Roberto D’Incau –  Ceo Lang&Partners

Il lavoro smart si mostra sempre di più come un punto di svolta nell’organizzazione dei processi aziendali e come un cambiamento culturale. Ne deriva un nuovo stile di leadership blended che presuppone un approccio differente nella gestione dei propri collaboratori.

Oggi più che mai servono leader visionari, che sappiano gestire la rivoluzione in atto, senza avere paura dell’incertezza. Nell’ultimo anno le aziende hanno subito un importante cambiamento culturale che ha coinvolto sia la sfera professionale che quella personale dei dipendenti. Un nuovo paradigma impresa – lavoro dove il leader si è trovato a dover affrontare una vera e propria rivoluzione nel modo di intendere il proprio ruolo, nell’utilizzo della leadership e nella relazione con le proprie persone, sempre più attente anche alla sfera valoriale e all’impegno dimostrato da parte dell’azienda nei confronti di uno sviluppo sostenibile del business.

Sono proprio i valori ad occupare un ruolo centrale nel nuovo scenario aziendale con tematiche quali: sostenibilità, inclusione, wellbeing e flessibilità. In questo nuovo paradigma la visione del leader e il suo approccio diventano fondamentali per poter guidare un team e sostenerlo in questo momento di transizione. 

Da poche centinaia di migliaia di lavoratori agili di due anni fa si è giunti a vari milioni di persone che hanno cominciato a lavorare da casa dall’anno scorso. Nel 2019 erano il 28,7% delle imprese private a fare uso dello smart working mentre oggi sono l’82,3%*. Si andrà sicuramente a mixare lavoro in presenza e da remoto, e questa risulta essere la formula ideale per il dipendente di oggi.

Il leader per essere efficace deve essere in grado di ispirare le persone sia in presenza sia on line, deve infondere fiducia, deve comunicare perfettamente con empatia: valorizzando

e promuovendo l’inclusione e i contributi individuali.  Per i manager che affrontano questo percorso nella gestione di un team a distanza è necessario allargare e integrare le proprie competenze sviluppando nel migliore dei modi le cosiddette communication skill.

È essenziale una comunicazione ispirante e risonante seppur a distanza per non perdere il contatto, il rapporto diretto con i propri collaboratori anche lavorando in luoghi diversi e lontani.

Di seguito le nuove competenze di leadership per affrontare il cambiamento in modo efficace secondo Roberto D’Incau, fondatore di Lang&Partners, una delle più prestigiose società di consulenza HR italiane:

Empatia: i manager che mostrano alti livelli di empatia contribuiscono a un aumento consistente delle performance dei propri collaboratori creando un ambiente di lavoro più inclusivo e di successo. I leader devono ormai rivedere l’intera organizzazione delle loro imprese con i collaboratori sempre più dislocati lontano dal luogo di lavoro, risulta quindi fondamentale la capacità di infondere fiducia e vicinanza anche da remoto. Da un sondaggio Gartner del 2021 emerge che oggi per l’l’85% degli HR di medie-grandi imprese è più importante per i manager dimostrare empatia di quanto non fosse prima della pandemia.

Inclusività: un ambiente di lavoro inclusivo permette all’azienda di avere una visione più ampia del business grazie alla molteplicità di competenze e background differenti che messi a sistema producono un incremento di business.

Empowerment: un leader deve essere in grado di trasmettere resilienza e ispirare la propria squadra verso un obiettivo comune di crescita aziendale e professionale. Le persone seguono il proprio leader che diventa non solo un punto di riferimento professionale ma una vera e propria guida. L’empowerment porta a un incremento della produttività, a una comunicazione interna migliore, al benessere organizzativo e soprattutto a delle performance di successo.


Giulia Dal Pont
 
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