Di Pier Giorgio Cozzi

La lettura di una comunicazione delle Istituzioni zeppa di parole inglesi, mi ha indotto ad una riflessione e a predisporre un breve prontuario del working knowledge adottato dalla politica italiana, forse (e sarebbe un peccato) con la medesima intenzione del ‘latinorum’ di manzoniana memoria: là la lingua degli azzeccagarbugli, qui gli anglismi per separare la bella parola dall’assenza di contenuto?

Addentrandoci con cautela nella giungla dell’inglese della nostra politica (classe & attività) confluito persino nel corpo delle leggi e dei regolamenti delle istituzioni, troviamo sostantivi e frasi che non è impossibile tradurre in italiano, guadagnandone in chiarezza e comprensibilità.

Vediamo allora i più comuni anglismi presenti nella nostra informazione (?) quotidiana:

Asset: termine inglese traducibile in italiano con ‘cespite’, o anche con attività (reale, materiale o anche con immateriale, oppure finanziaria). Elemento dell’attivo di bilancio, quali beni, liquidità, o anche crediti e simili.

Authority: autorità, un’istituzione pubblica con il compito di controllare la conduzione di un determinato settore dell’economia oppure della società o dei servizi.

Class action: causa collettiva.

Credit crunch: stretta creditizia (restrizione del credito).

Default: significa ‘in modo automatico, come di consuetudine’; nel linguaggio informatico: condizione operativa automaticamente selezionata da un programma; in quello dell’economia, delle borse e dei media: fallimento.

Devolution: devoluzione. Nel politico e amministrativo, cessione di poteri o di autorità da parte di un ente o di organo superiore o centrale (p.e. lo Stato) a uno inferiore o periferico (p.e. le Regioni).

Empowerment: accrescimento; della forza economica di un individuo o di una comunità che, spesso, fa riferimento allo sviluppo della fiducia nelle proprie capacità.

Expo: esposizione. Evento fieristico periodico, di livello mondiale.

Family day: giorno della famiglia. Nella lingua delle r.p. e degli eventi, ‘celebrazione’ con i pubblici interni ed esterni di un azienda, di un marchio o di un prodotto.

Fiscal compact: patto di bilancio, ovvero: «trattato sulla stabilità, sul coordinamento e sulla governance nell’Unione economica e monetaria» (misure di allineamento tra le politiche economiche dei Paesi della Ue per affrontare la grave crisi economico-finanziaria in atto).

Flexsecurity: neologismo: flessicurezza (?). Strategia politica che si propone di favorire insieme la flessibilità del mercato del lavoro e la sicurezza sociale, soprattutto a vantaggio delle categorie più deboli dei lavoratori.

Governance: ‘modo di dirigere, conduzione’; insieme dei princìpi, dei modi, delle procedure per la gestione e il governo di società, enti, istituzioni, o fenomeni complessi, dalle rilevanti ricadute sociali.

Impeachment: incriminazione. Messa in stato di accusa, specialmente di un pubblico ufficiale o di un membro delle istituzioni o del governo.

Job act: ricetta, documento per il lavoro.

Lobby: ‘gruppo di pressione’; persone legate da interessi comuni e in grado di esercitare pressioni sul potere politico per ottenere provvedimenti a proprio favore.

Lobbying: cura delle relazioni con i politici e i decision makers, nell’intento di influenzarli positivamente nella difesa degli interessi dell’organizzazione all’atto di un processo.

Moral suasion: persuasione morale autorevole, che si propone di orientare scelte e comportamenti (tipica, quella imputata al capo dello Stato).

No tax area: ‘soglia esente’ dalle tasse; è un sistema per aumentare l’effetto di progressività delle imposte sul reddito personale. Si stabilisce di non applicare le imposte sino ad un certo livello di reddito, in modo da “schiacciare” la parte iniziale della tassazione.

Privacy: riservatezza. La vita personale, privata, dell’individuo o della famiglia. Per la legislazione italiana: tutela delle persone rispetto al trattamento dei dati personali. Gli inglesi pronunciano prìvasi, gli italiani e gli americani: pràivasi.

Question time: nel gergo parlamentare e delle assemblee elettive, il tempo destinato alle interpellanze, cioè alle risposte del governo alle interrogazioni dei deputati.

Road map: piano d’azione; una tabella di marcia, un’agenda o piano che bisogna assolutamente seguire, che comprende un elenco di punti a cui bisogna attenersi.

Spending review: revisione della spesa pubblica; si intende quel processo diretto a migliorare l’efficienza e l’efficacia della macchina statale nella gestione della spesa pubblica attraverso la sistematica analisi e valutazione delle strutture organizzative, delle procedure di decisione e di attuazione, dei singoli atti all’interno dei programmi.

Spread: lett. ‘grado di variazione’; e anche ‘divario, scarto, forbice’; attualmente: il ‘differenziale di rendimento tra titoli di Stato (nazionali e tedeschi)’.

Subprime: inv. in italiano. Termine inglese che sta a indicare un prestito a individui che, a causa di problemi pregressi per rifondere un debito passato, non hanno le credenziali per ottenere tassi di interesse di mercato. Sono prestiti ad alto rischio.

Tobin tax: è la tassa sulle transazioni finanziarie ideata nel 1972 dall’economista premio Nobel James Tobin. L’economista aveva immaginato l’applicazione di un’aliquota tra lo 0,1% e l’1% sulle transazioni in valuta straniera con il triplice obiettivo di frenare la speculazione, stabilizzare i mercati e raccogliere nuove risorse utili.

Utility: ‘servizio di pubblica utilità’. Tipicamente, acqua, gas, elettricità e varie forma di energia distribuita.

Welfare: stato sociale. Sistema sociale che vuole garantire a tutti i cittadini la fruizione dei servizi sociali ritenuti indispensabili.

Come si vede, non è impossibile “disambiguare” i termini inglesi e renderli in un italiano comprensibile anche a chi non ha avuto ruolo di presidente dell’Università commerciale Luigi Bocconi. L’alternativa è dare un calcio all’informazione/comunicazione, disattendendo le aspettative del target: i cittadini. E rinverdire il clichè immortalato dall’incomparabile Nando Moriconi (Alberto Sordi) in Un americano a Roma: “Se anch’io da bimbo, mami, fossi stato trasferito nel Kansas City…invece so’ stato bloccato dalla scarlattina…do you remember mami quando ho ricevuto la scarlattina? You don’t remember?”.

Per la traduzione ci siamo avvalsi dell’indispensabile apporto lessicale della Treccani, del Sansoni usato dal Corriere della Sera e di Wikipedia, che ringraziamo per il prezioso contributo.