Elena Muoio

 

Grazie all’aumento di sensibilità e di responsabilità da parte di tutti, il concetto di Green sta prendendo forma, offrendo benefici, rispetto della salute e preservazione dell’ambiente.

Con il passare degli anni si sente sempre di più parlare di Green Marketing, Green Economy, Green Service, Green Consumer , Green Product, ma questi paroloni non sono altro che la traduzione dell’idea di cercare di produrre il minor impatto negativo sull’ambiente.

Il termine “Green Marketing” è stato coniato nel 1980 dall’American Marketing Association (AMA). Questa, partendo dal problema dell’effetto serra, si è estesa a macchia d’olio puntando sempre di più sul tema della sostenibilità.

Il Green Marketing non è altro che un marketing che sviluppa e promuove prodotti e servizi eco-sostenibili creati in maniera diversa, salutari e naturali. Siamo circondati da questa parola, ovunque vediamo spot che trattano l’argomento dell’inquinamento con la riduzione di CO2, conferenze, manifestazioni, prodotti creati grazie al riciclo e campagne di marketing che mirano bene al concetto.

Questo dimostra come un semplice termine sia entrato in punta di piedi ed ora è nella mente di tutti.

Riflettiamoci su

“Ecologia e marketing possono remare l’una contro l’altra: una vuole farvi consumare di meno, l’altra di più”. Così disse John Grant consulente di marketing anglosassone, infatti il termine “Green Marketing” al primo impatto sembra essere un termine contrapposto.

L’ambiente non ha nulla a che vedere con le attività di vendita che invece sono l’obiettivo del marketing. Per uno essenziale è realizzare profitti, per l’altro no, ma le aziende abbracciando questo principio contraddittorio hanno creato una chiave da inserire in tutte le azioni, in tutte le decisioni di corporate, nelle fasi interne ed esterne, stabilendo nuove linee guida per i prodotti e i servizi, in questo modo si contribuisce alla tutela dell’ambiente e alla richiesta del cliente. Proprio come

afferma l’AMA, tra le attività principali ed essenziali del Green Marketing c’è la modifica del prodotto e della pubblicità, un cambiamento al processo di produzione e di packaging.

Di conseguenza il termine apparentemente contrapposto è perfettamente idoneo ed equilibrato.

Conviene o non conviene

All’inizio il rispetto dell’ambiente era visto come un ostacolo da parte delle aziende per la propria crescita economica, ora invece con questa nuova linea di pensiero, è visto come un’opportunità di rilancio per l’impresa stessa.

Questo nuovo approccio richiede uno sforzo maggiore a tutta l’impresa e una revisione delle strategie aziendali, quindi posizionare sul mercato un prodotto o un servizio di qualità, che si differenzi dalla concorrenza non basta per questo tipo di marketing. L’obiettivo del green marketing è soddisfare la domanda e soprattutto far trasparire il pilastro portante e ben integrato che è alla base dell’azienda il concetto di sostenibilità, con un risparmio di risorse e di denaro, questo è l’obiettivo del green marketing.

Oggi rispetto al passato il consumatore è dinamico, si trova al centro dell’economia, informato e in continua evoluzione ma soprattutto interessato al modo in cui viene creato un prodotto e all’impatto ambientale di questo. Il potere che ha in mano il consumatore è quello di poter scegliere le aziende che seguono questa nuova visione del mondo e di bocciare e rifiutare il resto. Nel mercato tutto ciò è una gran bella fetta ed una leva molto importante da seguire e studiare per poter restare a galla in questo oceano in tempesta e le aziende mettendo al primo posto i consumatori cercano di nuotare.

Largo arrivano gli spot

Negli ultimi anni abbiamo visto tantissime campagne pubblicitarie trattare questo tema. Nel 2014 IKEA ha avviato una serie di spot per promuovere le lampadine a Led a basso consumo, accompagnati dalla famosa frase “le piccole cose possono fare una grande differenza”. Nel 2007 il noto marchio Diesel per la nuova collezione ha realizzato uno spot dove vengono mostrate le conseguenze delle azioni dell’uomo che hanno cambiato il mondo ma l’uomo invece di cambiare si è adattato lo stesso

Anche Greenpeace ha lavorato su un video contro lo sfruttamento del sottosuolo artico, da parte del gigante anglosassone del settore petrolifero la Shell, usando gli omini della Lego come protagonisti. Altro video dedicato alla situazione degli oceani è quello di G-Star Raw il noto brand olandese di denimwear di lusso. Il video mostra la situazione attuale degli oceani pieni di spazzatura grazie all’ignoranza dell’uomo e la creazione di jeans realizzati con i rifiuti plastici.

L’ Eni, altra grossa azienda del settore idrocarburi, ha deciso di puntare sul risparmio energetico, diventando in Italia il precursone dell’eco-sostenibilità.

Il grandissimo colosso Coca Cola non è stato di certo a guardare questa fetta di mercato ed ha lanciato la sua nuova Coca Cola Life. Il nuovo prodotto partito dal mercato argentino presenta la sostituzione dei dolcificanti artificiali, non certamente salutari con la stevia un prodotto naturale.

E per ultimo non possiamo non nominare  l’Expo l’esposizione universale, presente a Milano nel 2015, che ha trattato il tema dell’alimentazione e della nutrizione per un futuro sostenibile.

Possiamo concludere con la frase che era stata scelta per il tema dell’Expo per cogliere in pieno il grande valore del Green: “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita”.