I giornali riportano una previsione di crescita dell’e-commerce quest’anno che nel nostro paese si aggirerà intorno al 20%, raggiungendo il valore di 23,4 miliardi di euro. Il numero degli acquirenti online è cresciuto dal 2014 al 2016 del 26% pari a quasi 21 milioni, di cui 16 milioni che si definiscono ormai clienti abituali delle vetrine online.
A causa dell’enorme successo e diffusione dei canali digitali, anche i contraffattori stanno evolvendo le loro tecniche per trarre vantaggio dalla situazione e ingannare i consumatori che possono acquistare inconsapevolmente prodotti contraffatti o subire il furto dei dati personali.
Tra le varie tecniche utilizzate dai truffatori, l’impersonificazione del brand è una delle più diffuse e nessun settore ne è immune. Dalla pirateria musicale ai film, alle truffe sui viaggi, farmaci falsi, parti di automobili, abbigliamento e accessori, tutto può essere sfruttato. I contraffattori possono utilizzare i contenuti e le immagini dei siti originali, URL che appaiono autentici ma non lo sono (pratica conosciuta come cybersquatting) e impiegare altre tecniche che mirano ad appropriarsi del traffico web. In questo modo, gli impostori possono facilmente dirottare il traffico del marchio, ingannando sia i consumatori che le aziende.
Per i brand questo si traduce in una perdita di traffico web, ricavi e fedeltà dei clienti.
Iniziative come quella promossa da Netcomm, il Crazy Web Shopping, la “notte bianca dell’e-commerce” che si terrà il 22 e 23 giugno, vedrà l’utilizzo sui siti delle aziende partecipanti del sigillo Netcomm che garantisce sicurezza e un’esperienza di acquisto di qualità per i consumatori.
Sfortunatamente acquistare online non è sempre così semplice e sicuro.
In MarkMonitor, azienda specializzata nella protezione del brand online, abbiamo stilato una lista di semplici consigli per i brand per aiutarli a non essere vittima delle azioni fraudolente da parte dei contraffattori e criminali informatici:
1. Monitorare e proteggere il traffico web, impedendo ai contraffattori di intercettarlo. Questa pratica può avere un impatto considerevole sui ricavi dell’azienda, per questo motivo intraprendere misure proattive in modo che i potenziali clienti non siano indotti a visitare siti web fraudolenti e a comprare prodotti contraffatti che pretendo di essere genuini è di vitale importanza.
2. Assicurarsi che i distributori, gli affiliati, i franchisee e in sostanza tutti i partner commerciali del brand che attirano il traffico online e generano entrate indirette rispettino le linee guida del brand. La percezione del brand deve essere coerente su tutti i canali
3. Gestire correttamente il portafoglio dei domini. Le aziende dovrebbero massimizzare il valore del loro portafoglio esistente attraverso la riorganizzazione del portafoglio e l’utilizzo dei domini. Ciò significa revisionare il portafoglio una volta all’anno per identificare le lacune nelle registrazioni, e verificare la presenza di registrazioni out-of-policy, i domini non utilizzati e quelli legacy che consumano inutilmente il budget dell’azienda.
4. Mantenere la reputazione del brand su tutti i canali digitali, compresi social e mobile. La diffusione di questi canali ha portato anche a un aumento delle minacce, tra cui l’impersonificazione del brand e la vendita di prodotti contraffatti attraverso profili o applicazioni non autorizzate.
5. Monitorare il Deep Web. Le aziende devono monitorare ciò che accade in queste zone oscure di internet, utilizzate dai criminali informatici per vendere prodotti contraffatti, rubare i dati personali degli utenti e diffondere malware. I consumatori possono essere attirati nel Deep Web a causa di spam e pubblicità fraudolente, o da nomi di dominio compromessi da cybersquatting. Una buona strategia di protezione del brand online deve assolutamente includere il monitoraggio e il controllo di queste aree del web per garantire la massima sicurezza.

Jerome Sicard Regional Manager, MarkMonitor parte di Clarivate Analytics
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