INFORMAZIONI

  1.   +  METASALUTE LANCIA IL PIANO SANITARIO AGGIUNTIVO PER COVID-19

1.200.000 metalmeccanici tutelati nell’emergenza sanitaria.

  Metasalute, il Fondo di Assistenza Sanitaria Integrativa per i lavoratori dell’Industria metalmeccanica e dell’installazione di impianti e per i lavoratori del comparto orafo e argentiero, scende in campo nell’emergenza sanitaria, annunciando una risposta concreta alle crescenti esigenze della platea degli iscritti determinate dalla diffusione della pandemia COVID-19.

Da oggi, in collaborazione con RBM Salute, Metasalute assicura ai propri lavoratori e lavoratrici un piano sanitario aggiuntivo (e retroattivo al 1 febbraio 2020) che prevede un supporto economico per eventi connessi alle sindromi influenzali di natura pandemica, COVID-19., e consistente in una copertura in caso di ricovero per accertamenti e cure, e in una indennità in caso di ricovero in terapia intensiva e sub-intensiva.

“Non potevamo non aiutare i nostri lavoratori che più di altri si sono trovati a garantire continuità di servizio alla propria azienda e al Paese”, commenta Silvano Simone Bettini, Presidente di Metasalute. “Sono un milione e duecentomila i soggetti che tuteliamo con questa manovra, una platea di persone e numeri di estrema rilevanza nell’economia italiana. È così che abbiamo varato rapidamente un piano aggiuntivo a quelli già compresi dalle nostre polizze. La vicinanza che il nostro Fondo vuole testimoniare a ognuno è quindi tangibile e concreta”.

Per tutte le prestazioni e la richiesta dei contributi: https://www.fondometasalute.it/le-prestazioni/

Per vedere nel dettaglio la tipologia di rimborsi offerti: https://www.fondometasalute.it/2020/04/01/nuovo-piano-sanitario-integrativo-protezione-sindromi-influenzali-di-natura-pandemica-covid-19/

Elena Santoro

M: elena.santoro@aquietplace.it

T: +39 335 757 5951

www.aquietplace.it

  •   + Continua (ma rallenta) la crescita delle vendite dei prodotti “senza glutine” o “senza lattosio”

Oltre il 13% dei prodotti alimentari venduti in supermercati e ipermercati è adatto anche a chi soffre di intolleranze alimentari. Un paniere che ha raggiunto i 3,6 miliardi di euro di sell-out, sfiorando il +2% di crescita annua contro il +3,2% dei 12 mesi precedenti.

I prodotti alimentari privi di glutine o di lattosio sono diventati, in pochi anni, una presenza abituale nel menù degli italiani. E, anche nell’ultimo anno rilevato dalla sesta edizione dell’Osservatorio Immagino Nielsen GS1 Italy, hanno continuato a guadagnare spazio sul budget alimentare delle famiglie.

Ormai i prodotti etichettati come “senza glutine” o “senza lattosio” sono arrivati a rappresentare il 13,3% dell’offerta alimentare presente in supermercati e ipermercati e, nell’anno finito a giugno 2019, hanno generato il 14,4% del giro d’affari di tutto il perimetro alimentare dell’Osservatorio Immagino (esclusi acqua e alcolici).

In valore, quello dei prodotti per intolleranti è un comparto da 3,6 miliardi di euro di vendite e, nel periodo analizzato, ha messo a segno una crescita di +1,9%. Un trend positivo ma meno brillante rispetto a quello ottenuto nei 12 mesi precedenti, quando il sell-out era cresciuto di +3,2%. Da segnalare anche il rilevante calo dell’intensità promozionale, diminuita in un anno di due punti percentuali, e scesa così al 31,0%.

Il paniere più importante è quello dei prodotti con il claim “senza glutine” (Figura 1): è arrivato a rappresentare l’11,8% dei prodotti rilevati dall’Osservatorio Immagino e ha generato l’11,9% delle vendite canalizzate da supermercati e ipermercati. Nell’anno finito a giugno 2019, è cresciuto di +0,8%, meno che nei 12 mesi precedenti (+2,6%), in particolare a causa della minore spinta dell’offerta. Ma questo claim è aumentato sulle confezioni di carni bovine lavorate, ketchup, maionese, praline e cioccolato.

Invece il logo della spiga sbarrata, rilasciato dall’Associazione italiana celiachia, ha visto aumentare le vendite di +3,8% in un anno, arrivando al 2,7% dei prodotti rilevati e al 2,3% di quota sulle vendite complessive del paniere dell’Osservatorio Immagino. Merito della crescita dell’offerta e delle performance di affettati, preparati per brodo in gelatina, prodotti bovini lavorati, panificati e piatti pronti surgelati.

Quanto all’universo dei prodotti “senza lattosio” nell’ultimo anno le vendite hanno continuato a crescere benché meno che in passato. Nell’anno finito a giugno 2019 il sell-out è aumentato di +1,9% contro il +4,6% dell’anno precedente e il rallentamento della crescita è stato dettato soprattutto dalla minore crescita dell’offerta. Complessivamente l’assenza di lattosio è stata individuata sul 2,7% dei 68.480 prodotti alimentari rilevati dall’Osservatorio Immagino per un’incidenza del 4,2% sul giro d’affari totale del food. Le categorie più dinamiche sono state latte fresco, yogurt funzionali, panificati e bevande vegetali.

Per scaricare la sesta edizione dell’Osservatorio Immagino: osservatorioimmagino.it

Per rimanere aggiornati e seguirlo sui social #OsservatorioImmagino

Per informazioni:

Ufficio Stampa GS1 Italy: Nuage Comunicazione – Emanuela Capitanio

Tel. 3474319334 – email: nuagecomunicazione@libero.it

Pressroom e approfondimenti: gs1it.org/chi-siamo/pressroom/

  •   + BULGHERONI, CONFASSOCIAZIONI IMPRESE E CONSUMATORI: “CORONAVIRUS: FONDAMENTALE AIUTARE I PROFESSIONISTI E LE PMI, IL MOTORE DEL PAESE

 “La situazione che si è creata a seguito del COVID19 ha sicuramente come emergenza prioritaria la salute ma non possiamo assolutamente tralasciare l’aspetto economico e le difficoltà in cui ci troviamo tutti, aziende, professionisti e famiglie”. Lo ha dichiarato in una nota Mario BULGHERONI Presidente di CONFASSOCIAZIONI Imprese e Consumatori.

“E’ necessario un intervento radicale in materia in quanto in Italia abbiamo tanti professionisti che non hanno una cassa propria – ha proseguito BULGHERONI, che è anche Presidente di AVI, Associazione Professionale Esperti Visuristi Italiani -. Che cosa si potrebbe fare? Cose semplici e immediate come ad esempio prevedere la sospensione del pagamento delle tasse, o delle ritenute d’acconto, o dell’IVA. E non dico che questi soldi debbano essere regalati. In quanto azionisti del paese non vogliamo nulla gratuitamente basterebbe ricevere un semplice finanziamento da restituire in un determinato arco di tempo (ad esempio tre anni). Azioni semplici in grado di dare ossigeno alle piccole aziende come pure ai tantissimi professionisti utili alla comunità, ma che rischiano di morire se non sono sostenuti in maniera adeguata sotto il profilo economico”.

“In un momento quale quello che stiamo vivendo è fondamentale rialzare la testa – ha sostenuto BULGHERONI – e in tal senso condivido in toto il pensiero del presidente di CONFASSOCIAZIONI, Angelo Deiana il quale ha sostenuto nei suoi interventi sui media nazionali l’utilità di stampare carta moneta anche se andiamo in inflazione. In caso diverso non ne usciremo vivi, nonostante lo sforzo di tutti noi. I pensieri del nostro Presidente Deiana sono di una lucidità straordinaria e inviterei i rappresentanti del Governo non solo ad ascoltare il suo parere, ma a coinvolgerlo in prima persona”.

“Non dobbiamo dimenticare – ha concluso il Presidente di CONFASSOCIAZIONI Imprese e Consumatori, Mario BULGHERONI – che alla base siamo tutti consumatori. Se il Governo non valuta in maniera certosina le esigenze dei professionisti che rappresentano il motore della società, ci aspetta un periodo sicuramente nero, in quanto senza circolazione di denaro sarà inevitabile il blocco dell’economia. Un dato di fatto che mi sento di sottoscrivere non solo come Presidente di AVI, non solo come Presidente della branch Imprese e Consumatori, ma soprattutto come professionista, consumatore e membro di una Confederazione, quale appunto è CONFASSOCIAZIONI, che oggi è costituita da 612 associazioni professionali in rappresentanza di 1 milione e 20 mila professionisti e 209 mila imprese. Siamo una parte fondamentale del sistema nervoso dell’economia italiana che da solo genera il 9% del PIL. Noi di CONFASSOCIAZIONI non ci fermiamo, faremo il possibile, anche l’impossibile, per dare una svolta positiva al tutto, ma abbiamo bisogno di uno spiraglio e chiediamo un’attenzione collettiva e concreta da parte del Governo”.

#Confassociazioni #laretedellereti #unitisivince

Dott.ssa Adriana Apicella

Direttore Generale  CONFASSOCIAZIONI

Mob. 339. 8262588  – email: UfficioStampa@confassociazioni.eu

  •    Covid-19: Milioni di lavoratori domestici senza lavoro.   Come rispondono i Paesi europei?       

Aiuti economici, cassa integrazione, appello alla solidarietà delle famiglie. I Paesi europei sono chiamati ad  affrontare anche la situazione di emergenza di milioni di lavoratori domestici che sono rimasti senza lavoro e quindi  senza reddito, a causa della crisi sanitaria. ​

Yoopies​, piattaforma internazionale di incontro fra domanda e offerta di servizi domestici – ​che registra più di 200 mila lavoratori fra baby sitter, collaboratrici domestiche esistenti  domiciliari​ –  fornisce una panoramica delle misure adottate in diversi Paesi.  

 Mentre Francia, Germania e Spagna hanno già attuato misure specifiche per tutelare i lavoratori di questo  settore, – che si riconfermano fondamentali per sostenere le famiglie europee nella cura e nell’assistenza delle fasce  più giovani e più anziane della popolazione – l’Italia o il Portogallo non hanno ancora approvato ammortizzatori  sociali che rispondano alle necessità del settore.

Un punto in comune fra I Paesi analizzati, oggetto di discussione e  dibattito, è l’opportunità di favorire ed incoraggiare la regolarizzazione dei rapporti professionali di questi lavoro  in modo che possano ricevere gli aiuti pubblici proposti agli altri lavoratori autonomi dichiarati.    

Nel caso della ​Francia​, il Ministero dell’Economia ha lanciato un provvedimento che consente ai datori di lavoro di  richiedere lo ​Chomage Partiel (dispositivo simile alla cassa integrazione) ​per i loro lavoratori domestici, per evitare che alcune famiglie interrompano il pagamento del salario per le ore non lavorate; i datori di lavoro pagheranno così  al dipendente l’80% del salario netto per le ore non lavorate, importo che sarà rimborsato entro circa 15 giorni.

D’altra parte, i lavoratori domestici assunti dalla ​Germania possono ricevere una compensazione a breve termine chiamata  Kurzarbeitergeld che ammonta al 60% dello stipendio netto e al 67% per chi ha figli. ​In Spagna il governo ha  approvato la creazione di un sussidio di disoccupazione straordinario, al quale gli operatori domestici possono avere  accesso se vengono licenziati o se vedono ridotte le loro ore di lavoro. Questo beneficio, del 70% della contributiva, è destinato a chi era già regolarmente registrato prima dello stato di emergenza presso l’Istituto  Nazionale della ​Seguridad Social.      

 Italia: operatori dei servizi alla famiglia dimenticati?  Per l’Italia sappiamo che il lavoro domestico non è incluso tra le attività professionali sospese dal governo. Le  collaboratrici domestiche, le badanti e le tate potranno quindi continuare a prestare i loro servizi. Tuttavia, se a causa  della crisi le famiglie volessero interrompere i loro servizi, non è stata ancora fornita una misura sociale, lasciando di fatto alla solidarietà e alla possibilità economica delle famiglie la possibilità di concedere  ferie o permessi retribuiti.   

“A fronte delle misure di tutela prese nei Paesi sopra citati, rimaniamo in attesa di sapere se la categoria dei lavoratori  domestici sarà inclusa tra i beneficiari di un reddito di emergenza o se il governo prenderà altri provvedimenti”  afferma Maria Elena Magro, Country Manager Italia per Yoopies.       

​> Il confronto europeo completo disponibile alla pagina:  https://yoopies.it/c/covid-lavoratoridomestici

Maria Elena Magro ​Country Manager for Southern Markets  011.1962.0007 maria-elena@yoopies.com  

  •    +  Nasce Pausa Caffè MuseoCity, podcast dedicato al mondo dei musei –

 in collaborazione con MUMAC – Museo della macchina per il caffè di Gruppo Cimbali

L’Associazione MuseoCity presenta Pausa Caffè MuseoCity, podcast dedicato al mondo dei musei realizzato grazie al prezioso contributo di MUMAC – Museo della macchina per il caffè di Gruppo Cimbali, la più importante esposizione di macchine per caffè espresso professionali al mondo.

Il progetto vuole dare voce a tutti quei musei della città metropolitana di Milano non visitabili da settimane che, anche a porte chiuse, hanno tanto da raccontare, e lo fa con una radio on demand, i cui singoli contenuti saranno disponibili online e scaricabili sui propri devices.

Pausa Caffè MuseoCity offre un racconto ricco di curiosità che si snoda attraverso la città: un appuntamento che potrebbe diventare un rito, come il caffè, tracce audio – disponibili su Spotify, Spreaker e Storytel – che è possibile ascoltare più volte, anche off-line, in qualsiasi momento della giornata.

 A partire dal lancio di domenica 5 aprile alle ore 11.30, ogni settimana, il mercoledì alle ore 11 verranno proposti nuovi contenuti della durata di 10-15 minuti con il format di una trasmissione radiofonica animata da tre conduttori – Jacopo Balestrini, Laura Defendi, Davide Sanavio – che si alternano nell’intervistare direttori e curatori di alcune delle 89 istituzioni che ad oggi compongono il circuito MuseoCity.

Introduce il progetto con un suo contributo audio l’Assessore alla Cultura del Comune di Milano, Filippo Del Corno, che negli ultimi anni ha sostenuto tutte le arti con grande impegno, anche dando vita con l’Associazione MuseoCity alla manifestazione diffusa Milano MuseoCity che promuove tutti i musei della città e vede ogni anno la partecipazione di oltre 70.000 persone.

 Al podcast è affiancata anche una Call To Action che invita i musei a proporre una selezione di brani musicali, evocativi di opere e oggetti d’arte, che vengono poi raccolti in playlist sul profilo Spotify di MuseoCity.

 La prima puntata del progetto sarà dedicata al MUMAC, un viaggio alla scoperta del design, della tecnologia e del costume legati a un intero settore produttivo del made in Italy, quello delle macchine per caffè espresso professionali.

 Pausa Caffè MuseoCity nasce con l’obiettivo di offrire nuove chiavi di lettura delle istituzioni museali, spunti di riflessione e approfondimenti culturali per l’ascoltatore, in attesa di poter tornare presto a fruire dell’immenso patrimonio artistico e culturale della città e del nostro Paese, fonte inesauribile di ispirazione e bellezza.

Ospiti e calendario disponibili sul sito di MuseoCity.

Ufficio stampa MuseoCity

Lara Facco P&C

viale Papiniano 42 | 20123 Milano

+39 02 36565133 | press@larafacco.com