Di ufficio stampa
(Regional Manager Sud Europa, MarkMonitor)

I consumatori oggi usano diversi canali per entrare in contatto con i brand. Visitano i negozi fisici, i siti web, le app mobile, i siti di social media e così via.

I proprietari di marchi si aspettano che i loro clienti sperimentino una brand experience coerente in tutti questi canali. Sfortunatamente, i truffatori vogliono sfruttare i marchi e monetizzali per il loro guadagno e i clienti finiscono per cadere vittime delle loro truffe.

Quando si parla di social media, la maggior parte delle aziende si concentra principalmente sul marketing del proprio brand e spesso sottovaluta l’importanza della protezione del marchio.

E’ fondamentale per le aziende dare la priorità anche alla protezione del brand nei social media data la loro enorme influenza sui consumatori. Il 74% dei consumatori fa affidamento sui social media per orientarsi negli acquisti. Con 1.35 miliardi di utenti attivi su Facebook, 300 milioni su Instagram e ogni giorno 120,000 nuove persone registrate a Tumblr, le aziende devono garantire che non ci siano abusi che screditino il marchio aziendale e la propria reputazione.

Ai consumatori piace girare per i social media ed esprimere la propria opinione sui brand, e c’è un’importante distinzione tra sostenere la libertà di parola e l’abuso intenzionale del brand.

Gli individui hanno il diritto di “dare voce” alla loro opinione ed esperienze su un particolare marchio; tuttavia, abusi del brand come l’impersonificazione, la promozione di prodotti contraffatti, le truffe di phishing e le false promozioni sono illegittime e le aziende devono agire e intraprendere azioni per rimuoverle.

Una tattica comune è la creazione di una pagina su un popolare social media che rappresenti appieno il look e il feel del brand di una legittima azienda. Dopo aver attratto un significativo numero di follower, i truffatori possono intervallare dolosamente post rilevanti con siti di phising e link a prodotti contraffatti. I clienti potranno seguire inconsapevolmente questi link e cadere vittima di truffe.

MarkMonitor ha recentemente tenuto un webinar su questo argomento per educare i proprietari di marchi sui diversi tipi di sfide e abusi del brand in cui possono incorrere attraverso i canali di social media.

Ecco alcuni suggerimenti dati durante il webinar:

+Anche se sembra banale è utile creare una policy per i Social Media

+Interna per i dipendenti

+Esterna per i partner

+Studiare una strategia per determinare dove essere presenti e capire quanta visibilità “ufficiale” si vuole avere

+Pensare a una politica di protezione registrando il proprio brand sui siti di Social Media

+Monitorare come viene utilizzato il proprio brand nei Social Media, al di là di chi lo usa, se i canali ufficiali o dei malfattori

Rilevanti sono anche alcuni suggerimenti sui social media per le aziende che hanno partner e affiliati:

+Stabilire con i propri partner una policy che valga anche per i social media

+Adattare la corporate identity ed elaborare un template da utilizzare sui social media per tutti i partner che rappresenti il proprio brand

+Assicurarsi che il traffico venga indirizzato alla homepage di e-commerce dell’azienda o sulla pagina di affiliati selezionati

+Monitorare i loro siti per assicurarsi che non vengano postati link che portino a pagine che vendono prodotti contraffatti, o che deviino traffico

+Ricordarsi che la reputazione di un partner equivale a quella del brand