Di Ugo Perugini 

Premettiamo che certi studi ci lasciano alquanto perplessi. Però, soprattutto negli Stati Uniti, le ricerche sulle caratteristiche fisiognomiche delle persone procedono e hanno raggiunto livelli molto sofisticati. Con buona pace del nostro Cesare Lombroso che si era soprattutto occupato di antropologia criminale, attraverso una classificazione basata su anomalie fisiche e psicosomatiche (talora al limite del razzismo) dei delinquenti. Negli Stati Uniti l’oggetto di questo tipo di ricerca è meno drammatico e riguarda soprattutto l’aspetto del viso delle persone che occupano posizioni di rilievo in ambito aziendale, in relazione alle loro capacità di leadership. Ebbene, sembra che sia emerso che una caratteristica prevalente tra questi personaggi che hanno maggiore successo sia proprio la larghezza della bocca. La dimensione della cavità orale sarebbe correlata alla propensione per il combattimento fisico nei primati e potrebbe essere collegato alla capacità di dominio e al conseguimento di un maggiore rango sociale. Il fatto sarebbe confermato da una serie di studi che hanno tenuto in considerazione anche il successo dell’azienda guidata da questi personaggi dalla “bocca larga”, ad esempio il livello di redditività. Tanto è vero che questa caratteristica sembra che venga suggerita anche quando si tratta di selezionare nuovi leader.