Dall’indagine di SG+ sulla rilevazione Miur 2020 emergono dati non incoraggianti: a livello nazionale restano pesanti carenze nelle palestre a disposizione degli studenti

Con la ripartenza delle scuole e le difficoltà legate all’adattamento della didattica alle nuove esigenze di contrasto all’epidemia da Covid-19, torna di attualità la riflessione sull’edilizia scolastica e gli spazi per le attività curricolari a disposizione degli studenti.  Le necessità educative legate al benessere, al movimento e alla promozione di uno stile di vita sano – in particolar modo correlate alla lotta alla sedentarietà a partire dalle fasce d’età più giovani – vedono la scuola italiana, quale principale ente formativo, in difficoltà strutturale.

Da un’analisi di SG Plus sulla rilevazione del Miur 2020, relativa all’anno scolastico 2018/19, realizzata per valutare il numero di palestre a disposizione di ciascun ciclo scolastico (scuola per l’infanzia, primaria, media inferiore e media superiore), restituisce un dato preoccupante: oltre una scuola su due, sul territorio nazionale, è priva di uno spazio adeguato per l’attività motoria, pur trattandosi di attività curricolare per l’ordine secondario (medie e superiori) e prevista in programmazione per le scuole primarie.

Sottraendo al dato le scuole per l’infanzia, in quanto per età dei bambini e attività sviluppate non si rende strettamente necessaria una palestra, solo il 51,7% delle nostre scuole può usufruire di uno spazio dedicato e attrezzato per l’attività motoria.

La situazione è piuttosto omogenea in tutto il Paese, con il Centro che si posiziona al primo posto (60,1%), Nord ovest e Nord est rispettivamente al secondo e terzo posto (57,4% e 50,2%), seguite dalle Isole (50,2%) e dal Sud (42,8%).

Confrontando i dati con quelli dell’anno scolastico 2017/18 si conferma, con percentuali sostanzialmente immutate, la miglior dotazione di spazi per quanto riguarda le scuole secondarie di primo grado 58,5%, cui seguono gli istituti comprensivi (56,3%), le scuole secondarie di secondo grado (48,9%) e le scuole primarie (48,7%).

Podio “virtuoso” per quanto riguarda gli spazi a disposizione dei ragazzi alle regioni Friuli Venezia Giulia (67,2%), Piemonte (65,4%) e Toscana (65,3%), che conservano la loro posizione rispetto alla rilevazione precedente. Quarto posto per la Puglia (61,8%), e quinto per le Marche (61,3%).

Le difficoltà di tutto il nostro Paese sono certificate dalle Regioni che non superano la soglia del 45% delle strutture con palestra disponibile, con Emilia Romagna, Molise, Umbria, Campania e Calabria, che confermano la posizione in coda di classifica. A livello provinciale il podio è invece occupato dalle province di Prato (80%), seguita da Torino (75,2%) e Barletta-Andria-Trani (74,9%).

La situazione nazionale è rispecchiata sostanzialmente anche nei diversi territori, con situazioni analoghe nei capoluoghi di regione e nei centri più grandi, così come nei comuni di più piccole dimensioni. In Sicilia ad esempio la provincia di Siracusa (63,2%) supera di un 14,5% quella di Palermo (48,7%), così come in Emilia Romagna Ravenna (69,2%) di un 22,1% Bologna (47,1%). Situazione molto disomogenea fra i vari capoluoghi in Liguria dove Genova si assesta al 38,7%, mentre Savona raggiunge il 72%, seguita da Imperia (64%) e Spezia (52,3%).

Ciò che emerge chiaramente è l’urgenza di un intervento di potenziamento delle strutture, di modo da poter garantire il diritto ad una formazione completa da parte degli studenti e una maggior qualità della vita nonché della salute nelle future generazioni.

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