di Roberto Bighi

Oggi ci si ritrova, con sempre maggiore frequenza, in un mercato, anche nel congressuale, che è quasi irriconoscibile rispetto a quello che era solo pochissimo tempo fa.
Una sorta di agitazione, di tensione, di smania di saper fare, di poter fare. Quando si decide di fare… (o se si riesce a fare).
Sembra come se tutti fossero alla ricerca di una “cosa” nuova e diversa. Una cosa che forse non è ancora ben chiara e strutturata a livello razionale, ma che a livello emozionale c’è. E si fa sentire.
Il mercato sta cambiando. Tutto sta cambiando.

Si sente che ci vorrebbero cose diverse. Un nuovo equilibrio.

Ecco, la parola giusta forse è “equilibrio”.
Dovremmo sapere che “tutto scorre” e quindi cambia. Il problema è che ci si era abituati a uno “scorrimento” lento che quasi non ti faceva percepire il cambiamento. Oggi si va avanti a furia di stravolgimenti, di scossoni, di situazioni che non puoi ignorare e che ti spingono a modificare.
E il problema è quello del pendolo: quando si passa da una posizione di un certo tipo si tende a posizionarsi in una opposta. Troppo opposta. Il pendolo, subendo uno scossone, passa da un estremo all’altro. E prima di ricominciare ad oscillare regolarmente ha bisogno di un certo tempo. Ma oggi questo tempo sembra non esserci.
E allora: tutti tesi, tutti preoccupati, con le unghie di fuori.
Ci vorrebbe …
Già, cosa ci vorrebbe? Dato che questa situazione non è amata da nessuno, teoricamente ci vorrebbe che si riuscisse a stabilire nuove regole a cui tutti sapessero adeguarsi. Ma quando bisogna trovare nuove regole ci vorrebbe tanta disponibilità da tutte le parti per trovare un equilibrio che soddisfi tutti (utopia?) e non che ogni parte cerchi di approfittare del cambiamento per acquisire il massimo del vantaggio per sé.
So che è un percorso lungo e difficile. Ma bisogna pur cominciarlo.
Perché così com’è oggi questo modo di operare nel mercato non rende felice nessuno.
Così non va bene!