COME RACCONTANO L’ESTATE I PERSONAGGI: L’ELOGIO DEL LATO B SUI SOCIAL E LA COERENZA RISPETTO AL PROPRIO PERSONAL BRAND

Gianluca Lo Stimolo, esperto di Personal Branding in Italia, analizza le celebrities e il loro utilizzo, a volte smodato, di alcune tipologie di scatti o racconti della propria vita, amplificato dal sole d’agosto.
L’ozio in vacanza spesso coincide con l’utilizzo talvolta eccessivo delle proprie piattaforme social. Bikini, tramonti, mojito, balli sulla spiaggia, barche: dalla persona comune al social influencer, fino alla vera e propria celebrity (che, appartenendo al mondo dello spettacolo, ha fatto dei social una ulteriore forma di business), in questo periodo è un fiorire di post continui di chi vuole o ‘deve’ dar risalto alla propria fisicità.
Dai bikini super sexy agli integratori alimentari che promettono risultati snellenti nel giro di poche settimane, l’estate aiuta a promuovere in maniera più o meno ‘occulta’ prodotti che rappresentano il pretesto migliore per l’ostentazione del proprio fisico (uomo o donna che sia). Proprio per cercare di porre un limite a questa forma di pubblicità non ‘esplicita’, l’antitrust qualche settimana fa ha introdotto l’obbligo di rendere chiaramente riconoscibile con delle diciture ad hoc l’intento commerciale della promozione di un determinato prodotto.
Ma c’è un elemento che non passa mai di moda, estate dopo estate, a cui nemmeno l’Antitrust può opporsi e che anche quest’anno risulta essere il protagonista indiscusso dei profili social: il lato B.
Chi sono le regine della classifica dell’estate 2017? Belèn pare inscalzabile, seguita a ruota da Michelle Hunziker, Melissa Satta, Cristina Buccino, Claudia Galanti, Aida Yespica, Federica Nargi, Alessia Marcuzzi, Anna Tatangelo e, a sorpresa, Chiara Ferragni (considerata la più influente fashion blogger al mondo, con oltre 10 milioni di follower).
Gli esperti si chiedono se mostrarsi eccessivamente sia coerente rispetto alla costruzione del proprio brand personale. E se in taluni casi la scelta della modella famosa di turno (vedi Victoria’s Secret) può essere motivata al fine di aggiornare fan e followers sull’assenza di ritenzione idrica che anche quest’anno le permetterà di far parte del cast dello show più famoso del mondo, per altre la sovraesposizione può creare un effetto boomerang.
“Caldo e tempo libero tendono a far spostare la comunicazione di ogni VIP e influencer sui social media dal proprio messaggio chiave all’esposizione del proprio corpo o all’ostentazione della propria capacità di spesa. Niente di male se il personaggio in questione è Belèn Rodriguez, che diventa più legittimata che nel resto dell’anno a mettere in mostra il suo lato B, essendo uno degli elementi distintivi nella percezione dei suoi followers. È tutto in linea se è Flavio Briatore a ostentare luoghi o party esclusivi. O nel caso di Gianluca Vacchi (che oggi compie 50 anni), considerato che il suo posizionamento è basato sull’ostentazione del corpo, del denaro, della ‘bella vita’ ”, spiega Gianluca Lo Stimolo, Business Celebrity Builder e CEO di Stand Out, la prima agenzia italiana specializzata in servizi integrati di Personal Branding.
“Le cose cambiano invece nel caso di professionisti, imprenditori di altra natura o influencers che vengono seguiti per tutt’altro stile comunicativo o magari per un contenuto specifico o perché riconosciuti esperti di una tematica. L’abitudine di misurarsi sul numero di like, followers e condivisioni ha purtroppo degli effetti nefasti, che sfociano facilmente nella mania patologica di cercare il consenso, senza badare alla finalità vera della propria comunicazione. Cosa che può arrivare ad arrecare danni enormi al proprio brand personale. La coerenza del messaggio e dello stile narrativo, prima regola del personal branding, viene spesso disattesa. E l’influencer di turno finisce per postare immagini del suo lato B, anche quando niente ha a che vedere con il suo posizionamento e il suo target In questi casi mostrare il proprio corpo può addirittura generare un epic fail e portare alla diminuzione della base di followers e dell’engagement degli stessi, riducendo il potere d’influenza del personaggio”, continua Lo Stimolo.
Il Personal branding è composto da due parti fondamentali, che sono il posizionamento personale e la reputazione. Il primo comprende il target, la posizione occupata nella mente degli utenti per una specifica tematica, l’attributo che viene riconosciuto al brand personale, lo stile narrativo che si decide di usare, la tematica presidiata. La seconda, invece, comprende lo stile comportamentale e la capacità di rispettare le attese generate dalla promessa al mercato. Le ‘celebrity’ sono tali perché hanno applicato al loro brand personale una strategia specifica in grado di farle emergere e imporsi, e le aziende fanno a gare per accaparrarsi i testimonial col seguito maggiore al fine di promuovere i propri prodotti. Ma perché la comunicazione sia efficace è necessario che l’immagine e il posizionamento dell’influencer siano congruenti e non tradiscano la fiducia e le aspettative dell’azienda che investe (cifre spesso non indifferenti).
“Il consiglio è quello di ricordarsi che si è innanzitutto un personal brand. I followers associano cioè al proprio influencer determinati valori, argomenti e tipologie narrative. Quindi è necessario essere autentici: è ad esempio un ottimo momento per postare una foto in famiglia, che aiuta a umanizzare la percezione nel pubblico. Ma è fondamentale mantenere coerenza con l’aspettativa che il proprio personal brand genera. In particolare nel messaggio che si è sempre dato e nello stile narrativo che si è soliti utilizzare. Prima di rendere pubblico un post è sempre opportuno chiedersi: “Cosa comunicherebbe questo post al mio pubblico? Che significato gli attribuirebbero? E’ in linea con quello che rappresento per loro?””, conclude Gianluca Lo Stimolo.

Simona Belmonte
Press Office – Personal Branding

STAND OUT COMUNICAZIONE
Tel. 02.542515.80