Nonostante le incertezze si rileva ottimismo e voglia di ripresa. Investimenti in salita a partire dal 2021 e media inflation in inversione di tendenza già da ottobre per TV e digital.

UNA – Aziende della Comunicazione Unite presenta  i dati elaborati dal Centro Studi UNA relativi al mercato degli investimenti media per l’anno in corso oltre alle previsioni per il 2021.

La pandemia ha portato una crisi senza precedenti nella storia recente della pubblicità e questa eccezionale situazione inciderà sull’andamento del mercato per tutto l’anno e per buona parte del prossimo.

Nel 2019 la stima degli investimenti pubblicitari toccava gli 8,8 miliardi di euro. Per il 2020 si prospetta una importante diminuzione degli investimenti, stimata al 17,4%, che porta il valore di mercato ad abbassarsi a 7,2 miliardi di euro. Un dato che già nel 2021 si prevede che torni a salire (+12%) quotando il mercato a 8,1 miliardi di euro.

Tutti i mezzi saranno colpiti dall’effetto della pandemia ma, secondo le stime, nel 2020 a soffrire maggiormente sarà il cinema (-53,8%) date le chiusure imposte alle sale cinematografiche e allo stop delle produzioni a causa Covid-19. Seguono OOH (-34,4%) e la stampa suddivisa tra quotidiani (-27,4%) e periodici (-26,3%). Sostengono meglio l’ondata causata dal Covid il digital (-12,1%), la TV (-18%) e la radio (-20,1%).

Per il 2021 ci si aspetta una più cospicua ripresa per i settori più colpiti nel 2020 come cinema (+39,4% YoY) e OOH (+33,6%). Bene il digital che torna a crescere nel 2021 (+12,7%) e segni di risalita anche per TV (+12,4%) e radio (11,1%). Più complessa la situazione per il mercato dell’editoria per cui si stima una lenta ripresa con i quotidiani a +1,8% e i periodici a +1.1%.

Per quanto riguarda le quote per mezzo non si prevedono grandi cambiamenti tra quest’anno e il prossimo.

Media Inflation 2020

I dati di Media Inflation  sono il frutto della valida collaborazione dei centri media associati ad UNA con GroupM e Publicis Media e si propongono di rappresentare un reale benchmark per la totalità del mercato.

I mesi del lockdown hanno decisamente inciso su questa variazione che, sia per TV che digital, si prevede ritorni al segno “più” già a partire dall’autunno raggiungendo dati simili al periodo pre-Covid, se non in crescita.

“Questi dati ci danno un quadro molto chiaro della situazione attuale. Io esorto le aziende a continuare a investire in comunicazione perché la comunicazione genera valore in quanto rappresenta un vero e proprio asset e una delle principali leve di visibilità e vendita per brand e imprenditori, in particolare in momenti eccezionali come quello attuale che stiamo vivendo. Il lavoro di concerto che è stato fatto dimostra la rilevanza del nostro comparto e l’intenzione di creare dei veri e propri benchmark di riferimento per il settore” commenta Marianna Ghirlanda, Presidente Centro Studi UNA.

“Quest’anno, a seguito di una crisi che ha cambiato radicalmente tante delle certezze e dei modelli strutturali sui quali si fondava il nostro mercato, risulta ancora più fondamentale riuscire a comprendere i dati per poter tracciare e anticipare le decisioni e soprattutto, per riuscire a determinare le stime degli investimenti per la prossima stagione. Lo studio che oggi presentiamo è frutto di un importante lavoro di squadra, che include attori che non fanno parte si UNA; chiaro segno di quanto il comparto della comunicazione sia oggi rilevante per il tessuto economico, qualcosa a cui guardare e su cui investire” dichiara Emanuele Nenna, Presidente UNA.

Sara Tetti
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