Sarah Canonici

 

Una delle preoccupazioni più grandi di questo periodo è la percezione di non sentirsi sufficientemente protetti e quindi è presente in tutti la richiesta di maggiore sicurezza per migliorare la qualità della vita.

            Siamo certi che una delle preoccupazioni maggiori  oggi (ma purtroppo ce ne sono tante altre…) sia cercare di sapere cosa ne è della sicurezza. E quindi non è superfluo soffermarsi sull’importanza che  ha per tutti noi la speranza di poter vivere in ambienti e situazioni che ci garantiscano di non imbatterci in situazioni sgradite.

Non siamo tranquilli per le nostre cose, siamo allarmati per le nostre case ma soprattutto siamo preoccupati per noi stessi e i nostri cari. Non vogliamo riferirci a nessun pericolo specifico. Si potrebbe, ahimè, fare un lungo elenco.

Ci soffermiamo solo sulla richiesta sempre più pressante espressa dai cittadini, con lo sguardo rivolto allo Stato, all’Autorità, alle Istituzioni, perché li aiutino a raggiungere quel  non piccolo obiettivo che è il poter vivere sereni.

I commenti ufficiali, le citazioni di statistiche , l’elaborazione dei numeri di chi fa queste ricerche, si “sgolano” a dirci che, anno su anno, stanno diminuendo i fenomeni negativi che creano i problemi di vario tipo. Ma basta confrontarsi con amici o con la gente comune ed è  facile verificare che la mancanza di sicurezza percepita   sia ben più alta, nella testa della gente, di quello che non sia la sicurezza reale.

E’ un po’ come quando, al mese di agosto in pieno solleone, ci fanno sapere che la temperatura misurata è 32 gradi ma quella percepita (per varie cause) è 36 gradi. Ci sembra di dover sopportare un caldo da non sopravvivere ! E questa è una considerazione da non sottovalutare. Perché la tranquillità delle persone e la conseguente loro serenità sono strettamente legate a quanto percepiscono.

Stato, pensaci tu

Non siamo tranquilli e allora ci rivolgiamo a chi ci governa chiedendo, anzi, pretendendo che “loro” facciano qualcosa per restituirci la sicurezza. Ma anche qui ci imbattiamo in un “deja vu”: vorremmo ma non abbiamo le risorse. Insomma, un bel problema.Sembra che non se ne esca. Però la famosa creatività italica non si arrende.

E, i cittadini,  gli amministratori locali, gli amministratori di condominio, stanno ingegnandosi per “fare qualche cosa”. Per cui sempre più spesso sentiamo di creazioni di rete tra impianti di sicurezza privati, installazioni di “app” sugli smartphon per segnalazioni di situazioni fuori norma, incontri-lezione per creare una cultura della sicurezza.

Un progetto-pilota

In questo clima una società che lavora nel campo della sicurezza, Feel Good Security  (www.feelgoodsecurity.it, in questo sito è anche possibile vedere un film che sintetizza le funzioni della APP “Safecity”), ha realizzato, con alcuni sindaci un “Progetto di Sicurezza” che si propone l’obiettivo, ovvio, di aumentare il livello effettivo di sicurezza, ma anche quello, poi,  di mettere in campo una corretta e valida comunicazione che possa agire sulla conoscenza delle persone e quindi favorire la loro tranquillità e la riflessione implicita: “ la mia città si cura di me perché è stata resa più sicura”.

L’applicazione prevede di rendere più sicura la città, o meglio i suoi cittadini, attraverso alcune direttrici:

  • Utilizzare il più possibile i vari “strumenti” di sicurezza già presenti sul territorio, verificando la possibilità di renderli complementari l’un l’altro, ottimizzando  quindi

i risultati ottenibili

  • Proporre implementazioni che il tumultuoso  evolversi della tecnologia e delle applicazioni ci stanno presentando
  • Essere estremamente attenti a che gli investimenti siano adeguati ai risultati che si vogliono raggiungere
  • Rimanere sempre disponibili ad un supporto

ed anche, perché no ? contribuire a sviluppare un grande senso civico di collaborazione tra i vari protagonisti della vita cittadina  (Enti pubblici, commercianti, cittadini) che porti a sentirsi un’unica squadra che opera nell’interesse collettivo

Lo stato dell’arte

Abbiamo detto che il principio guida del progetto è quello di utilizzare il più possibile tutti i vari strumenti che già esistono, per poter realizzare una soluzione che sia valida ma che abbia un occhio attento all’investimento necessario.

E quindi il punto di partenza è fare una “fotografia” di quanto è già disponibile per la sicurezza del Comune: Polizia  di Stato, Carabinieri, Polizia Locale, Vigili del Fuoco, Istituti di Vigilanza, Impianti di telecamere  presso i commercianti, Impianti antintrusione in locali privati, Collegamenti via “smartphone”, Reti di copertura telefonica…

Definita la zona geografica che si vuole coprire, analizzando anche gli eventi storici che vi si sono verificati, si collegano le telecamere già esistenti (negozi, strutture pubbliche, abitazioni,…) ad una Control Room centralizzata.

Ricevuta la segnalazione viene deciso, in funzione dell’evento, se far intervenire le Istituzioni dello Stato o intervenire direttamente.

Anche i cittadini diventano  protagonisti. L’ APP “Safecity”, da utilizzarsi con lo smartphone,   permetterà loro di effettuare segnalazioni che potranno essere gestite con le stesse modalità descritte più sopra per le telecamere.

La raccolta di tutti i dati potrà dare origine a studi e riflessioni che permetteranno di ottimizzare le scelte successive sia geografiche sia di copertura.

Tra i vantaggi si possono evidenziare:  la creazione di una  “rete di sensori”  sul territorio, avere un unico centro di raccolta delle segnalazioni, una maggiore tempestività negli interventi, una più alta possibilità di selezionare segnalazioni improprie, aumentare il senso di partecipazione attiva di ogni cittadino

Il piano di comunicazione

Come si diceva all’inizio, un obiettivo non secondario (ribadendo che il primo obiettivo è quello di raggiungere un effettivo maggior livello di sicurezza) è quello di offrire una migliore qualità della vita alla cittadinanza. E siamo convinti che la percezione che si stia raggiungendo un maggior livello di sicurezza può rendere la vita più serena.

E per questo è opportuno mettere a punto un piano di comunicazione che trasferisca a tutti i cittadini la logica del progetto che si sta realizzando e le migliori e più semplici modalità operative per raggiungere i più validi risultati.