Marco Ferrario * –

NearIT, realtà hi-tech lombarda del Mobile Proximity, ha supportato Rotary Club di Cividale, Gemona, Tarvisio e Tolmezzo, nella presentazione di una soluzione per smartphone in grado di migliorare l’accessibilità al patrimonio artistico e museale.

La comunicazione di prossimità via Smartphone si mette al servizio di reperti storici e artistici di oltre 500 anni fa, per abbattere le barriere che limitano la fruibilità degli spazi culturali alle persone con deficit visivi (ciechi, ipovedenti ma anche qualsiasi persona che abbia difficoltà visiva o di lettura). Un progetto che nasce localmente tra alcuni Rotary Club e altrettanti musei con l’obiettivo di diventare uno standard per progettisti e designer di oggi e domani, ragionando sempre più in termini di progettazione universale e prendendo maggior coscienza del diritto di libero accesso alla cultura in tutte le proprie manifestazioni, il tutto grazie ad una App e ad un trasmettitore Beacon.

Secondo la ricerca dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, i siti archeologici, artistici e museali che hanno adottato soluzioni di accessibilità sono ad oggi solo poche decine: da qui è partita l’iniziativa di quattro Rotary Club del Friuli Venezia Giulia rivolta ad altrettante realtà del territorio (Museo Carnico delle Arti Popolari “Michele Gortani” di Tolmezzo, Museo Cristiano e Tesoro del Duomo di Cividale del Friuli, Museo etnografico del Palazzo Veneziano a Malborghetto, Museo civico di Palazzo Elti a Gemona del Friuli) finalizzata alla realizzazione di un servizio innovativo a favore di utenti che necessitano di un’attenzione speciale, grazie alla fornitura di supporti adeguati.

La prima installazione del progetto “Vedere il Museo”, è realizzata presso il Museo Carnico delle Arti Popolari “Michele Gortani” di Tolmezzo (Udine), che per l’occasione sarà aperto gratuitamente al pubblico.
“Il design della app è stato appositamente studiato per un utilizzo facilitato per persone ipovedenti” dichiara Susanna Avossa, Designer UX/UI di NearIT. “Ogni contenuto è caratterizzato dalla riproduzione di un colore molto acceso sul display, sul quale non compaiono scritte ma solamente riferimenti visivi. La grafica del menu è stata completamente ripensata con l’obiettivo del Design for All: non solo i non vedenti e gli ipovedenti, ma anche gli anziani e tutti i visitatori con difficoltà di lettura possono trarre vantaggio da un’offerta informativa semplice e intuitiva”.
Ogni museo coinvolto potrà creare e modificare in autonomia i propri contenuti tramite la piattaforma di mobile proximity di NearIT: ogni “ricetta” parte dalla semplice renderizzazione audio di qualsiasi contenuto testuale in possesso del museo, che viene associata ad una stanza e ad un trasmettitore bluetooth (beacon). In prossimità di ogni beacon lo smartphone inizierà a vibrare e al tap in un qualsiasi punto dello schermo partirà la descrizione audio corrispondente, allo stesso modo “tappando” un qualsiasi punto dello schermo la descrizione si interromperà.

La soluzione sviluppata presenta alcune peculiarità rispetto a quelle già sperimentate negli scorsi mesi all’interno di convention ed eventi” dichiara Stefano Cattaneo, sviluppatore Mobile & Front-end di NearIT. “Gli smartphone che verranno forniti nascono per un utilizzo offline quindi non necessitano di connessione dati o Wi-Fi per accedere ai contenuti trasmessi dai beacon e i messaggi non saranno profilati per età o genere dell’utente. Inoltre, data l’installazione fissa all’interno di una struttura con orari di apertura ben definiti, sono stati utilizzati particolari beacon che si spengono automaticamente durante le ore notturne, permettendo un notevole risparmio energetico”.

Così come avviene con l’applicazione tipica di NearIT all’interno di fiere o grandi manifestazioni, invece, l’utilizzo dei beacon servirà anche per fornire importanti feedback in tempo reale ai gestori. Tramite analytics presenti all’interno della piattaforma è infatti possibile ottenere dati a riguardo dei contenuti inviati, che riportano ad esempio quante persone hanno ricevuto il contenuto nei pressi di un beacon, quanti hanno effettivamente ascoltato la descrizione audio, e quanti arrivano alla fine di ogni audio-descrizione. In questo modo ogni museo può ottenere una grande mole di dati anonimi ma fortemente sensibili in ottica di un costante miglioramento della qualità e del gradimento dei contenuti offerti.

“Rotary ha fortemente voluto e finanziato questo progetto, proseguendo sulla strada dell’attenzione alla tematica dell’accessibilità, intesa come abbattimento di barriere architettoniche, culturali e sensoriali” dichiara Andrea Michelutti, Presidente del Rotary di Tolmezzo. “Potersi avvicinare all’arte e ai beni culturali è la richiesta rivolta da un numero sempre crescente di persone con difficoltà visive, sia congenite sia determinate da malattie o, più semplicemente, dall’età. Per questo non ci siamo fermati ad un progetto a sé stante, ma abbiamo puntato alla realizzazione di un servizio replicabile e destinato a proseguire nel tempo tramite un’app pronta all’utilizzo in ogni museo, grazie ad un software adattabile ad ogni realtà in pochi minuti”.

 

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