Di   Olga De Franceschi *

 

Si è svolto il Forum dell’Economia Digitale ideato e realizzato da Facebook e Giovani Imprenditori Confindustria. Una giornata interamente dedicata al presente e al futuro dell’economia digitale, cui hanno partecipato oltre 2 mila persone e più di 40 relatori che hanno animato talk, tavole rotonde, interviste e demo live.

Al centro del dibattito la necessità di cogliere l’opportunità digitale, in un quadro che vede un gap importante da colmare sul fronte delle competenze: il 50% della forza lavoro nel nostro paese ha zero o scarse capacità informatiche (Ocse) e il 22% delle posizioni digitali aperte in Italia non trova candidati (Modis). “Per questo è particolarmente importante il fatto che oggi in sala, assieme a tante aziende, siano venuti anche studenti e professori del liceo” ha commentato in apertura Luca Colombo, Country manager Facebook Italia.

Il sentiment delle Piccole e medie imprese italiane, vera spina dorsale dell’economia con un fatturato pari al 67,3% del PIL nazionale, è positivo rispetto alle prospettive future: il 50% delle circa 8.000 imprese coinvolte si dichiara fiducioso nel prossimo futuro, quota che sale fino al 57% per le imprese che commerciano a livello internazionale (Future of Business Survey, realizzata da Facebook in collaborazione con World Bank e Ocse). “C’è molto da fare, ma in Italia esiste un fermento positivo: basti pensare alle oltre 6 mila start up innovative che danno lavoro a 36 mila persone e che sono già una realtà importante” ha sottolineato Marco Gay, Presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria.

A fianco di manager e imprenditori che hanno condiviso le esperienze digitali di grandi e piccole imprese, tra gli altro hanno portato il loro contributo il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Giuliano Poletti e accademici di calibro internazionale.

Luca Colombo ha commentato: “Il momento per adottare la svolta digitale da parte delle imprese è adesso, anche se a molti può sembrare ancora pericolosa o preoccupante. La capacità che le aziende oggi hanno di adottare realmente una cultura digitale definirà quanto riusciranno a capitalizzare del suo enorme potenziale. Il ritardo nella digitalizzazione, che si compone di competenze diffuse, processi, infrastrutture, utilizzo di nuovi codici di comunicazione, sarà sempre meno colmabile. Le testimonianze che abbiamo condiviso oggi al FED sono state illuminanti su quanto sia un tema del presente e non più del futuro”.

Secondo Marco Gay, Presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria, “In un paese come il nostro, con una disoccupazione giovanile quasi al 40%, oggi abbiamo guardato a un futuro possibile che è a portata di mano: il nostro manifatturiero è di prim’ordine, se integriamo le tradizionali tecnologie e competenze produttive con il digitale apriamo la strada a enormi, nuove opportunità di impresa e lavoro, soprattutto per i giovani. Dobbiamo fare questo salto, ora, e trasformare il nostro paese nella migliore digital factory al mondo”.

 

*Ufficio Stampa  MSL Group