Banco Farmaceutico e Difesa Italiana:
donati 1.766.525 euro di farmaci a 7 teatri di crisi

Banco Farmaceutico e la DifesaItaliana, rappresentata dal ComandoOperativo di verticeInterforze (COI) e dall’OrdinariatoMilitare, hanno sostenuto, con 148.176 confezioni di medicinali, 24strutture socio-sanitarie che curano 1.359.000 persone. In 19 anni, Banco Farmaceutico ha donato 11,6 milioni di confezioni di farmaci, pari a un valore di oltre 93,2 milioni di euro

Tra maggio 2018 e giugno 2019, sono partite dall’Italia 148.176 confezioni di medicinali, pari a un valore di 1.766.525 euro e a 16.588 kg di merce movimentata. I farmaci sono stati donati a 24 strutture assistenziali-sanitarie di 7 Paesi: Afghanistan, Libano, Niger, Libia, Kosovo, Gibuti e Somalia. Le strutture, complessivamente, curano oltre 1.359.000 persone povere che i farmaci donati contribuiranno ad aiutare. L’operazione è il frutto di un accordo tra Banco Farmaceutico, Comando Operativo di vertice Interforze e Ordinariato Militare firmato il 10 maggio 2018.

È quanto emerso alla presentazione dei risultati dell’accordo.

La collaborazione è nata per rispondere alle esigenze delle popolazioni in stato di povertà che vivono nei Paesi in cui le Forze Armate Italiane sono presenti per garantire pace e sicurezza.

I farmaci sono raccolti, in Italia, da Banco Farmaceutico, attraverso la collaborazione con 12 aziende farmaceutiche: Accord Healthcare Italia Srl, Alfasigma S.p.A, Desma Healthcare S.p.a, Doc Generici S.r.l, Dompè Farmaceutici S.p.A, EG S.p.A, Ibsa Farmaceutici Italia Srl, Italfarmaco S.p.A., Mylan ITALIA S.r.l.,Polifarma S.p.A. e Roche S.p.A., Salf S.p.A. Laboratorio Farmacologico.

Il COI, tramite i vettori pre-pianificati della Difesa, trasporta i medicinali nei teatri di crisi laddove il personale delle cellule CIMIC nelle missioni internazionali, insieme ai cappellani militari dell’Ordinariato, li distribuisce ai soggetti individuati che si prendono cura della popolazione locale (istituzioni, enti, amministrazioni pubbliche e private) a cui destinarli.

Nel 2018, Banco Farmaceutico ha distribuito gratuitamente 1.154.442 farmaci, per un valore economico pari a 12.894.605 euro. Con i medicinali donati – grazie a oltre 18mila volontari, 15mila farmacisti, 4.175 farmacie e 25 aziende farmaceutiche – sono state aiutate oltre 539.000 persone in difficoltà, assististe da 1.768 enti assistenziali convenzionati con la Fondazione Banco Farmaceutico onlus. In quasi 19 anni di attività (2000 – 2018) Banco Farmaceutico ha raccolto e donato oltre 11,6 milioni di confezioni di farmaci, pari a un valore superiore a 93,2 milioni di euro. A fronte di 1.296.004 euro di costi complessivi, inoltre, Banco Farmaceutico ha raccolto 15.637.219 euro di farmaci (valore che comprende sia i farmaci distribuiti, sia quelli pronti per essere distribuiti). Significa che ogni euro di costisostenuti- ovvero, ogni euro donato a Banco Farmaceutico – si è trasformato in 12 euro di farmaci da donare ai poveri. Sono i dati diffusi durante la presentazione del Bilancio Sociale 2018 di Banco Farmaceutico, che si è svolta contestualmente all’evento. 

 “La collaborazione tra istituzioni, aziende e non profit che ha reso possibile l’invio di medicine alle strutture socio-sanitarie di 7 Paesi rappresenta un modello di sviluppo socialmente utile ed economicamente sostenibile che guarda al bene comune dell’Italia e ne rafforza l’autorevolezza a livello internazionale. Crediamo che le alleanze virtuose che si costituiscono in casi come questi siano una risorsa a cui le autorità politiche dovrebbero prestare particolare attenzione: favorirle e sostenerle, infatti, contribuisce al fine di accrescere, in un’ottica sussidiaria, il bene di tutta la comunità”, ha dichiarato Sergio Daniotti, presidente della Fondazione Banco Farmaceutico onlus.  

 “Il nostro contributo a questo importante progetto è nel segno dell’attenzione della Chiesa alla povertà. Da una parte alla povertà di mezzi, perché di assenza di farmaci – così come di assenza di cibo e di acqua – si può morire e di fatto si muore, soprattutto nei cosiddetti teatri di crisi; questo non dovremmo mai dimenticarlo! Ma l’essere umano, per vivere, ha bisogno anche di speranza, di vicinanza, di fraternità: ed è quanto i cappellani militari portano ai militari e alle popolazioni del luogo, lottando contro la povertà umana e spirituale con la loro presenza, il loro ministero, il dono della loro vita, che li rende strumenti di pace perché artefici di giustizia e testimoni dell’amore di Dio”, ha dichiarato Santo Marcianò, Arcivescovo Ordinario Militare per l’Italia.

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