di Ugo Perugini

 

Cercate di essere ottimisti!

 

Nonostante il governo, la crisi non sembra assolutamente alle nostre spalle e il morale non è  alto,  visto che l’aria che si respira intorno a noi è pesante e si corre il rischio di  cadere preda dello sconforto e del pessimismo.

In questo quadro generale, chi cerca di mostrare un po’ di ottimismo rischia di essere preso in giro. O, quanto meno, di fare la figura dell’illuso, se non dell’incosciente. Ma non si può farne a meno. E in questa operazione, che potremmo definire di “sollevamento morale”, ci sono gli americani a darci coraggio!

Segnaliamo su questo tema alcuni vecchi consigli rielaborati dai lavori di Eileen McDargh, consulente, esperta in leadership e in pensiero positivo  e di Martin E. P. Seligman, convinti entrambi che l’ottimismo possa essere insegnato. Ottimismo che non significa negare la realtà del mondo di oggi ma piuttosto aiutare le persone ad affrontare la vita, destreggiandosi alla meglio attraverso problemi e difficoltà di vario tipo.

Non preoccuparti troppo delle cose che non dipendono da te

Cerca di rivolgere la tua attenzione e il tuo impegno solo ai problemi che puoi controllare e migliorare. Cosa puoi fare contro il riscaldamento globale? Ben poco. Ma, forse puoi contribuire nel tuo piccolo, riducendo il consumo di energia in casa tua. Se la tua azienda è in crisi, continua a impegnarti come e più di prima, ma contemporaneamente cerca di aumentare le tue competenze, di guardarti intorno, di verificare se esistono altre opportunità per persone con le tue caratteristiche, nel caso si presentino scenari negativi. Se i soldi non ti bastano mai e arrivi a fatica a fine mese, comincia a stare più attento alle spese, evitando quelle voluttuarie o inutili, cercando di dedicarti a ciò che veramente ti piace e ti rende felice. Scoprirai che ci sono tante cose che si possono fare, ricavando soddisfazione e felicità, a costi ridotti.

Cerca di non assumere mai atteggiamenti da vittima

Di fronte a certe situazioni negative che ci capitano, non vale la pena piangersi addosso. Bisogna cercare di vedere quel che è successo sotto un’altra ottica. Hanno cancellato il volo aereo che avrei dovuto prendere per incontrare una persona importante per la mia carriera? Cerca di rilassarti, non esiste una regia diabolica che sta tramando contro di te e il tuo futuro di lavoro. E’ capitato, come poteva capitare anche qualcosa di peggio. Sfrutta il tempo libero che ti si è creato per fare qualcosa di utile o, magari, solo quello che fino ad oggi hai continuato a rimandare. Non assumere atteggiamenti da vittima. Se lo fai, rischi di caricarti di risentimento, rabbia, impotenza, che amareggiano la giornata e non portano a nulla di positivo.

Impara ad accontentarti

Quando pensiamo a quello che abbiamo, siamo sempre portati a riconoscere che potremmo avere di più. Non solo. Avremmo anche potuto meritare di più. Denaro, carriera, ecc. Si innesca così il meccanismo del rimpianto con annessi sentimenti negativi, quali dolore, rammarico e via dicendo. La nostra testa si volta verso il passato e lì rimane anche se, naturalmente, c’è poco da fare. Il passato non si cambia. Il suggerimento di accontentarsi può apparire ingenuo. Potrebbe significare ammettere, riconoscere le proprie sconfitte. Al contrario, accontentarsi vuol dire apprezzare quanto si ha, che non è mai poco. Essere felici per quello che abbiamo fatto, anche se ciò non deve mai renderci del tutto soddisfatti e gratificati perché altrimenti si rischia di ottenere l’effetto opposto e cioè di non essere più capaci di lottare per affrontare altre sfide.

Coltiva l’ottimismo

L’ottimismo è come un campo per il contadino. Se non lo curi, non lo innaffi, non lo sarchi, non gli dai il concime difficilmente ci potrai coltivare qualcosa. E’ vero, ognuno di noi ogni giorno affronta momenti difficili, in cui si lascia condizionare dalla negatività. Bisogna evitare però che questo succeda, reagendo sempre con intelligenza, ma anche con fantasia e spirito creativo. Riporto una bella frase di Alexander Graham Bell, inventore del telefono: “A volte ci fissiamo così a lungo di fronte a una porta chiusa che non riusciamo a vedere che se ne sta aprendo un’altra!”.

Trasmetti ottimismo agli altri

L’ottimismo è contagioso. Però, purtroppo, lo è anche il pessimismo. I figli di persone depresse sono generalmente anch’essi più inclini alla depressione. Se hai avuto una educazione più orientata al pessimismo, è ora di cambiare rotta, di interrompere il ciclo negativo, cominciando da te stesso e dalle tue abitudini. In fondo, l’ottimismo, ricordiamolo, è anche una buona abitudine che si può creare.

Ridi e… canta che ti passa

Come si fa, di fronte a qualcosa che è andato storto a mettersi a cantare? Sembra assurdo. Un vero paradosso. Invece, per la Mc Dargh è un meccanismo efficace, perché quando ci si impegna a far uscire la nostra voce per intonare (bene o male che sia non importa) una canzone, un motivo qualsiasi, ci si concentra su questo esercizio, si dimenticano gli affanni e il suono stesso che emettiamo ci riconforta. Magari, meglio evitare di cantare di fronte agli altri. Potremmo essere fraintesi e qualcuno potrebbe cominciare a dubitare della nostra salute mentale.  Ma, a parte queste considerazioni, non dimentichiamo che questo suggerimento (canta che ti passa) pare si riferisca a una frase scritta da un soldato al fronte, durante la terribile Prima Guerra Mondiale. E poi cerchiamo di vedere in ogni episodio negativo che ci capita qualcosa di divertente. C’è sempre, se abbiamo uno spirito aperto e un po’ goliardico. Ridere, fa bene. Ridere di se stessi, qualche volta fa anche meglio.

Evita le situazioni negative e le persone che si lamentano

Saremmo subito tentati di dare due suggerimenti: non leggere i giornali e non guardare i notiziari alla tivù. Per caricarsi di zavorre di pensieri negativi, infatti, basta sfogliare un quotidiano o guardare un telegiornale. Ma ciò ragionevolmente non è possibile. Compatibilmente con la necessità di rimanere aggiornati su ciò che capita nel mondo, evitiamo di farci del male. Piuttosto che leggere l’ennesimo editoriale sul terrorismo, andiamo a giocare con il nostro cane, con il nipotino o facciamo una bella passeggiata nel parco, ascoltiamo musica, ecc. Stessa cosa vale per le persone che non fanno che lamentarsi e piagnucolare. Ciò non significa che non dobbiamo cercare di consolarli e confortarli, nel limite del possibile, evitando però di lasciarci invischiare nel loro atteggiamento di angoscia e scoraggiamento.

Un’ultima segnalazione da un esperto della materia, Martin E. P. Seligman, che sul tema ha scritto il libro “Learned Optimism”, il quale ci elenca i vantaggi che procura essere ottimisti:

  • l’ottimismo previene i disturbi cardiovascolari
  • le emozioni positive riducono raffreddore, influenza, e probabilmente anche l’incidenza di altre malattie infettive
  • l’ottimismo potrebbe ridurre lo sviluppo del cancro, anche se finora non è stato provato in maniera definitiva
  • le persone che si trovano in stato di benessere psicologico hanno in generale tassi di mortalità più bassi
  • le persone malate che si trovano in uno stato di benessere psicologico hanno tassi di mortalità più bassi rispetto a persone nelle medesime condizioni che sono pessimiste o depresse.

Seligman elenca anche una serie di possibili motivi per cui le persone ottimiste hanno tassi di mortalità più bassi:

  • le persone ottimiste hanno stili di vita più salutari e seguono maggiormente le indicazioni del medico
  • le persone ottimiste hanno reti sociali migliori e questo riduce la disabilità legata all’età
  • le persone ottimiste dispongono di migliori meccanismi biologici: il sistema immunitario funziona meglio; in particolare le persone ottimiste hanno un maggior numero di linfociti di tipo T (cellule che combattono le infezioni)
  • gli ottimisti hanno una reazione meno dannosa allo stress (ad esempio, minori livello di cortisolo e fibrinogeno)
  • le persone ottimiste hanno un numero di aritmie cardiache più ridotte.

Quindi, siate più ottimisti. Vi conviene. Buone feste a tutti.