Di Demetrio Minutilli

Ormai tutti non fanno che parlare della continua contrazione del giro di affari del settore congressuale. E tutti affermano che le difficoltà non saranno di breve durata, e i problemi delle città e dei centri a vocazione congressuale non saranno facili da risolvere.

La crisi ha messo in difesa la domanda ed internet ha fatto il resto. Per anni abbiamo sposato la tecnologia di internet, optando di comunicare senza muoverci dalla nostra scrivania, spendendo certamente poco ma rinunciando al contatto diretto, faccia a faccia. Internet costa poco e piace tanto ai timidi che finalmente hanno trovato il modo di comunicare tramite la rete.

Siamo diventati tutti innovativi. Si certo, le Aziende con internet risparmiano soldi, tempo, viaggi ed impiegati, ma sono anche tentate di rinunciare ad un potente strumento di comunicazione quali sono i momenti aggregativi, come i congressi e gli eventi, fino a ieri ambite star della vita aziendale.

Le aziende pensano di poter far tutto, presentazione e vendita, sul web. Perfino le fiere non hanno ancora saputo trovare la nuova formula che il mercato richiede. Di conseguenza i quartieri fieristici perdono visitatori,espositori ed addetti ai lavori.

Per far fronte a situazioni “difficili” ogni categoria di operatori si inventa quello che può. Ad esempio le catene alberghiere offrono commissioni e presentano offerte sino a ieri impensabili.

E la confusione aumenta.

Ma ritengo che in situazioni difficili non si possa lasciare che la barra del timone vada dove vuole lei. Ad esempio sui comportamenti non si può derogarei: qualità, serietà, correttezza, etica.

E poi conviene fare un passo indietro. Non seguire l’onda ma ripassare i “fondamentali” e rivisitare quello che si è sempre fatto, viaggiando, incontrando, visitando. Ieri la promozione congressuale era tutto un susseguirsi di incontri, visite.

Gli unici che sembra si muovano in promozioni dirette dei propri territori sono le Regioni, Province e Camere di Commercio che investono in educational tour per organizzatori congressuali, ai quali partecipano più o meno attendibili buyers.

Ecco, cominciare a selezionare con più attenzione gli ospiti che servono, non quelli che servono a … far numero.

Un suggerimento, emerso potrebbe essere quello che chi vuole promuovere il proprio territorio o destinazione, si affidi o coinvolga gruppi o Associazioni già consolidate e che siano in grado di garantire sulla serietà dei propri Associati partecipanti. Questo servirebbe a rendere più proficuo e meno dispersivo l’investimento di un educational.

E’ un piccolo suggerimento.