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  • Abitare Co.: per molti italiani le proprie abitazioni sono inadeguate ad affrontare la situazione attuale.  117 mq la superficie media, ma non per tutti: in generale un terzo delle case è al di sotto degli 80 mq, dimensioni in cui vive anche un quinto dei nuclei più numerosi, con un disagio più marcato a Napoli, Roma, Torino e Milano.

16,8 milioni di persone vivono in una condizione di sovraffollamento abitativo, 8 milioni con problemi strutturali o problemi di umidità e sono tante le case senza i servizi essenziali come acqua potabile e acqua calda. L’11,4% delle case è privo di balconi, terrazzi e giardini.

 L’emergenza sanitaria ha costretto una buona parte dei 25 milioni e 700 mila famiglie italiane a passare molto tempo tra le mura domestiche, modificando radicalmente le proprie abitudini sociali e il modo di vivere la casa. Ma le abitazioni degli italiani sono adeguate a fronteggiare questa situazione? Secondo l’analisi di Abitare Co., società attiva nell’ambito dell’intermediazione immobiliare, le famiglie italiane hanno a disposizione una superficie media di ben 117 mq[1], ma con valori che variano sensibilmente sul territorio. Tra le 12 grandi città sono i milanesi ad avere la minore superficie media (88 mq), seguiti dai torinesi (91 mq) e dai bolognesi (96 mq), mentre gli spazi si allargano a Palermo (116 mq), Verona (114 mq) e Venezia (112 mq).

Al di là delle medie statistiche, il dato tendenzialmente positivo sulla superficie vale per tutti? Su questo la fotografia di Abitare Co. mostra aspetti meno rosei. Secondo l’ultimo censimento Istat [2], più di un terzo delle abitazioni occupate da persone residenti, pari quasi a 8.230.000 case, è al di sotto degli 80 mq e il 13,4% (circa 3.232.000) non raggiunge i 60 mq. Una percentuale, quest’ultima, che tra le province dei capoluoghi di regione sale sensibilmente al 22,7% di Milano, al 22,4% di Trieste, al 21% di Aosta, al 20,4% di Torino e al 18,7% di Roma. Un dato importante se si considera che le famiglie italiane sono composte mediamente da 2,3 componenti.

E i nuclei numerosi? Oltre un quinto delle abitazioni (20,7%) occupate da più di 4 persone è inferiore a 80 mq, ma con un’incidenza che arriva al 29,8% nella provincia di Milano, al 31,3% di Torino, al 32,5% di Roma sino al 34% di Napoli.

Abitazioni, quindi, sovraffollate: nel 2018, sempre secondo i dati dell’Istat [3], ben il 27,8% delle persone, pari a oltre 16,8 milioni, viveva in questa condizione. Un dato che varia sensibilmente dal tasso più basso della Valle d’Aosta (18,5%) e del Friuli-Venezia Giulia (19,4%) sino alle regioni più sovraffollate tra cui le Marche (41,2%), l’Umbria (37,7%) e l’Abruzzo (37,4%). Anche analizzando il dato per numero medio di stanze per persona, con 1,4 camere l’Italia si posiziona al 24° posto in Europa, ben lontana da Paesi come Malta (2,4), Irlanda (2,3) e con 2,2 Belgio, Lussemburgo e Regno Unito[4].

Ma oltre al sovraffollamento si aggiunge anche la carenza dei servizi primari e strutturali. Anche se rispetto al 2014 c’è stato un significativo miglioramento, nel 2018 quasi otto milioni di cittadini (13,2% della popolazione) vivevano in abitazioni con problemi strutturali o di umidità, con una situazione più marcata in Calabria (22,4%) e Sardegna (21,9%).

Inoltre, ritornando al censimento del 2011, nelle abitazioni occupate da persone residenti quasi 415.400 case erano senza acqua potabile e 250.600 senza acqua calda, oltre 2.081.000 non avevano un impianto di riscaldamento, in circa 35.900 si registrava l’assenza di un gabinetto, in quasi 138.100 nessun impianto doccia e/o vasche da bagno e quasi 6.458.400 non ha la cucina.

Ultimo aspetto che in questo periodo ha un ruolo importante per le famiglie in quanto consente di avere un contatto con l’esterno, riguarda la presenza di balconi, terrazzi e giardini di proprietà [5]. Se la maggior parte sono senza dubbio “fortunati”, nel 2018 c’era comunque l’11,4%, pari a quasi 2.650.000 famiglie, che non disponeva di questi “benefit”.

Paola Gianderico

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  •   ARLO TI AIUTA A STARE ACCANTO A CHI AMI, ANCHE A DISTANZA

 Proteggere i nostri cari è una priorità, ma non è sempre facile, soprattutto quando non si può essere fisicamente al loro fianco come in questo periodo. In molti infatti sono in pensiero per i propri nonni o genitori anziani che vivono soli in abitazioni o in comuni diversi.

Il ricorso alla tecnologia e, in particolare, ai sistemi di videosorveglianza può essere la soluzione ottimale al problema della distanza forzata. Le videocamere di sicurezza senza fili di Arlo permettono per esempio a figli, nipoti o personale abilitato, di poter avere un accesso video e audio sull’abitazione dei propri cari che necessitano di assistenza.

I prodotti top di gamma come Arlo Pro 3, telecamera di nuova generazione che garantisce immagini super nitide e chiare, e Arlo Ultra, con visione notturna a colori e un livello avanzato di rielaborazione immagini, sono efficienti, semplici da installare e posizionabili ovunque, in qualsiasi ambiente della casa. I due microfoni noise cancelling eliminano i rumori di sottofondo che potrebbero arrecare disturbo e quindi consentono conversazioni bidirezionali dall’audio cristallino. In questo modo, sarà davvero facilissimo e chiaro comunicare direttamente con la persona cara!

Inoltre, attraverso l’intuitiva app Arlo Smart, disponibile per iOS e Android e scaricabile gratuitamente, è possibile ricevere notifiche in tempo reale direttamente sul proprio smartphone, quando vengono rilevati determinati movimenti o suoni.  Infine, grazie al loro design elegante e minimale si adattano perfettamente a qualsiasi arredamento, integrandosi perfettamente nell’abitazione e garantendo una “sorveglianza discreta”.

 Elena Bonomi Account Executive

BPRESS \\ PR, media relations, communicationP: +39 02 72585.401 –  Via Carducci, 17 \\ 20123 \\ Milano \\

  • ITALYSC Johnson dona un milione di dollari a favore delle iniziative relative a COVID-19 in tutta l’Europa

Supporto finanziario e donazione di prodotti per aiutare le organizzazioni sanitarie e i lavoratori in prima linea in 15 paesi europei come contributo allo sforzo globale per fronteggiare il Covid-

Nell’ambito degli sforzi globali per combattere COVID-19, SC Johnson, un’azienda leader nel settore dei prodotti per la pulizia della casa e professionali, ha donato un milione di dollari per sostenere iniziative in tutta Europa.

Questa donazione fa parte dei dieci milioni di dollari che l’azienda ha finora reso disponibile per aiutare le organizzazioni a combattere la diffusione e l’impatto del virus in tutto il mondo. Recentemente, SC Johnson ha annunciato una partnership con Save the Children per educare e permettere ai bambini di tutto il mondo di affrontare al meglio la pandemia.

“Nella nostra famiglia di SC Johnson tutti siamo impegnati a sostenere chi è in prima linea in questa pandemia e le persone più vulnerabili nelle nostre comunità”, ha dichiarato Fisk Johnson, Presidente e Amministratore Delegato di SC Johnson. “Siamo molto orgogliosi di sostenere organizzazioni in tutto il mondo che forniscono risorse e aiuti immediati a chi ne ha bisogno, e ci sentiamo profondamente toccati dai loro sforzi”.

Sono state effettuate donazioni in 15 paesi europei a una serie di istituzioni e progetti impegnati ad affrontare COVID-19. Essi includono:

–              Il supporto alle NHS Charities Together nel Regno Unito, fornendo così assistenza ai pazienti del servizio sanitario nazionale britannico attraverso il suo personale e volontari in prima linea. Viene così garantita particolare attenzione alla cura per il benessere mentale insieme alla fornitura di beni di prima necessità come gli alimenti e il recupero a lungo termine.

–              La partnership con le società nazionali della Croce Rossa in Austria, Ungheria, Germania e nel Regno Unito, aiutando a consegnare articoli essenziali sia agli operatori sanitari che alle persone più vulnerabili.

–              La fornitura di attrezzature all’Ospedale Luigi Sacco attraverso la Fondazione Francesca Rava in Italia, insieme a contributi a due enti di beneficenza selezionati: la Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori (LILT) e OBM ONLUS, un ente di beneficenza che sostiene le donne incinte e i neonati che possono essere colpiti dal virus.

–              Lavoro in collaborazione con le organizzazioni di beneficenza Gute Nacht Bus e Tafel Erkrath in Germania per fornire sostegno sociale, alloggio, trasporto e cibo ai soggetti più vulnerabili.

–              Aiuto alla Stockholm Stadsmission nella fornitura di cibo e assistenza ai senzatetto.

–              Assistenza alla Margareta of Romania Royal Foundation nel fornire un servizio di assistenza telefonica agli anziani in modo che possano usufruire di consulenza psicologica, di sostegno per il rifornimento di generi alimentari di base e di accesso agli acquisti online per coloro che non sono in grado di usare internet.

–              Partnership a livello globale con Save the Children, che aiuterà a educare e a permettere ai bambini di tutto il mondo, compresi quelli del Regno Unito e della Spagna, di poter meglio adattarsi alla pandemia COVID-19. Questa nuova partnership si concentrerà sull’aiutare i bambini e i loro cari a rispondere a questa e a future minacce per la salute pubblica.

SC Johnson continua a valutare iniziative di risposta ai bisogni delle persone in tutto il mondo, a fronte dell’evolversi della pandemia di Covid-19.

Per ulteriori informazioni su come aiutare a proteggere la propria famiglia, visita il sito www.scjohnson.com/covid19 e il sito web del CDC, www.cdc.gov/coronavirus/2019-nCoV/.

Elisabetta Franzetti, elisabetta.franzetti@omnicomprgroup.com, +39-338.4447775

Massimo Garanzini, massimo.garanzini@omnicomprgroup.com, +39-346.0018467

Carly Hilkin, Carly.Hilkin@fhflondon.co.uk, +44-(0)7501-951525

  • Nasce in Veneto DominoPlus, il primo sistema a pannelli modulari componibili anti-contagio in PET.

Nasce in Veneto, dalla sinergia tra tre cervelli innovatori DominoPlus, una soluzione destinata a risolvere il problema di migliaia di aziende, negozi e luoghi d’incontro alla riapertura post-lockdown. Un designer, un innovation manager e un comunicatore hanno convertito in tempi record la produzione della Origama Srl – start up trevigiana focalizzata sul visual packaging con materiali riciclabili e dall’alto impatto estetico – in motore produttivo di innovativi pannelli modulari trasparenti in PET, in grado di ridefinire agevolmente illimitate tipologie di spazi, nel pieno rispetto delle nuove istanze di sicurezza anti contagio.

Alex Zanchetta, innovation manager esperto in materiali plastici, nonché Socio della Origama Srl, Andrea Cestonaro, art director specializzato in industrial design, e Nicola Cappellari, consulente di comunicazione e fondatore di Skillfor – una realtà che incentiva le sinergie e le interazioni tra professionisti – hanno immediatamente trovato il modo per risolvere l’impasse e mettere chiunque nelle condizioni di tornare in sicurezza nell’abituale posto di lavoro. 

DominoPlus è un sistema pratico, altamente personalizzabile, adattabile a qualsiasi ambiente, esteticamente gradevole e – per un futuro che si auspica vicino, ma che vicino purtroppo non sarà –  facilmente rimovibile. A differenza del Plexiglass, non igienizzabile, più costoso e difficile da lavorare, il PET (materia plastica della famiglia dei poliesteri, da cui derivano le bottiglie dell’acqua minerale) mantiene la trasparenza anche se igienizzato con soluzioni a base di alcool.

Una risposta veloce e coraggiosa quella di Origama Srl, che ha stravolto il suo core business convertendolo in un qualcosa di pubblica utilità. Un’azione possibile perché coerente con la sua visione etica del mondo, ma anche frutto della capacità di menti visionarie di condividere skills individuali per un risultato a beneficio di molti. Un modo per dire “Se dobbiamo rimodellare gli spazi condivisi all’interno degli ambienti di lavoro, cerchiamo almeno di farlo salvaguardando estetica e funzionalità. Perché la sicurezza può e deve essere anche bella e inclusiva. In attesa di ri-conquistare la buona, vecchia stretta di mano” ammette per tutti Nicola Cappellari.

Per informazioni:

nicola@skillfor.it

alex@origama.it

  • IMPRESE, CHRYSO ITALIA INVESTE NELLA SICUREZZA SUL LAVORO ANCHE DURANTE LA PANDEMIA: SUPERATA QUOTA 6000 GIORNI SENZA INFORTUNI

Fornire la strumentazione per lo smart working, allestire nuove postazioni rispettando il distanziamento previsto dal D.P.C.M. e organizzare webinar per garantire formazione costante. Sono queste alcune delle iniziative organizzate da Chryso Italia per combattere l’emergenza e continuare l‘operatività, preservando la salute dei dipendenti e stabilendo un nuovo importante record: sono infatti oltre 6000 giorni consecutivi senza infortuni sul lavoro in tutti i siti produttivi.

L’emergenza Coronavirus non ferma l’operatività di Chryso Italia, filiale dell’omonimo gruppo francese e dal 1997 leader nel settore degli additivi in ambito edilizio, che ha messo in campo numerose iniziative ed energie con l’obbiettivo di preservare la salute dei dipendenti anche durante la pandemia garantendo allo stesso tempo la continuità della propria operatività e del supporto ai clienti: dalla fornitura di PC, reti WPN e cellulari per lo smart working, all’allestimento di nuove postazioni nel rispetto del distanziamento sociale previsto dal D.P.C.M., fino alla creazione di spazi di lavoro muniti di disinfettanti per agevolare la forza lavoro rimasta in magazzino e garantire un servizio costante alla clientela. E ancora, nell’ottica di un aggiornamento continuo su prodotti e nuove normative, l’azienda ha organizzato webinar formativi con relatori pronti a esporre quanto messo in programma, combattendo il disagio degli spostamenti resi impossibili dalla pandemia. Ma non è tutto, perché Chryso da sempre mette al centro della propria politica la sicurezza sul posto di lavoro ed è per questo che ha raggiunto l’importante traguardo più di 6000 giorni senza infortuni in tutti i siti produttivi, un risultato raggiunto grazie alla formazione continua, alla sensibilizzazione ed al coinvolgimento di tutto il personale. “Nonostante l’emergenza sanitaria in atto abbia reso difficoltosi gli spostamenti e bloccato numerose attività operative noi non ci siamo mai fermati, continuiamo infatti a fornire alla nostra clientela un servizio chiaro e veloce, adottando una rete informatica rapida e garantendo la massima efficienza di sempre, il tutto nel pieno rispetto delle linee guida di sicurezza – ha spiegato Paolo Novello, CEO di Chryso Italia – Aver raggiunto più di 6000 giorni senza infortuni è per noi motivo di grande orgoglio soprattutto in questo periodo dove è fondamentale prestare attenzione alla sicurezza sul posto di lavoro per sconfiggere questo terribile virus. A tal proposito tengo a sottolineare l’aiuto prezioso dei nostri dipendenti che sin dai primi sentori della pandemia si sono adattati a lavorare in condizioni diverse da quelle abituali e hanno garantito la realizzazione di prodotti che da sempre rendono la nostra azienda leader nel settore dell’edilizia”.

Matteo Gavioli

Head of Media Relations

m.gavioli@espressocommunication.it

 Espresso Communication Srl

Via Melette di Gallio, 4 – 20900 Monza | MB

Tel. 039 2720311 – Cel. 349 2805097

  • PrestaShop: l’impatto del Coronavirus sull’attività dei commercianti virtuali

 Un’analisi europea che prende in esame Italia, Francia e Spagna:

–              Il 65% degli esercenti online ha interrotto la propria attività a causa della quarantena

–              Mancanza di domanda, difficoltà logistiche e di approvvigionamento e complessità legate alla tutela dei dipendenti le principali cause dello stop 

–              Il potenziamento della comunicazione e le offerte promozionali sono i mezzi su cui i merchant puntano per stimolare la crescita del business

 La pandemia di Covid-19 sta mettendo in discussione le dinamiche del commercio al dettaglio, ponendo al tempo stesso le basi per una crescita esponenziale del segmento online. L’ottimismo dei merchant nei confronti del presente e del prossimo futuro, tuttavia, è scarso, come rivela uno studio sull’impatto del Coronavirus sul commercio online condotto da PrestaShop – azienda leader in Europa e in America Latina con la sua piattaforma open source per la realizzazione di soluzioni di e-commerce – su 1.600 esercenti in Italia, Spagna e Francia.

 L’emergenza sanitaria ha avuto ripercussioni su business di qualunque dimensione e settore, comportando una profonda riorganizzazione del lavoro e dei processi quotidiani. Il 71% degli e-merchant intervistati conferma, infatti, di aver intrapreso azioni specifiche per adattare la propria attività professionale alla complessa situazione globale. In un caso su due (49%) ciò si è tradotto, laddove possibile, in smart-working (49%), mentre un quarto dei rispondenti (26%) si è orientato sul part-time. Orari e sedi di lavoro non sono gli unici aspetti oggetto di revisione da parte dei merchant. Il 27% degli intervistati spiega, infatti, di aver introdotto alcune restrizioni alle consegne, mentre il 13% ha deciso di investire in un piano di comunicazione di crisi. Seppur in percentuale minore (8%), c’è anche chi si è trovato a sospendere in toto le vendite, chi ha cercato di dare un boost al giro d’affari proponendo la consegna gratuita della merce e chi, ancora, ha cercato di portare avanti l’attività adottando nuovi protocolli di igiene per tutelare la salute di dipendenti e clienti.

 Nonostante l’implementazione di queste e altre iniziative, ben più di due terzi (69%) crede che il servizio fornito ai propri clienti sia inevitabilmente degradato a causa delle misure di confinamento e il 65% dei commercianti online parla di un’interruzione della propria attività a causa del rinnovo della quarantena: di questi, il 44% prevede una chiusura complessiva di uno e due mesi, mentre la stessa porzione di rispondenti (44%) è meno ottimista e stima tra i tre e i sei mesi il periodo di sospensione delle vendite.

Indagando sulle motivazioni di queste previsioni, PrestaShop ha rilevato che oltre la metà dei merchant si aspetta una generalizzata mancanza di domanda (60%), mentre il 43% teme che lo stop sia reso necessario dalle crescenti difficoltà logistiche conseguenti al lockdown. Il terzo fattore che, secondo gli esercenti, minaccia la loro attività è la complessità in termini di approvvigionamento delle scorte (36%), mentre in un quinto dei casi (21%) a rappresentare una criticità difficile da sormontare è la tutela della sicurezza dei dipendenti.

 Per tutti questi motivi, solo il 35% dei commercianti intervistati da PrestaShop si aspetta di registrare un aumento dell’attività del proprio e-commerce in questo periodo di emergenza, mentre oltre la metà (54%) degli esercenti che possiedono anche un punto vendita fisico afferma di non aver ancora notato una trasposizione online della propria attività offline.

 In questo clima di sfiducia diventa quindi più che mai fondamentale studiare una strategia per impedire il ristagno del business e stimolarne la crescita. Per potenziare l’attività del proprio e-commerce circa due terzi (65%) dei commercianti intende puntare sulla comunicazione, dai social network all’e-mail marketing, da un lato consolidando la relazione con la propria clientela, dall’altro ampliandola. Al secondo posto dei mezzi utilizzati dai merchant per incrementare il business del proprio sito spiccano le offerte promozionali (36%), seguite dall’ottimizzazione dell’esperienza utente e dei contenuti (26%).

Convinto del ruolo chiave della comunicazione in un momento di crisi, il 37% dei commercianti conferma di non aver ridotto gli investimenti nelle campagne pubblicitarie. Analizzando le scelte di chi, invece, si è trovato a diminuire le spese in questo segmento, PrestaShop ha rilevato che il canale più penalizzato risulta essere quello delle campagne Google (32%), seguite da quelle pianificate su Facebook. La percentuale scende al 16% per altre piattaforme, quali Instagram, Amazon o Criteo.

 La crescita dell’e-commerce a seguito della complessa situazione attuale promette di avere effetti a lungo termine. Chi, ad esempio, prima del lockdown non aveva familiarità con il commercio virtuale, ma la sta acquisendo ora continuerà presumibilmente a utilizzare il canale di vendita online anche una volta terminata l’emergenza. In questo contesto è cruciale che i commercianti si facciano trovare pronti e siano nelle condizioni di offrire sempre ai clienti un’esperienza di shopping virtuale completa, efficiente e appagante” dichiara Luca Mastroianni, Head of International di PrestaShop. “Consapevoli delle criticità eccezionali che i merchant si trovano ad affrontare in questo periodo di incertezze, abbiamo messo a punto il programma di supporto RestartFromHome, una piattaforma di consulenza e social learning gratuiti per aiutare i piccoli e mdi esercenti a cogliere le opportunità messe a disposizione dell’e-commerce, avviando o potenziando il loro negozio virtuale” aggiunge Mastroianni.

 CECILIA BRICCHI

Senior Programme Executive

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