I droni sono destinati a rivoluzionare il mercato del turismo. Prezzi accessibili e facilità di utilizzo permettono a qualsiasi appassionato di registrare video spettacolari, che possono essere usati per promuovere con successo il turismo attraverso la rete.

Di questo si è parlato negli uffici di Hundredrooms, a Palma di Maiorca, durante il dibattito sui “Droni: la rivoluzione del marketing turistico”, in cui è intervenuto Álvaro Rodríguez, direttore tecnico e fondatore di Artik Center, uno spazio multidisciplinare incentrato sulla creatività (fotografia, teatro, ecc), sul coworking e sui workshop di tecnologia.

Ideati inizialmente per finalità meramente militari, attualmente i droni, presentando molteplici funzionalità, vengono applicati a moltissimi aspetti della realtà, grazie alla costante espansione di internet e alla riduzione dei costi: fattori che consentono ai “piloti” e ai fan di droni di connettersi senza difficoltà e condividere le loro esperienze.

Sempre più i droni si utilizzano per la promozione turistica e per il turismo interattivo (visite virtuali), anche se si punta ad ampliare il loro impiego nei settori dello spettacolo, dell’agricoltura, della sicurezza pubblica e dell’energia in maniera agevole ed economica. Álvaro Rodríguez ha evidenziato l’importanza del loro utilizzo per la protezione dell’ambiente “affinché i turisti possano ammirare luoghi a cui altrimenti sarebbe impossibile accedere”, preservando così i luoghi di fruizione e migliorando l’esperienza dei viaggiatori grazie a tecnologie come la realtà virtuale e aumentata.

Secondo Rodríguez, però, la tecnologia dei droni “non si sta sfruttando appieno”. Infatti, se tutte queste applicazioni fossero messe in pratica in modo costante e strategico, il settore turistico potrebbe ricavarne diversi vantaggi, “diventando molto più dinamico e interattivo, e riuscendo a vendere esperienze invece che prodotti”, qualcosa che la società odierna richiede costantemente.

“Al di là del valore aggiunto che possono apportare al settore turistico, i droni possiedono molti altri usi, come nelle gare, che stanno diventando sempre più popolari”. A tal scopo si vendono tanti minidroni come se fossero un accessorio qualsiasi.

Tuttavia, l’uso dei droni è spesso limitato perché vi è la credenza diffusa che impiegarli per molteplici attività potrebbe sopprimere alcuni posti di lavoro. Da Artik, però, commentano che “se alcuni lavori scompaiono, ne nascono altrettanti, non solo per il montaggio e la manutenzione dei droni, ma anche per svilupparli e aumentarne l’efficienza”. Così, “si migliora l’esperienza dei lavoratori del settore turistico, dei viaggiatori e in generale della società”.

Bisogna poi considerare tutto l’aspetto dei limiti legali. Attualmente, la gestione dei permessi “è complessa ma possibile”: essendo un settore in forte espansione, invece di regolarlo poco alla volta hanno scelto di proibirlo del tutto e analizzare i singoli casi. La soluzione, secondo Rodríguez, si potrebbe trovare “con un po’ di buon senso, tanto dal lato delle amministrazioni quanto dei singoli operatori, che devono essere informati sulle norme di sicurezza”.

I droni sono utilizzati in molteplici settori. Le applicazioni più comuni le ritroviamo in ambito dell’archeologia (camere termografiche, sensori), dell’agricoltura, della registrazione video e del controllo dei disastri naturali. Per Rodríguez, in futuro i droni verranno adoperati per la microtecnologia, per droni-polizia (esistono già alcuni esemplari), per droni-ambulanza, per la sorveglianza pubblica e per il controllo del traffico. Di fatto, ci si aspetta che nei prossimi anni aumenti esponenzialmente il numero dei droni utilizzati per molteplici scopi.