di Maurizio Quarta

Da una indagine risulta che il Temporary Management  interessa sempre di più le aziende, che lo utilizzano con sempre maggior frequenza, siano esse grandi o piccole.

A livello complessivo, lo strumento è noto a circa il 70% delle aziende intervistate, con punte più alte tra le aziende più grandi e picchi negativi nelle classi dimensionali più piccole.

Le aziende utilizzatrici del servizio sono nel complesso cresciute, con le ovvie differenze legate alla dimensione dell’azienda: inesistente per le micro-aziende (sotto i 2 milioni di fatturato), la percentuale cresce nella fascia 20-50 milioni, e ancora di più nelle aziende più grandi, effetto di imitazione di modelli manageriali già ampiamente diffusi in altre realtà economiche avanzate,

In quali situazioni e per quali ruoli è stato utilizzato il TM.

L’attuale crisi non poteva non riflettersi sulle situazioni di utilizzo del TM, che nel 50% dei casi è stato in operazioni di ristrutturazione aziendale, con un’incidenza particolarmente elevata nelle fasce dimensionali medie (20-100 milioni), con punte di oltre il 65% . Significativi anche i progetti relativi all’internazionalizzazione (25% per le aziende più grandi) e al passaggio generazionale (15%) e a tematiche di delocalizzazione (33% per la classe 20-50 milioni).

Per quanto riguarda le aree di utilizzo, il maggiore interesse da parte di aziende grandi ha portato ad un incremento di ruoli di primo riporto funzionale.L’elevata presenza di interventi legati alle Risorse Umane è dovuta soprattutto alle aziende più grandi. L’area Commerciale è scesa.

Durata degli incarichi

La durata iniziale stimata di un progetto dipende dall’obbiettivo finale dello stesso, da quello iniziale e dalle attività necessarie a raggiungere il primo: di conseguenza, qualsiasi considerazione generale sulla durata resta meramente accademica.

Ciò premesso, la durata prevalentemente è quella 6-12 mesi, punte oltre il 65% si evidenziano nella classe 20-100 milioni. Significativi anche i progetti oltre i 24 mesi e quelli sotto i 6 mesi nelle aziende più grandi. Il caso di progetti “lunghi” si spiega soprattutto con il fatto che molti progetti nascono con un orizzonte di 12-18 mesi, ma hanno spesso un’opzione di continuazione a favore dell’azienda, che altrettanto spesso la esercita portando la durata effettiva ai 24 mesi rilevati; quelli molto “corti” sono legati soprattutto ad operazioni straordinarie, a loro volta legate alla preminenza delle tematiche di crisi e ristrutturazioni più sopra riscontrate.

Per quanto riguarda le modalità con cui viene gestito il contratto, prevale il rapporto come free lance con partita Iva (o sua società), seguito a ruota dal contratto come dirigente a tempo determinato dovuto soprattutto alla grande rilevanza tra le grandi aziende.

Risultati raggiunti e soddisfazione

Il livello di soddisfazione dell’azienda utilizzatrice: positivo il parere nel 90% dei casi (di cui il 62% in area di forte positività) ed un picco assoluto del 100% nelle micro aziende.

La propensione al riutilizzo è molto alta nelle aziende medio grandi.

Aspettative

L’aspettativa più rilevante è legata all’esperienza e alla professionalità di cui il temporary manager è generalmente portatore, ciò che include anche l’aspetto etico legato ai temi della riservatezza e dei comportamenti messi in atto dal manager.

Il TM viene ritenuto preferibile rispetto ad altre soluzioni soprattutto nei casi di crisi, gestione di progetti specifici e passaggio generazionale, seguito dalle tematiche di internazionalizzazione .

La scarsa conoscenza dello strumento resta l’elemento di maggiore ostacolo ad una più ampia diffusione, accoppiato alle resistenze da parte dell’imprenditore, e alla difficoltà di trovare la persona adatta.