Demetrio Minutilli 

Pare proprio che per il mercato dei viaggi di incentivazione si può intravedere un rinnovato ottimismo e un crescente utilizzo dello strumento viaggio nei programmi motivazionali delle aziende.

Queste le previsioni dei professionisti del comparto che indicano come riprendono gradualmente piede grazie soprattutto alla graduale ripresa dell’economia internazionale.

Una  rilevazione condotta presso gli operatori del settore il 52% degli intervistati indica che nei prossimi  mesi ci sarà un utilizzo crescente dei viaggi motivazionali e che nei programmi saranno inclusi, in misura sempre più rilevante, anche i meeting di lavoro. L’ottimismo cresce ulteriormente considerando una prospettiva temporale più lunga, infatti l’80% degli  intervistati  prevede un incremento del numero di viaggi nella seconda parte dell’anno corrente e nel primo semestre del successivo.

Fra i trend che si consolideranno il prossimo anno, quello della misurazione dei risultati: che si tratti di ROI (ritorno sull’investimento) o di ROO (ritorno sugli obiettivi), la metà degli intervistati ritiene che l’esigenza di quantificare gli outcome dei programmi di viaggio rimarrà una costante.

Và quindi confermandosi la tendenza che vede il procurement più competente, con gli uffici acquisti delle aziende coinvolti nel processo decisionale finalizzato alla pianificazione di viaggi di incentivazione: la buona notizia è che secondo il 56% degli intervistati il procurement sta affinando le proprie competenze specifiche, risultando quindi più efficace nel prendere decisioni con maggiore cognizione di causa.

Inoltre è sempre più coinvolta la tecnologia mobile, mentre scendono i social media, infatti l’utilizzo di dispositivi mobili per veicolare contenuti e messaggi operativi legati ai programmi di viaggio è ritenuto necessario dall’86% degli intervistati, contro l’80% dello scorso anno; per contro, il consenso per l’utilizzo dei social media sembra ormai avere raggiunto il picco massimo: a misurarne e rilevarne l’efficacia è il 59%, una percentuale quasi in linea con quella dell’anno precedente.

Molto importante è il fattore generazionale. C’è consenso diffuso sul fatto che l’efficacia degli strumenti motivazionali vari a seconda delle generazioni: chi ha più di 40 anni è in genere gratificato da viaggi e  beni di consumo, mentre i venti-trentenni, sono meno motivati e più difficilmente motivabili.

Da non tralasciare la scelta della destinazione: il 57% degli intervistati sceglie la destinazione anche in base al valore della propria moneta rispetto a quella della potenziale location; l’84% sostiene che la facilità di ottenere visti e documenti di viaggio ha invece un peso minimo sulla scelta della destinazione.

Ben venga quindi una rinascita del  settore dei viaggi incentive, con prove convincenti di crescita della domanda, con l’aumento dei bilanci nonché l’uso di una maggiore varietà di destinazioni,  con evidenti crescite dei livelli di partecipazione. Non di meno esistono alcuni fattori di rischio come i vari conflitti nel mondo.