Molestie sul lavoro? Si combattono con la formazione.

 

Solo il 19% delle aziende italiane promuove la formazione “Gender Equality”, ma è in crescita. Il 73% di chi cerca lavoro lo sceglie anche su questi temi.

In un periodo storico come questo nel quale le tematiche connesse all’eguaglianza di genere sul lavoro sono ritenute centrali, la “formazione” diventa strategica anche in questo caso. E’ infatti attraverso attività formative continuative che è possibile promuovere una effettiva cultura dell’eguaglianza di genere nei posti di lavoro. Le aziende italiane da questo punto di vista sono purtroppo indietro: su un panel di 300 intervistati infatti, solo il 19% afferma di aver avviato o voler avviare a breve un progetto formativo sui temi dell’eguaglianza. E’ però un trend in crescita, se si considera che nel 2015 erano appena il 12%.

Ma la questione dell’eguaglianza di genere sta a cuore anche a chi cerca lavoro: il 73% degli intervistati (panel di 500 intervistati con metodo Cawi in giugno 2017, a cura dell’Osservatorio ExpoTraining) afferma che l’esistenza di programmi formativi simili sia uno degli elementi che cerca dal posti di lavoro. Un elemento importante di cui le aziende devono comunque tenere conto se vogliono attrarre talenti.

Purtroppo la grande parte delle aziende che prevede programmi e corsi simili rientra tra le medie e grandi imprese, tra le PMI ci si ferma sotto il 9%.

Guardando più ampiamente ai corsi di formazione sui temi connessi al Management della diversità (gender gap, formazione e superamento degli stereotipi, clima organizzativo): in Italia certi temi sono poco presenti nei programmi di formazione e vi vengono dedicati risorse limitate: solo il 5% del budget in media.

Se ne parlerà ad ExpoTraining, la più importante manifestazione italiana lavoro e formazione, in programma a Milano il 25 e 26 ottobre prossimi.

“Se In Italia la formazione continua, ampiamente intesa, sembra essere finalmente compresa, seppur lentamente, come strumento di crescita e sviluppo, occorre ancora molto lavorare per accrescerne la qualità e per far capire la sua funzione anche per costruire ambienti di lavoro migliore, più collaborativi, più attenti alle diversità in genere ed a quelli tra uomo e donne in particolare. Sono molti gli studi in tutto il mondo che testimoniano come un luogo di lavoro più includente e rispettoso, al di là del pur importante aspetto etico, diventa anche più produttivo. – ha dichiarato Carlo Barberis, Presidente di ExpoTraining – In Italia in particolare si sente un grande bisogno di costruire una cultura dell’ eguaglianza e del rispetto verso le donne e questo non può essere raggiunto solo con gli appelli. E nemmeno le leggi possono fermare i pregiudizi o gli stereotipi. La formazione continua invece può davvero cambiare la percezione e permettere a tutti di comprendere meglio le diversità.”.

Quest’anno ad ExpoTraining sono molte le novità previste: oltre alla presentazione di numerose e inedite ricerche su lavoro, formazione, giovani, anche la redazione di una proposta di legge specifica finalizzata ad incentivare la formazione nelle imprese italiane, il Forum Imprese e Management, che vedrà coinvolti i principali sindacati, le associazioni degli imprenditori e le istituzioni. Verrà inoltre presentato per la prima volta il “report” degli investimenti su lavoro e formazione del POR 2016 della Regione Lombardia.

I numerosi convegni e workshop e le ricerche e studi che come ogni anni saranno presentati e discussi saranno poi la base per la redazione del primo “Libro Bianco della Formazione”, che sarà presentato successivamente nelle sedi istituzionali.

 

 

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