Di Laura Patrito Silva

Da dove nasce l’idea di fare raccolta fondi attraverso il personal fundraising abbinato ad un evento sportivo?

Il format del Charity Program abbinato ad un evento podistico si rifà ad un modello anglosassone che vanta risultati strabilianti da oltre 30 anni: la London City Marathon, il più grande evento benefico del mondo.

Nei suoi 30 anni di storia la Maratona londinese ha potuto raccogliere oltre 550 milioni di euro attraverso il Personal fundraising.

Il portale di riferimento per il personal fundraising inglese è Just Giving; attraverso di esso la scorsa edizione della London Marathon ha raccolto più di 26 milioni di euro per oltre 8.000 Organizzazioni no profit.

La piattaforma di personal fundraising dello sponsor ufficiale della maratona, Virgin Money Giving, nata nell’ottobre 2009, in soli 6 mesi ha raccolto 11 milioni di euro.

I dati confermano che l’80% dei runners partecipanti alla gara londinese ha aperto una pagina di raccolta fondi.

Perché funziona il Personal Fundraising?

Nell’era del web 2.0 e dei social network non ci si può permettere di non essere digitalizzati. Le opportunità che la rete ci offre sono innumerevoli e vanno colte per essere al passo con i tempi, per arrivare ovunque e per farsi conoscere da tutti.

I portali di personal fundraising sono “incubatori” di competenze e garanzie relative alla raccolta fondi, messe a disposizione di privati, aziende e ovviamente Organizzazioni no profit.
Grazie a questi portali si crea cultura del fundraising e si eleva il livello di fiducia delle persone all’atto della donazione.
Il fatto che un forte numero di Organizzazioni aderisca ad un portale di raccolta fondi è una garanzia di affidabilità.

Il successo di Facebook e dei social network risiede in una compulsiva richiesta di visibilità e di protagonismo da parte della società.
I portali di personal fundraising rappresentano un’ulteriore “vetrina” che permette di essere trovati con maggiore facilità, di farsi vedere, conoscere e di conquistare l’ennesima parte del web (attraverso la propria pagina personale).

Non da ultimo va considerata l’importanza e la tendenza oggi, di un impegno nel sociale. Portali quali www.iodono.com permettono di valorizzare il proprio impegno sociale rendendolo evidente e pubblico e trasformandolo in punto di forza nella relazione con il prossimo.

E in Italia?

Noi italiani siamo grandi donatori, siamo generosi, ma spesso diffidenti, e soprattutto riservati.

Le donazioni ad enti benefici rientrano tutt’oggi in una sfera privata, che non va sbandierata.

Ed è qui che sbagliamo.

Se solo sapessimo metterci più in gioco e coinvolgere i conoscenti, gli amici, i familiari, potremmo allargare il cerchio e portare contributi maggiori alle Organizzazioni che già sosteniamo.

Questo inoltre permetterebbe di creare cultura del fundraising e di elevare il livello di fiducia delle persone al momento del donare. Avere un amico che fa da “garante” permette di fidarsi maggiormente non solo dell’Organizzazione alla quale si sta donando, ma anche dello strumento web che si sta utilizzando.

La speranza è che manifestazioni di eccellenza quali la Maratona di Milano vengano prese ad esempio da tutti, poiché solo grazie ad iniziative come queste si potrà fare cultura della donazione e sensibilizzare un sempre maggior numero di persone facendo comprender loro l’importanza che ognuno di noi faccia la sua parte e “allarghi il cerchio”.