SUGGERIMENTI    

  • Un sito per il delivery gratuito per tutti i ristoratori, grazie a Marketing01

 Il servizio sarà gratuito per tutta la durata dell’emergenza ed è rivolto a coloro che non hanno un sito organizzato per gli ordini online, e non possono o non vogliono affidarsi alle app di intermediari

Il 4 maggio per l’Italia inizierà la Fase 2. Tra le novità, ci sarà la possibilità per ristoratori e pizzerie di ripristinare (o avviare) il servizio da asporto, sempre nel rispetto del distanziamento sociale. Ristoranti e pizzerie sono chiusi da circa 2 mesi, ma per la riapertura dovranno attendere ancora fino al 18 maggio e, anche in quel caso, i parametri da rispettare saranno rigidi e difficilmente attuabili in alcuni locali.

 Per centinaia di migliaia di ristoratori il delivery e l’asporto saranno ancora per molto tempo l’unica fonte di guadagno, ma, purtroppo, non tutti erano già organizzati per proporre il proprio cibo anche così. In molti non hanno un proprio servizio di consegne, né la possibilità di effettuare e pagare gli ordini dal proprio sito. Alcuni si sono rivolti alle apposite app, ma questa soluzione non è attuabile per tutti. Alcune zone d’Italia, infatti, non sono coperte da questi servizi, e quindi non possono essere prese in considerazione. Vi sono poi ristoranti, come le trattorie, Che non possono permettersi di pagare un fee così alto per questo servizio, che può essere anche del 20% dello scontrino, poiché finirebbero con il rinunciare ad ogni guadagno.

 In supporto della categoria, ha deciso di intervenire Marketing01, azienda Google Partner Premier con numerose certificazioni prestigiose, che opera nel settore del Web Marketing. L’azienda si offre di realizzare per i ristoranti che ne faranno domanda un mini-sito e-commerce, per consentire ai clienti di consultare il menù, effettuare gli ordini e pagare online. Il sito sarà completamente gratuito per tutta la durata dell’emergenza, per aiutare il ristoratore a superare la crisi causata dalla pandemia. Al termine di questo periodo, le imprenditore valuterà se proseguire il servizio a pagamento o chiuderlo.

 “Un periodo così lungo di chiusura forzata rischia di portare molti imprenditori a non riaprire più a causa del danno economico enorme. Inoltre, una volta tornati ad aprire i battenti, il numero dei coperti sarà di circa un terzo, e questo vuol dire, nella migliore delle ipotesi, un terzo dei guadagni. – Commenta Paolo Bomparola, fondatore di Marketing01 – Questo sarà un gravissimo colpo non soltanto per il settore della ristorazione, ma per tutta l’economia italiana. Per questo motivo, ho deciso di offrire questo servizio gratuitamente, augurandoci che possa aiutare i ristoratori a rialzarsi e ad organizzare la propria attività alla luce delle nuove esigenze e disposizioni governative. Tutti i mini-siti saranno ottimizzati anche per i device mobili, sarà possibile inserire il proprio menu e i contatti del proprio locale.”

Alessandro Maola

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  •  Un murale del “graffitaro” Lapo Fatai nell’area dell’ospedale Auxologico San Luca per ringraziare tutto il personale sanitario impegnato nell’emergenza Covid.

 I ringraziamenti ufficiali di Auxologico e una nota sull’importanza della continuità delle cure ai pazienti che necessitano di riabilitazione.

  Mario Colombo – Direttore Generale IRCCS Istituto Auxologico Italiano

L’emergenza Covid rimarrà nella memoria di tutti, e in particolare di noi lombardi e milanesi. Volevamo fissare nel tempo questo periodo, i sentimenti che lo hanno pervaso, le tante immagini di sofferenza, ma anche qualche sorriso e soddisfazione di questi ultimi giorni che la pressione sugli ospedali sta diminuendo. L’Istituto Auxologico Italiano è una Fondazione, ente no profit, che per l’emergenza Covid ha interamente trasformato l’Ospedale San Luca in ospedale Covid e attivato nella sede di Auxologico Capitano una struttura riabilitativo per i pazienti Covid.

Si è aperta tra la comunità del personale di Auxologico una bella discussione nella quale la parola “grazie” è stata sicuramente la più ricorrente.

Da qui è nata l’idea del murales, su una parete da poco resasi disponibile adiacente al nostro Ospedale San Luca a seguito di alcune demolizioni, sulla circonvallazione di Milano, una via di transito percorso ogni giorno da migliaia di persone.

Abbiamo condiviso l’idea con l’artista ormai famoso “graffitaro” Lapo Fatai che ha dato forma al nostro desiderio di ringraziare non solo il personale di Auxologico e di tutti gli altri ospedali italiani, ma anche la generosità dei lombardi e dei milanesi che non hanno mai fatto mancare il loro sostegno a chi ha lavorato, in mezzo a mille difficoltà ed incertezze, per la salute della collettività.

Il nostro grazie va ovviamente a Lapo Fatai, per averci aiutato a diffondere il nostro messaggio di gratitudine e di speranza per il futuro, e aver messo a disposizione la propria vocazione artistica gratuitamente.

Anche il materiale che è stato utilizzato per il murales ed i mezzi tecnici sono stati generosamente donati dalla impresa Rimond.

  •      Prof. Gianfranco Parati – Direttore Dipartimento di Scienze Cardiovascolari, Neurologiche e Metaboliche, Ospedale S. Luca  e Direttore Scientifico, IRCCS Istituto Auxologico Italiano, Milano

  In questi ultimi giorni passando da un reparto all’altro dell’Ospedale si incontrano più facilmente persone sorridenti, anche se stanche per queste difficili settimane di turni pesanti di lotta contro il coronavirus. Sorriso che nasce dalla grande soddisfazione di vedere finalmente pazienti meno gravi, che sempre meno necessitano di terapia intensiva. Di vedere più guariti, più persone che dopo aver lottato settimane, alla fine ce l’hanno fatta.  E guardando negli occhi di chi è ricoverato, occhi spesso lucidi per l’emozione,  si legge un “grazie” intenso.

Aggiungo che mai come in questo periodo la ricerca medica è fondamentale e al servizio delle cure che offriamo ai pazienti, in questo caso colpiti da Covid-19. Tutto l’Auxologico si è attivato immediatamente e, in quanto Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico, abbiamo la possibilità di mettere a punto nuove terapie di concerto con la comunità scientifica internazionale con la quale siamo costantemente in contatto. Un grazie che tutti vorremmo esprimere verso quanti hanno lottato e stanno ancora lottando contro questo virus tra le mura di un ospedale. Medici, infermieri, staff tecnico e amministrativo, addetti alle pulizie e alla cucina, addetti alla sicurezza. 

Tutti hanno dato il loro contributo con coraggio e generosità. 

Un grazie va anche a chi, pur in trincea nella lotta quotidiana contro il virus in corsia, non ha rinunciato a impegnarsi nella ricerca per comprendere i meccanismi con cui questa malattia ha colpito così tante persone, per trovare nuove terapie e per prevenire future ricadute e altri contagi.

“Grazie” è quanto vuole esprimere questo murales. Con un sorriso.

  •      La testimonianza del medico in prima linea:

Dott. Gianni Perego – Responsabile Unità di terapia intensiva coronarica (Utic) – Auxologico San Luca, Responsabile Area Covid.

  È cominciata alla spicciolata. Il Pronto Soccorso raccoglieva casi sporadici. Pazienti ancora in buone condizioni generali, ma comunque i primi pazienti Covid, in una Milano che, fortunatamente non veniva travolta dalla marea. Le notizie che venivano dalla Bergamasca e dal Lodigiano erano drammatiche. Erano necessari posti di terapia intensiva: cosa potevamo fare noi, un ospedale super specializzato comunque non dotato di terapia intensiva? E così abbiamo buttato il cuore oltre l’ostacolo. Tutto Covid: i reparti di cardiologia e neurologia sono stati trasformati  in reparti  dedicati alla cura dei nuovi malati. Un intero piano di degenza  si è trasformato in terapia subintensiva respiratoria: ogni letto dotato di presidi per la ventilazione non invasiva (per intenderci quella che non richiede l’intubazione del paziente). Ma il passo più grande è stato trasformare Unità Coronarica e Pronto Soccorso in un’unica terapia intensiva di 13 letti.  E l’ondata è arrivata. Tanti pazienti, spesso critici,  trattati dopo molti giorni di malattia, perché provenienti da zone dove l’esplosione dell’epidemia aveva improvvisamente saturato tutte le risorse sanitarie. Percepivamo il valore di quello che stavamo facendo. La necessità di un’impresa che ci portava lontano dal nostro lavoro “consueto”.  

  Tutto questo è stato possibile perché sono state messe  in campo risorse, dispositivi di protezione, apparecchiature e strutture. Ma soprattutto grazie alle persone. Infermieri che hanno accettato senza batter ciglio turni massacranti per fare fronte all’emergenza. Medici che hanno abbandonato le loro specialità per imparare a fare qualcosa di nuovo dai pochi che ne avevano esperienza. Personale che a vario titolo ci ha assistito in questa impresa consentendoci di sentirci sicuri e protetti anche in prima linea.  

  Sarebbe quasi offensivo da parte mia ringraziare tutti gli operatori sanitari e non sanitari che hanno partecipato a questa impresa. Ringraziamoci a vicenda, perché è stato lavoro di tutti, fatica di tutti. E adesso che i contagi calano, tiriamo un po’ il fiato e cerchiamo di ricostruire il nostro ospedale nella speranza che non sia necessario  ricominciare tutto da capo. Ma adesso siamo più preparati.

  L’importanza della riabilitazione sia nell’emergenza che nella post-emergenza Covid

  L’epidemia da Coronarovirus rischia di mettere in ombra problemi sanitari molto importanti. Uno è quello di garantire una precoce riabilitazione intensiva a pazienti con gravi disabilità insorte acutamente. L’istituto Auxologico Italiano ha nella sede di via Mercalli, Ospedale Capitanio, un Dipartimento di Scienze Neuroriabilitative con 51 posti letto che accolgono pazienti con gravi menomazioni neuromotorie.

  –      Chiediamo al suo direttore, il prof. Luigi Tesio, Ordinario di Medicina Fisica e Riabilitativa alla Università Statale di Milano, come è stata gestita l’emergenza da questo punto di vista clinico.

  Prof. Tesio, quali problemi affronta la riabilitazione in epoca Covid?

L’epidemia  ha nascosto, ma non eliminato,  condizioni acute che generano grave disabilità. Pensiamo a ictus cerebrali ischemici o emorragici,  polinevriti,  interventi neurochirurgici per tumori del sistema nervoso, politraumi.

Per questi pazienti la riabilitazione non è rinviabile: si rischiano esiti invalidanti evitabili e un maggiore rischio di mortalità, anche senza infezione da Coronavirus.

Si può fare riabilitazione su questi pazienti?

Si deve, e con la stessa qualità e intensità pre-Covid. Presentare positività al tampone senza sintomi non preclude affatto  un percorso di riabilitazione neuromotoria e cognitiva. Questo impone di mantenere in piena efficienza un’ équipe multiprofessionale (medici, infermieri, fisioterapisti, logopedisti, terapisti occupazionali, neuropsicologi) organizzata intorno al paziente.

  Ricoverate pazienti sia negativi che positivi al tampone?

Noi ricoveriamo attualmente  soltanto pazienti che all’ingresso risultano potenzialmente non infettivi (Covid negativi) . Tuttavia i pazienti si possono positivizzare in seguito perché il periodo di incubazione silente può arrivare 2 settimane.

  Quali problemi supplementari ha introdotto l’epidemia nel Suo Dipartimento?

Il primo è la necessità di creare percorsi separati per  pazienti Covid negativi e Covid positivi: la positivizzazione, nella nostra esperienza di 6 settimane, è infrequente, ma impone comunque la separazione.  Questo ha voluto dire creare due aree e due équipes distinte e vigilare più che mai sui sintomi. Bisogna eseguire tamponi almeno settimanali per monitorare la variazione da Covid positivi a Covid negativi e viceversa, e destinare il paziente all’area appropriata. Bisogna anche sapere subito quando trasferire rapidamente il paziente che diventi sintomatico presso la nostra sede centrale dedicata alla cura delle manifestazione respiratorie della malattia.

Il secondo problema  è la necessità di particolare cautela nei trattamenti che sono in massima parte eseguiti a contatto fisico diretto fra operatori e pazienti particolarmente fragili.

  Come ce l’ha fatta l’ Istituto Auxologico?

Siamo riusciti a creare tempestivamente aree e percorsi distinti. L’équipe si è prodotta generosamente e con coraggio: lo sdoppiamento richiede più risorse; l’assistenza richiede contatto stretto con il paziente. La positivizzazione e la complicazione respiratoria, nella nostra esperienza di 6 settimane, si sono rivelati eventi rari. I risultati riabilitativi sono rimasti elevati come sempre.

  Che cosa si può fare dipiù?

Al momento la nostra sezione per pazienti Covid positivi ha dimensioni che ci consentono soltanto di trasferirvi i nostri pazienti che si positivizzano dopo il ricovero. Non abbiamo margine, se non in casi del tutto sporadici, per ammettere pazienti che siano positivi (anche se senza sintomi) già in fase acuta e che pure avrebbero bisogno di riabilitazione intensiva.  Ma questo è un problema di programmazione regionale. 

IRCCS Istituto Auxologico Italiano

Pierangelo Garzia Responsabile Ufficio Stampa 

garzia@auxologico.it  Cell. 335 5696120

  Heritage House Reputation Architects

Ufficio Stampa IRCCS Istituto Auxologico Italiano

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mariella.piccinni@heritage-house.eu

  • Fase 2: la nuova campagna FIAB #PRIMALABICI

La Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta promuove l’uso della bici, come mezzo sicuro e sostenibile per se stessi e per gli altri negli spostamenti casa-lavoro.

E auspica che il Governo autorizzi da subito la riapertura dei negozi di vendita di biciclette.

Con l’avvicinarsi della cosiddetta Fase 2 e del graduale ritorno a una nuova normalità, il tema della mobilità urbana e degli spostamenti in sicurezza è, da settimane, al centro del dibattito. FIAB-Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta, la principale realtà associativa di ciclisti non sportivi, è tra i più attivi sostenitori dello sviluppo di una mobilità ciclabile e sostenibile. La bicicletta – sempre, ma ancor più in questo periodo – è sicuramente uno dei mezzi in grado di garantire il distanziamento sociale (in primis per gli spostamenti in città), è una valida alternativa al trasporto pubblico che funzionerà inizialmente a “scartamento ridotto” nonché, come indicato anche dall’OMS, un’attività raccomandata per mantenerci in buona salute.

#PRIMALABICI è l’hashtag scelto da FIAB-Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta nella nuova campagna per promuovere attivamente l’uso delle due ruote in tutti gli spostamenti urbani.

La campagna prende il via in occasione della Festa dei Lavoratori con il messaggio PRIMO MAGGIO, PRIMA LA BICI! “proprio per ribadire l’importanza per tutti di poter scegliere la bicicletta quale mezzo di trasporto più efficiente e sostenibile per andare in ufficio, in azienda o in fabbrica” dichiara Alessandro Tursi, presidente di FIAB che aggiunge: “L’impegno di FIAB negli anni per sostenere questo diritto ha portato ad esempio, nel 2016, al riconoscimento INAIL dell’ “infortunio in itinere” per chi sceglie di andare al lavoro in bici”.

Dal 4 maggio inizia gradualmente la Fase 2 ed ecco il messaggio CASA-LAVORO, PRIMA LA BICI!, per valorizzare i tanti vantaggi per chi si muove sulle due ruote negli spostamenti bike-to-work. La bicicletta è il mezzo più sicuro per sé e per gli altri, permette sia il distanziamento tra le persone sia l’alleggerimento del traffico. Inoltre contribuisce alla salute individuale e collettiva perché permette di fare movimento per rimanere in salute e riduce l’inquinamento atmosferico che pare correlato alla vulnerabilità al Covid-19. Oggi più che mai è responsabilità di tutti prendersi cura della salute propria e altrui per non pesare ulteriormente sul Sistema Sanitario.

“Per agevolare i cittadini nella scelta di spostamenti sostenibili in questa delicata Fase 2 è indispensabile che il nuovo decreto includa l’autorizzazione alla riapertura dei negozi di vendita di biciclette già dal 4 maggio”, precisa Alessandro Tursi.

Ulteriore sicurezza per chi si muove sulle due ruote è garantita dalla copertura assicurativa RC Bici per danni a terzi provocati in bicicletta, inclusa nella quota associativa di FIAB (informazioni sul tesseramento su www.fiab-onlus.it/2020 ).

Ufficio stampa FIAB – Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta

Dragonetti & Montefusco Comunicazione – T 02 48022325 – ufficio-stampa@fiab-onlus.it

Monica Macchioni – M 344 1447050 – macchioni@dragonettimontefusco.com

Annachiara Montefusco – M 339 7218836 – montefusco@dragonettimontefusco.com

  • La nuova normalità: come si adattano le reti

Mentre Covid-19 ci tiene ancora lontani dalla vita di prima, assistiamo a un cambio drastico del traffico dati. Ma come si stanno adattando le reti? Ericsson ha esaminato i mutevoli schemi di traffico nelle reti di tutto il mondo e chiarisce cosa possono fare gli operatori di telefonia mobile per soddisfare tale domanda.

Con decine di Paesi in lockdown e milioni di persone che lavorano da casa, si è verificata una pressione significativa sulle infrastrutture di molte città in tutto il mondo. I sistemi sanitari, quelli scolastici e le imprese sono tutti sotto stress.

In questo momento, la connettività è fondamentale. Le reti di telecomunicazioni fisse e mobili sono diventate una parte ancora più importante dell’infrastruttura critica. Permettono a milioni di persone di continuare a lavorare, consentono alle famiglie di restare in contatto con i propri cari e agli amici di continuare a socializzare il venerdì sera, anche se comodamente dal loro salotto. Ma quali sono i maggiori cambiamenti che stanno avvenendo nel traffico dati?

Rimanere connessi: i cambiamenti significativi del traffico di rete

Nelle ultime settimane abbiamo assistito a importanti cambiamenti nel traffico dati, spostatosi dal centro città alle aree suburbane e residenziali, in quanto i lockdown comportano una minore mobilità e circolazione all’interno delle città stesse. Anche le reti a banda larga mobile hanno subíto questo cambiamento del modello, con una diminuzione del traffico dati nelle aree urbane e un aumento nelle aree suburbane e residenziali. Ma, dato che le persone si spostano di meno e lavorano di più da casa, la maggior parte degli aumenti di traffico viene assorbita dalla rete fissa fissa (WiFi, in sostanza), dove l’incremento è compreso tra il 20% e il 100% sulle reti a livello globale. Il WiFi all’interno delle case è ora al centro dell’azione.

L’utilizzo dei servizi di streaming sta registrando importanti aumenti, al punto che Netflix, Amazon Prime e YouTube hanno ridotto la qualità dei loro servizi streaming per evitare limitazioni di capacità.

Ci sono stati anche significativi aumenti dei dati nei servizi bidirezionali, come i software e le app per le videochiamate o le piattaforme per lavorare in smart working. Il servizio di videoconferenza Zoom ha registrato un aumento del 535% del traffico giornaliero nell’ultimo mese, poiché sempre più persone usano le videoconferenze per svolgere il lavoro quotidiano. Questi particolari servizi sono sotto stress prevalentemente nella capacità di uplink, ovvero nel processo di caricamento dei contenuti dall’utente verso la rete. In Italia, ad esempio, dove è il lockdown è tra i più rigorosi, i dati relativi al traffico in upload sono cresciuti del 40% in alcune reti.

In tempi di crisi si riscopre il piacere di parlare, e il più grande cambiamento a cui stiamo assistendo è di gran lunga nei servizi voce. Ad esempio, i servizi di “voice-over WiFi” hanno registrato aumenti del 90% per alcuni operatori US e un incredibile 180% è stato registrato nei Paesi Bassi. Più in generale, Spagna, Germania e Svizzera nelle ultime settimane hanno registrato un aumento significativo delle chiamate vocali da mobile, fino al 50%.

Siamo in una situazione eccezionale, ma ciò non significa che i consumatori siano pronti a ridurre le loro aspettative sulle prestazioni di applicazioni quali gaming, streaming o videoconferenze.

L’impatto e le azioni intraprese dagli operatori di telefonia

Fin dalle prime settimane gli operatori hanno reagito rapidamente per venire incontro a questa “nuova normalità”, adottando misure temporanee per aiutare i clienti e la società a rimanere in contatto in questi tempi difficili. Ciò include sia l’aumento della quantità di Giga inclusa nel pacchetto dati, sia la possibilità di usufruire di dati illimitati per un breve periodo di tempo. Come conseguenza, diverse reti mobili stanno registrando un aumento del traffico dati. Nei paesi che sono stati gravemente colpiti dal coronavirus nelle ultime settimane abbiamo riscontrato quanto segue:

–              In Spagna hanno aumentato i pacchetti dati mobili fino a 60 GB senza aumentare i costi per gli utenti. Sono stati messi a disposizione anche abbonamenti gratuiti per alcuni determinati servizi.

–              In Italia, dove si è verificato un forte aumento del traffico voce, gli operatori hanno aumentato i pacchetti mensili fino a 30 GB, in modo gratuito. Per brevi periodi sono stati offerti anche pacchetti illimitati, senza costi aggiuntivi.

–              In Francia ora c’è libero accesso a diversi canali TV e molti operatori offrono 1 GB di dati anche a clienti con un piano tariffario di livello inferiore.

In generale, in merito all’impatto per gli operatori, possiamo affermare che finora le prestazioni di rete non sono state influenzate da questi cambiamenti nei flussi di traffico. In effetti, stiamo assistendo a un leggero miglioramento di alcuni indicatori di prestazione dovuto alla riduzione del numero di handover tra le celle – in quanto le persone si spostano di meno – e del maggior utilizzo del WiFi. Fin qui, tutto bene. Ma in questi tempi incerti, cosa possono fare gli operatori per gestire le loro reti e i continui cambiamenti nei modelli di traffico?

Soddisfare la domanda: i consigli per gli operatori

Oggi più che mai, gli operatori devono considerare l’importanza di pianificare e ottimizzare le proprie reti. In Ericsson stiamo lavorando fianco a fianco con i nostri clienti per assicurare la capacità e le perfomance della rete necessarie per affrontare questa situazione di crisi. Ecco alcuni consigli:

–              È importante monitorare ogni cambiamento del traffico, soprattutto ora che gli utenti si spostano dalle aree urbane – dove ci sono stazioni radio base ben attrezzate per gestire una domanda di capacità elevata – verso aree più residenziali, in cui le infrastrutture installate potrebbero non essere allo stesso livello. Potrebbe essere necessario ottimizzare la rete per far fronte alla nuova situazione di traffico.

–              Riesaminare il modo in cui la rete gestisce situazioni di carico elevato nelle reti mobili a banda larga. Una metodologia chiave è la soluzione Ericsson “Flow of Users”, che aumenta la capacità della rete servendo in tempo reale gli utenti, e riducendo al minimo i tempi di connessione. Questo, a sua volta, consente un maggiore controllo sugli accessi alla rete, mantenendo un flusso costante di utenti.

–              Considerare la disattivazione del throttling, che ha un impatto negativo sul carico della rete (occorre, invece, servire gli utenti il più velocemente possibile). In questo caso l’eccezione è la limitazione del servizio legale per i servizi di streaming, che può ridurre il carico.

–              Per gestire l’aumento della domanda di traffico, potrebbero essere necessarie espansioni radio e della banda.

Non possiamo predire il futuro e al momento è praticamente impossibile prevedere per quanto tempo e fino a che punto continueranno questi importanti cambiamenti nei modelli di traffico. Ecco perché la pianificazione e la prevenzione sono fondamentali per soddisfare le esigenze di prestazioni della rete, per fornire una user experience di qualità e, soprattutto, consentire alle persone di restare connesse in questo momento incerto.

Ufficio Stampa Ericsson

Arianna Bonfioli

Senior Account Executive

M +39 335 6111390       

E abonfioli@advisorywebershandwick.it   

www.webershandwick.it/advisory  –  www.webershandwickemea.com

Weber Shandwick Advisory, Via Vigevano, 18 – 20144 Milan Italy

  • MammacheTest.com: recensioni a misura di mamma

Il sito dedicato alle recensioni delle mamme ha superato le 100.000 recensioni  

In soli 6 mesi dalla sua nascita, MammacheTest.com ha superato le 100.000 recensioni realizzate a cura delle mamme. Il sito, pubblicato a ottobre 2019 da FattoreMamma-Media, nasce con l’obiettivo di raccogliere le recensioni delle mamme sui prodotti che stanno loro più a cuore: allattamento, nanna, igiene, pappa… tutto quel che serve nei primi anni di vita di un bambino e non solo.

Il sito è suddiviso in due grandi sezioni (per il bimbo e per la mamma) e raccoglie ad oggi oltre 7.000 prodotti nelle diverse categorie. Una tale crescita è stata possibile grazie al contributo delle oltre 400mila mamme iscritte alla community MammacheClub, attivata da FattoreMamma-Media a fine 2016.

Le mamme: un target attivo

Il sito nasce dalla consapevolezza che le mamme, più di ogni altro target, amano confrontarsi e consigliarsi. Infatti, secondo la ricerca Monitor Mamme 2019 di Eumetra e FattoreMamma, il 63% delle mamme dichiara di scrivere normalmente recensioni di prodotto. Spesso, nella scelta di un prodotto, il principale elemento che guida all’acquisto, è proprio la valutazione di un’altra mamma: oltre il 90% delle mamme dichiara di utilizzarle per le scelte di acquisto.

Questa considerazione ha portato FattoreMamma-Media a creare uno spazio dedicato dove le mamme possano lasciare le proprie recensioni e allo stesso tempo ottenere preziose informazioni per orientare gli acquisti.

MammacheTest.com si posiziona, quindi, come un punto di riferimento per il target mamme, con una visione verticale e specializzata, completando l’offerta di siti di recensioni generalisti.

Mamme tester

Il numero di recensioni registrate in soli 6 mesi conferma l’elevata propensione delle mamme a coinvolgersi e dare la propria opinione. Un numero che aumenta costantemente, grazie all’inserimento di oltre 500 nuove recensioni ogni giorno.

Il sito incentiva questa attitudine, assegnando dei punteggi e assicurando una forma di rewarding alle mamme più attive che realizzano recensioni di qualità.

Il principale di questi rewarding è la possibilità di candidarsi per diventare mamme tester: le mamme ricevono prodotti di varia natura, li utilizzano e li recensiscono sul sito raccontando la loro esperienza d’uso.

Nei primi 6 mesi sono stati realizzati 35 test, con il coinvolgimento di oltre 1.000 mamme.

Le mamme e i brand

“Le mamme amano scegliere i prodotti e mettono una grande cura nella valutazione dei propri acquisti, in particolare quelli dedicati ai propri figli” commenta Silvia Zanaldi, mamma e responsabile del progetto MammacheTest in FattoreMamma-Media. “Grazie a MammacheTest.com, trovano uno spazio dedicato, dove esprimere le loro opinioni e informarsi in un contesto peer-to-peer”.

Silvia continua: “Questa è una grande occasione per i brand che possono aprire uno spazio di dialogo e confronto con le mamme. Un target fondamentale, dal momento che le mamme sono decisori di acquisto per la maggior parte dei beni della famiglia”.

Una community di mamme

MammacheTest.com fa parte del più ampio progetto di FattoreMamma-Media denominato MammacheClub: un club che ha oggi al suo attivo 400.000 mamme registrate a cui vengono offerte informazioni, intrattenimento, concorsi e sconti.

Elena Bonomi elena.bonomi@fattoremamma.com

  • Nella Fase 2 la ripresa di molte aziende avverrà grazie al web marketing, ma quasi 2 imprenditori su 3 non lo sanno usare correttamente

Molti dovranno riposizionarsi e cercare nuovi clienti, partendo proprio da internet, ma il 57% delle attività non ha un sito o non è performante e il 68% non sa usare i social. Sabato 2 maggio 2020, appuntamento online gratuito con Marketing01, Google Premier Partner, per imparare come fare

 Ci accingiamo ad entrare nella Fase 2, che prevederà un lento e graduale allentamento delle misure restrittive e una progressiva ripartenza delle attività imprenditoriali e commerciali rimaste chiuse durante questo lockdown da coronavirus.

Per chi è rimasto chiuso per oltre 2 mesi, la ripartenza non sarà certo semplice, anche perché non troverà lo scenario che aveva lasciato l’ultima volta che aveva tirato giù la sua saracinesca, ma un mondo completamente diverso, con nuove dinamiche, in cui i suoi clienti abituali hanno esigenze e abitudini di consumo ormai modificate. Molti esperti di marketing, tra i quali Marketing01, Google Premier Partner, sono concordi nell’affermare che, per moltissime attività, sarà necessario valutare un riposizionamento sul mercato, avviando strategie di marketing che partano dalla rete.

 Per aiutare gli imprenditori in difficoltà e, più in generale, la ripresa dell’economia del nostro paese, Marketing01 ha deciso di organizzare il webinar gratuito “Strategie per la tua azienda online”, che si terrà sabato 2 Maggio 2020, dalle ore 10:00. La partecipazione è aperta a tutti, previa registrazione al link https://www.m01mailing.it/imprese02052020/#primo.

 Una giornata di formazione gratuita che l’azienda ha deciso di proporre dopo aver analizzato le competenze di diverse migliaia di imprenditori in Italia e i loro siti web. Da questa analisi è emerso che nel 57% dei casi circa, le attività commerciali non hanno un sito web o ne hanno uno non performante, poco aggiornato e incompleto, con una grafica obsoleta. Caratteristiche che, di fatto, lo rendono inutile. Anche la presenza sui social non è sviluppata in ottica di strategia aziendale. Ben il 68% di chi ha un profilo social aziendale, non sa gestire le campagne sponsorizzate né creare interesse nella sua community online.

“In questo momento internet è lo strumento più potente nelle mani di un imprenditore alle prese con la riapertura, dopo mesi di chiusura forzata. – Spiega Paolo Bomparola, fondatore di Marketing01 – Negli ultimi anni, il mio lavoro mi ha portato ad incontrare moltissimi imprenditori in tutte le regioni italiane, operanti dei più diversi settori, e, purtroppo, ho riscontrato una scarsa dimestichezza nel saper utilizzare gli strumenti di web marketing in quasi 2 imprenditori su 3. Molte persone credono che questo si traduca nel saper gestire i profili social aziendali, ma è evidente che non è così. I social network possono essere un importante strumento di comunicazione, ma per essere realmente efficaci e far crescere il business aziendale, devono essere supportati da un’attenta strategia di marketing online. Per questo motivo, ho deciso di organizzare questo webinar gratuito, sperando che possa aiutare concretamente quante più aziende possibile.”

Alessandro Maola

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Skype: alessandro.maola

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  • Le fasi di trasformazione delle Intranet verso un modello employee first

Come si trasformano in senso digitale gli ambienti di lavoro moderni: Liferay ha identificato i quattro passaggi chiave

Sono molti i dati che mostrano come le aziende che investono di più nel migliorare l’esperienza digitale dei loro dipendenti ottengano una forza lavoro più coinvolta e motivata, elemento chiave per incrementare la competitività e raggiungere risultati positivi a ogni livello. Liferay ha realizzato un’analisi delle diverse fasi di sviluppo e crescita delle intranet, alleate fondamentali nella trasformazione degli spazi di lavoro attuali, per ottimizzare le esperienze dei dipendenti, ma sempre e comunque in evoluzione.

Ecco le quattro fasi:

1.            Intranet tradizionali: le Intranet più elementari, simili a quelle emerse alla fine del secolo scorso, che facilitano la comunicazione unidirezionale e verso il basso, dal management ai dipendenti. Sono soluzioni veloci da costruire e facili da usare e rappresentano ancora un canale di comunicazione aziendale di base molto utile per fornire informazioni, ma spesso sono rigide e mancano di funzionalità e personalizzazioni di cui i dipendenti hanno bisogno. In questa fase le possibilità di evoluzione sono massime.

2.            Intranet avanzate: si sono evolute in strumenti di “seconda generazione” che facilitano la collaborazione dipartimentale e interdipartimentale con caratteristiche quali base di conoscenze, blog e gestione dei documenti. I dipendenti non svolgono tutto il loro lavoro sulla rete Intranet, ma ne utilizzano le funzionalità per la collaborazione e la discussione, aumentando il loro impegno e motivazione. Per offrire tutte queste funzionalità, le aziende utilizzano di solito più di uno strumento e a volte è complesso farli cooperare in modo coeso. In questo caso è particolarmente importante disporre di soluzioni che forniscano grandi capacità di integrazione per consentire l’unione di questi servizi in un unico livello. È una fase che vedrà un aumento della produttività.

3.            Digital Workplace di base: In questa fase, l’Intranet consente già ai dipendenti di eseguire molteplici processi di lavoro all’interno della piattaforma, che si concentra sull’aumento della produttività e sullo sviluppo delle relazioni. Alcuni dei processi che possono essere automatizzati sono: onboarding, sviluppo del prodotto, supporto tecnico o problem solving. È il livello da raggiungere per implementare una strategia che metta realmente il dipendente in primo piano, e che sia al 100% employee first.

4.            Digital Workplace completo: Il punto chiave, in questa fase più avanzata, è che l’intranet è completamente focalizzata sull’ottimizzazione dell’esperienza del dipendente (approccio employee first). Sfruttando i vantaggi degli analytics, dell’intelligenza artificiale e del machine learning, le nuove intranet consentono di personalizzare la distribuzione delle competenze e dei contenuti, automatizzare le attività e convertire il business in un grande processo digitale, e rappresentano senza dubbio il futuro degli ambienti di lavoro.

“È sempre più chiaro che le organizzazioni, per rimanere competitive, hanno bisogno di coltivare ambienti digitali innovativi per potenziare e collegare i loro dipendenti. Un gran numero di aziende dispone di soluzioni Intranet, ma molte devono ancora svilupparle per sfruttarne appieno il potenziale”, sottolinea Carolina Moreno, Vice President Sales EMEA e Direttore Generale Sud Europa di Liferay. “Conoscere nel dettaglio tutte le fasi è essenziale per realizzare un progetto di successo che dia forza ai dipendenti e diventi il motore del successo di un’organizzazione”.

Spiaggi, Angela <Angela.Spiaggi@axicom.com>