nel consumer path (quale sarà il ruolo del retail? Che fine farà l’approccio esperienziale al marketing?); la serietà dei brand e la loro capacità di esprimere valori e intraprendere azioni in linea con la situazione diventano centrali nella relazione con il consumatore.

L’indagine, i dati statistici e le relative valutazioni sono disponibili al seguente indirizzo: https://sites.google.com/2bresearch.it/covid19/

Francesco Bionda

2B Co-Founder and Research Director

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