Davide Canonici *

 

Strattonare non serve a nulla. E’ importante instaurare una relazione tra i due soggetti: uomo e cane.

Il guinzaglio può diventare un ottimo strumento di comunicazione tra l’amico a quattro zampe ed il suo proprietario, consentendo ad entrambi di esprimere le rispettive esigenze ed eventualmente dissenso.

Può agire come una sorta di cintura di sicuerezza e comunicazione, attraverso cui passano informazioni riguardanti lo stato d’animo, interessi ed aspettative. 

Si tratta di un filo che unisce, non di uno strumento di torture. 

Il guinzaglio fonde la nostra conoscenza del percorso, alla curiosità del cane, al quale spetta il compito di interpretare i segnali che inviamo.

Al pari di una lenza da pesca, il laccio per cani comunica attraverso continue tensioni, sterzate, che offrono la misura della comunicazione e dell’intesa della coppia. 

Il cane infatti, avverte la coerenza direzionale che lo condurrà alla meta desiderata. 

Anche per questo motivo strattonare l’animale non serve a nulla. 

Più il guinzaglio viene tirato, più il cane tenderà a fare lo stesso, avviando un circolo vizioso che costringerà ad incrementare la forza impiegata.

La relazione instaurata tra cane e propietario è fondamentale.

Una relazione forte implica che il guinzaglio diventi uno dei tanti mezzi di comunicazione a disposizione dei due, non il modo per creare vicinanza. 

Le tensioni non contribuiranno in alcun modo al raggiungimento del risultato. 

Per poter utilizzare il guinzaglio nel modo migliore, occorre convincersi che quel filo non esista, che il cane non sia certo una valigia da trascinare, bensì un amico sincero con cui passeggiare.

Inoltre, a meno che non si desideri allevare un cane da slitta, ricordare che ad ogni strattone corrisponda una reazione uguale e contraria, potrebbe rivelarsi di primaria importanza per l’educazione dell’amico a quattro zampe.

Le parole chiave per capire il cane sono: affiliazione, accreditamento e centripetazione. Si tratta di tre parametri, la cui presenza è in grado di determinare o meno l’effettivo coinvolgimento emotivo dell’animale.

Affiliazione si riferisce all’espansività del padrone, nonchè all’abilità del medesimo di manifestare i propri sentimenti nel modo giusto, spronando e aiutare il cane a svolgere le attività che si addicono di più. 

Accreditamento e centripetazione fanno invece leva sull’autorevolezza del padrone.